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Mantenere stabile la strategia durante la fase di volatilità

Le azioni restano la nostra classe d’investimento favorita; prospettive neutrali per le obbligazioni in un quadro caratterizzato da rendimenti poco elevati

di Redazione Soldionline 5 nov 2014 ore 11:41

A cura di Credit Suisse

Il ciclo vizioso e virtuoso di sentiment e fondamentali

La combinazione di previsioni secondo cui la Fed potrebbe inasprire anticipatamente la propria politica e di una serie di dati economici negativi, in particolare nell’Eurozona, ha innescato la correzione dei mercati azionari di ottobre. Ciò, a sua volta, ha generato segnali ribassisti dei grafici, che hanno esacerbato la svendita. Tuttavia la preoccupazione sui mercati è calata piuttosto in fretta, e alcuni investitori hanno individuato le prime opportunità di acquisto. Inoltre, un incoraggiamento più ampio è stato fornito dai migliori dati macroeconomici e dagli utili societari. E, al momento della redazione, i movimenti di mercato stanno ricreando migliori modelli tecnici, fornendo pertanto una rassicurazione psicologica agli investitori, anche se il periodo di volatilità elevata potrebbe non essersi ancora concluso. In periodi come questi, la psicologia di mercato potrebbe contare tanto quanto i fondamentali. Dedichiamo pertanto una pagina speciale alla prospettiva che i nostri analisti tecnici possono fornire sullo stato d’animo del mercato. Ciò sulla base del loro sistema di riconoscimento della dinamica e dei modelli.
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Valute: la solida domanda interna negli USA alla base della ripresa, divergenza monetaria e quindi rafforzamento dell’USD

Un’ipotesi chiave nell’ambito della nostra strategia d’investimento è che l’USD continuerà a rafforzarsi. La ripresa economica negli USA è sostenuta da una solida domanda interna, i cui driver difficilmente si indeboliranno. Pertanto conveniamo con il giudizio secondo cui la Fed inizierà a rialzare i tassi l’anno prossimo, seppur in maniera prudente, in contrasto con l’allentamento monetario in altri paesi. Questa divergenza monetaria suggerisce che l’USD dovrebbe continuare ad apprezzarsi. Nel caso in cui la crescita globale deludesse parecchio e costringesse la Fed a posticipare i rialzi dei tassi d’interesse, prevediamo un sostanziale stimolo ulteriore in altri paesi, il che andrebbe nuovamente a sostenere l’USD. L’apprezzamento del dollaro è quindi il nostro giudizio valutario chiave.

 

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Investimenti alternativi: neutrali sulle commodity
I prezzi delle commodity sono lontani del 17% dai massimi di inizio anno. A nostro giudizio il petrolio (che ha un’incidenza notevole negli indici delle commodity) viene negoziato in un nuovo e più basso range di equilibrio (v. la nostra sezione sul focus speciale). Nuove fonti d’offerta, in particolare lo scisto bituminoso, hanno reso il prezzo del petrolio meno sensibile ai rialzi della domanda e limitano il potenziale al rialzo dei prezzi del greggio. D’altro canto, la tecnologia per l’estrazione di queste nuove fonti di petrolio è più costosa, il che simultaneamente determina un livello minimo per i prezzi del petrolio. Ciò è la base del nostro giudizio neutrale sulle commodity. Continuiamo a considerare il settore immobiliare e gli hedge fund quale fonte più stabile di rendimento e/o introiti.

 

Reddito fisso: la solidità dell’USD e l’inflazione poco elevata suggeriscono rialzi dei rendimenti limitati
La solidità dell’USD, unitamente al fatto che il petrolio viene negoziato in un range di prezzi inferiore, contribuisce a moderare l’inflazione negli USA. Anche in presenza di una buona crescita e di un graduale inasprimento della Fed, i rendimenti statunitensi nel lungo termine pertanto dovrebbero crescere solo moderatamente. Altrove, con ogni probabilità l’espansione monetaria farà sì che i rendimenti dei titoli di stato core restino contenuti. Nel complesso prevediamo quindi che i mercati dei titoli di stato core restino piuttosto stabili. Ciò implica che continuerà la ricerca del rendimento. Prediligiamo titoli corporate crossover solidi e una selezione di debito finanziario subordinato. Sui mercati emergenti apprezziamo le obbligazioni locali asiatiche.

 

I bassi rendimenti obbligazionari e l’assenza di una recessione creano un quadro positivo per le azioni Anche se la volatilità potrebbe persistere per un po’ di tempo, le azioni restano la nostra classe d’investimento favorita. Tra i fattori di sostegno rientrano i bassi rendimenti obbligazionari e le banche centrali che si concentrano interamente sul promuovere gli investimenti societari, l’occupazione e i consumi delle famiglie, in parte stimolando i mercati degli asset (ricchezza). Anche gli utili societari, che continuano a crescere grazie al rigoroso controllo dei costi e al lento miglioramento del giro d’affari (top line), forniscono un sostegno. In ambito azionario ribadiamo la nostra preferenza per i mercati europeo e nipponico; siamo altresì diventati più positivi sulle azioni australiane.
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