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Marazzi, attenzione ai concorrenti!

Tra i vari rischi segnalati da Marazzi nel prospetto informativo si segnalano le spinte competitive in un settore caratterizzato da concorrenza crescente. Di contro, le risorse finanziarie che saranno raccolte con la quotazione potranno dare all'azienda la possibilità di rafforzare il processo di diversificazione appena iniziato.

di La redazione di Soldionline 9 feb 2006 ore 10:34

Opportunità

- Crescita per linee esterne
Con la quotazione, Marazzi raccoglierà le risorse finanziarie per continuare la politica di crescita per linee esterne, una strategia che ha permesso al gruppo di entrare in Russia dalla propria principale, divenendone il principale gruppo del settore, con l'acquisizione di Welor Kerama. Supponendo che la società riesca a quotarsi al prezzo massimo di 13 euro per azione e che le azioni derivanti dall'aumento di capitale siano assegnate integralmente, Marazzi potrebbe raccogliere liquidità per circa 90 milioni di euro. Sulla base delle valutazioni dell'azienda italiana, con queste risorse la società potrebbe acquisire un'azienda di medie dimensione, con un fatturato nell'ordine dei 100 milioni di euro.
Nel corso del road-show di presentazione del gruppo, i vertici di Marazzi hanno anticipato che le eventuali acquisizioni potranno continuare in Russia, anche se non è da escludere un rafforzamento negli Stati Uniti. Tuttavia, al momento la Cina sembra offrire, in questo momento, le opportunità più interessanti, alla luce dell'elevata crescita del paese, che contribuisce ad allargare il mercato potenziale del gruppo, spostando verso l'alto la ricchezza individuale dei cinesi. Uno scenario del genere porta i clienti, che hanno maggiore ricchezza a disposizione, a valutare l'acquisto di prodotti di maggiore qualità. Tuttavia, i vertici di Marazzi hanno precisato che al momento il gruppo non ha in corso alcuna trattativa, anche perché le eventuali acquisizioni non dovranno andare a penalizzare i margini del gruppo.

- Diversificazione
Le risorse finanziarie che saranno raccolte con la quotazione potranno dare a Marazzi la possibilità di rafforzare il processo di diversificazione appena iniziato.
L'azienda ha da poco iniziato a presidiare segmenti paralleli al quello delle piastrelle ceramiche, con l'obiettivo di rendere meno dipendente l'attività del gruppo all'andamento di questo settore. I vertici di Marazzi ritengono che il segmento dei sanitari di fascia alta, già presidiato dal gruppo (ma con un peso che resta limitato al 3% dell'intero giro d'affari) possa offrire spazi di crescita importanti. Inoltre, i sanitari di fascia alta possono offrire importanti sinergie per il gruppo, sfruttando la capillare rete di vendita per veicolare anche questo prodotti. Il management non esclude la possibilità di ampliare il business nel segmento dei rivestimenti e della pavimentazioni in pietra naturale.
La diversificazione del gruppo potrebbe concretizzarsi tramite acquisizioni mirate oppure attraverso partnership con operatori di altri paesi, a cui sarà affidata la produzione, mentre per la distribuzione sarà sfruttata la rete distributiva di Marazzi.

Rischi

- Concorrenza nel settore
Tra i vari rischi segnalati da Marazzi nel prospetto informativo (andamento dell'economia, potenziale conflitto di interessi con Mediobanca, istituto che finanzia l'azienda e contemporaneamente ne coordina la quotazione, ...), si segnalano le spinte competitive in un settore caratterizzato da concorrenza crescente. Questo scenario potrebbe sfociare in una pressione al ribasso sui prezzi dei prodotti, andando a penalizzare i margini del gruppo.
In particolare, Marazzi nel prospetto informativo ricorda che i maggiori concorrenti del gruppo si possono dividere in tre categorie. La prima è composta dai produttori italiani di grandi dimensioni, che, come Marazzi, fanno della qualità il proprio punto di forza. La seconda categoria comprende i produttori spagnoli, che riescono presidiare la fascia alta di mercato, con prezzi inferiori, grazie all'opportunità di avere costi di produzione inferiori. Il terzo gruppo racchiude i produttori asiatici e del Sud America, che comunque, per il momento, restano a presidiare le fasce basse del mercato.
Attualmente Marazzi riesce a contrastare la concorrenza dedicando importanti risorse all'attività d ricerca e sviluppo di nuovi prodotti. In particolare nel 2004 questa attività ha richiesto 5,6 milioni di euro, mentre nei primi nove mesi del 2005 ha assorbito quasi 4 milioni di euro. I vertici di Marazzi ricordano che questa attività, da sola, non è sufficiente a garantire l'introduzione continua di nuovi prodotti e a evitare che i concorrenti possano raggiungere l'attuale livello qualitativo dei prodotti del gruppo.

- Andamento dei costi delle materie prime e delle fonti energetiche
Il business di Marazzi è dipendente dall'andamento del costo delle materie prime e delle fonti energetiche. Nel prospetto informativo il management del gruppo ha precisato che un aumento di questi costi potrebbe penalizzare la marginalità aziendale. Nei primi nove mesi del 2005 i costi delle materie prime sono stati pari al 13,5% del giro d'affari del gruppo. Nello stesso periodo i costi energetici hanno avuto un'incidenza dell'8,6% sui ricavi dell'azienda. Complessivamente, queste due fonti di costo hanno eroso più di un quinto del fatturato di Marazzi.
In particolare, la fonte energetica maggiormente utilizzata è il gas metano. A questo proposito, lo scorso anno Marazzi ha siglato un contratto con ENI di fornitura del gas in Italia, bloccandone il prezzo per tutto il 2006. Contratti simili sono stati firmati anche in altri paesi. Tuttavia, nel caso in cui i prezzi delle fonti energetiche dovesse continuare a restare alto anche nei prossimi esercizi, le condizioni di questi contratti verrebbero adeguate ai nuovi valori. Se Marazzi non fosse in grado di adattare proporzionalmente i prezzi dei prodotti, la crescita di questi costi andrebbe a scaricarsi sulla redditività, portando a una contrazione dei margini.


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