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Mediobanca, ecco il piano industriale

Il consiglio di Mediobanca ha approvato ieri il piano industriale al 2016, che mira a un modello di business semplificato, con un alleggerimento delle quote azionarie. Ecco i target

di Mauro Introzzi 21 giu 2013 ore 08:28
Il consiglio di amministrazione di Mediobanca ha approvato il piano strategico 2014-2016 del gruppo.
Secondo la nota della società le linee di sviluppo mirano a conseguire un modello di business semplificato, a maggiore creazione di valore, focalizzato su tre attività bancarie specializzate (CIB, Retail e WM) in grado di generare un flusso di ricavi crescente e geograficamente diversificato, nonché efficiente dal punto di vista dei costi e dei rischi associati.

Per conseguire tali obbiettivi il Gruppo si prefigge di: ridurre sostanzialmente l’esposizione al comparto azionario, ottimizzando l’allocazione del capitale, potenziare le attività internazionali, investire in risorse umane e tecnologia per sviluppare attività ad elevato contenuto commissionale e basso assorbimento di capitale e mantenere un forte presidio del rischio e della qualità degli attivi.

La riduzione dell’esposizione al comparto azionario è stimata in circa 2 miliardi nell’arco di Piano e sarà ottenuta attraverso: circa 400 milioni di euro di svalutazioni nette nell’esercizio anche a seguito della classificazione di tutti i possessi azionari (esclusa Assicurazioni Generali) al comparto “titoli disponibili per la vendita” e del loro adeguamento “a mercato” e circa 1,5 miliardi di cessioni che includono, oltre alla vendita di una quota della partecipazione in Generali (destinata a ridursi dal 13% al 10%), altri investimenti azionari riclassificati nel comparto “titoli disponibili per la vendita”

Dal punto di vista economico-finanziario gli interventi programmati mirano, a fine 2016, a:
- una ripartizione paritetica tra corporate e retail di impieghi e raccolta,
- un indice di capitale (Core Tier 1) in ottica Basilea 3 che è previsto stabilizzarsi nell’intorno dell’11%-12% in tutto l’arco di Piano,
- un net Stable Funding Ratio (NSFR) al di sopra del 100%,
- ricavi bancari in crescita a 2,1 miliardi nel 2016, con un tasso medio di crescita annuo del 10%,
- una quota di ricavi commissionali che passerà dall’attua le 25% al 30%, per poi crescere al 40% nel 2018,
- un Roe di gruppo che si assesterà a circa il 10-11%.
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