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Macquarie rompe gli indugi: vuole la metà di Open Fiber ma il Mef detta le condizioni (La Repubblica)

di Redazione Lapenna del Web 17 set 2020 ore 07:51 Le news sul tuo Smartphone

enel-logo-marchioLa Repubblica torna ad affrontare il tema della banda larga e analizza lo schema delle partita con le novità in campo. L'articolo di Giovanni Pons riporta l'offerta vincolante fatta pervenire dal fondo Macquarie ad Enel per una quota tra il 35% e il 50% in Open Fiber, società operativa nel settore della fibra ottica e fino ad oggi alternativa a Telecom Italia.

Il controvalore dell'offerta non sarebbe stata comunicato ma, secondo le indiscrezioni riportate dal quotidiano, la cifra potrebbe aggirarsi intorno ai 7/8 miliardi di euro comprensivi dei 2 miliardi di debiti. Dal Ministero dell'Economia sarebbe arrivata una spinta, secondo la testata, nella direzione di acquisire un'ulteriore quota tra il 5% e il 10% di Open Fiber come Cassa depositi e prestiti (Cdp), azionista della società al 50% con Enel. In questo modo la Cdp avrebbe la maggioranza e al fondo australiano resterebbe la quota rimanente. La stessa operazione a suo tempo pensata da Telecom Italia nei confronti del fondo americano Kkr in Fibercop. Adesso i nodi da affrontare, secondo il quotidiano, sarebbero tutti politici, in quanto sia l'AGcom che l'Antitrust non dovrebbe avere problemi in merito.

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