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Mediobanca, ecco l’atteso piano

Piazzetta Cuccia, che ha approvato il bilancio relativo all'intero esercizio 2004/2005, ha presentato alla comunità finanziaria il suo piano industriale, che punta a completare il passaggio da holding a gruppo bancario diversificato. La diversa destinazione delle partecipazione, categorizzate più selettivamente, cambierà i pesi delle varie divisioni. E la politica dei dividendi, secondo i vertici, sarà "più ricca"...

di Mauro Introzzi 13 set 2005 ore 11:43
Il consiglio di amministrazione di Mediobanca, che ha approvato il bilancio relativo all'esercizio 2004/2005, ha dato il suo via libera al piano 2006/2008. Un piano che sancisce il completo passaggio del colosso milanese da una struttura a holding a gruppo bancario diversificato.

Un gruppo diversificato che in tre anni punta a far crescere i ricavi dagli attuali 1,1 miliardi di euro a quota 1,7 miliardi (con un tasso di crescita medio annuo del 16%), portando poi il risultato della gestione ordinaria da 0,7 a 1,2 miliardi di euro, con un tasso di crescita medio annuo del 19%. L'utile netto, alla fine del piano, è previsto a quota 840 milioni di euro, 300 in più rispetto all'ultimo dato, con un miglioramento annuo del 16%. Salirà così anche la redditività, con un Roe (il saggio di ritorno sul capitale proprio) che passerebbe dal 10% al 14%.

Il disegno dei vertici di Piazza Cuccia è chiaro. Le partecipazioni considerate più strategiche, quelle in Generali e Rcs MediaGroup, rimarranno nel portafoglio d'investimento, mentre le altre (come Telecom Italia, Pirelli, Fiat e Italmobiliare) saranno trasferite alla divisione 'wholesale banking'. Ciò implica che la gestione di queste ultime sarà più dinamica e che ci sarà una riduzione del capitale allocato alla divisione 'equity investment portfolio' (quella delle partecipazioni strategiche) di almeno 1,5 miliardi di euro.

E le altre aree di business? Disaggregando il piano si nota come, per il 'wholesale banking', il gruppo punta allo sviluppo del corporate banking, con l'obiettivo di incrementare la base di clientela e gli impieghi mediante l'offerta integrata di prodotti, l'allargamento della presenza internazionale, l'attivazione di nuove asset class e la maggior presenza sul mercato delle medie imprese. Per questa area il gruppo punta di raggiungere entro il 2008 un capitale allocato di 2,1 miliardi di euro, dagli 1,8 di oggi e un tasso di crescita medio annuo del risultato della gestione ordinaria del 16%.

Per quanto riguarda il segmento del 'retail financial services' il gruppo punta a dare impulso alla crescita del credito alle famiglie 'alla luce anche del favorevole scenario di mercato, sia per linee interne che tramite acquisizioni, con l'obiettivo di aumentare in misura apprezzabile gli impieghi e gli utili'. Secondo il piano verrà sviluppato il credito al consumo, più orientato ai prodotti a maggior redditività, e incrementata l'attività di mutui alle famiglie. Gli obiettivi al 2008 parlano, per questa area, di un capitale allocato di 0,7 miliardi, dai 400 milioni di oggi, e un tasso di crescita medio annuo del risultato della gestione ordinaria del 22%.

Lo sviluppo dell'area 'private banking', infine, si concentrerà sia su linee interne che su linee esterne. In questo business si punta sul rafforzamento di Banca Esperia nella fascia alta del mercato domestico e un ulteriore sviluppo dell'attività di Compagnie Monégasque de Banque. I target alla fine del piano parlano in questo caso di un capitale allocato di 200 milioni di euro, dai 100 milioni di oggi, un tasso di crescita medio annuo del risultato della gestione ordinaria del 22% e un totale delle masse in gestione di 14 miliardi di euro, dai 10,8 miliardi di oggi.

Nel corso della presentazione del piano, intanto, i vertici, sull'attività internazionale hanno annunciato che Mediobanca punta a sbarcare in Spagna, a sviluppare la filiale di Parigi e ad avviare partnership o alleanze con operatori del settore statunitensi e britannici.

E sulle cedole il direttore generale dell'istituto Alberto Nagel ha affermato che sarà confermata la 'ricca politica dei dividendi'. Tanto che 'se il piano avrà successo ci sarà spazio per una politica dei dividendi molto attraente'.


Per commenti, critiche, suggerimenti scrivete a: maurointrozzi@soldionline.it


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