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Le trappole della borsa

Potremmo definire con il termine trappola ogni situazione o condizione che inviti un soggetto a compiere una determinata azione, che poi si rivela pericolosa o addirittura dannosa.

di Carlo Gatto 12 ott 2005 ore 16:57
Ne possiamo distinguere di due tipi: le trappole soggettive, che scattano nella mente degli investitori e le trappole oggettive, che invece prendono forma sul mercato. Poi ci sono quelle miste frutto della combinazione di entrambe.

Partiamo dalle soggettive.
Immaginate di avere una cifra di 200 euro e di poter scommettere su 5 corse di cavalli: preferireste scommettere tutti i soldi su una sola corsa o 40 euro per ciascuna delle 5 corse?
La risposta dipenderà molto dalla vostra propensione al rischio ed al guadagno.
E' chiaro che vincere cinque volte di seguito puntando ogni volta 40 euro è molto difficile. Qualcuno preferisce puntare tutto su un unico cavallo perché se dovesse andargli bene avrebbe fatto il colpaccio. Qualcun altro invece preferisce puntare su cinque corse diverse, per avere più probabilità di indovinare il cavallo vincente, anche se con una vincita complessivamente inferiore.

Premesso che la Borsa è una cosa ben diversa dal gioco d'azzardo, la vostra psicologia in gioco è spesso la stessa!
Chi opera con un titolo solo anziché con cinque diversi per aumentare il proprio profitto in caso di previsione esatta, non fa altro che aumentare il rischio concentrando il capitale. La regola d'oro invece si chiama diversificazione e permette di ottimizzare il rendimento del portafoglio riducendo più che proporzionalmente il rischio.

Il primo posto dove andare a cercare le trappole è proprio la vostra mente, il vostro modo di ragionare e di reagire. Si tratta di predisposizioni psicologiche molto pericolose, che vanno individuate e portate alla luce, per operare consapevolmente e non governati da forze sottili ed insospettabili. Quello che abbiamo appena individuato è un tipico caso di eccesso di propensione al rischio.
Ma di trappole soggettive ce ne sono moltissime! Si potrebbe parlare di eccessiva sicurezza per chi tende a sopravvalutare la propria capacità di prendere le decisioni giuste, errore di rappresentazione per chi tende a pensare che i trend osservati continueranno all'infinito o quasi, esposizione selettiva, per chi cerca di esporre sé stesso solo alle informazioni che sembrano confermare le proprie scelte, e così via.


Vediamo ora le trappole oggettive, che sono pure molto numerose.

Queste prendono forma sul mercato in maniera spontanea, e poi diventano insidiose per molti investitori.
Una prima categoria di trappole del mercato è data da quelle figure dell'analisi tecnica che si realizzano senza essere seguite dall'avverarsi delle previsioni ad esse legate. Sono le bull trap e le bear trap, a seconda che a cascarci siano i rialzisti dopo un falso segnale di acquisto, o i ribassisti dopo un falso segnale di vendita.
Una seconda categoria di trappole si manifesta ogniqualvolta la reazione del mercato ad un determinato evento micro o macroeconomico, avviene nel senso opposto al più logico buon senso.
Ad esempio un ribasso di borsa dopo un taglio del tasso ufficiale di sconto, oppure un ribasso di un'azione farmaceutica dopo che la rispettiva società ha annunciato ufficialmente di aver brevettato con successo un nuovo farmaco.
In realtà la Borsa tende sempre a giocare d'anticipo sui fatti, tant'è vero che un famoso motto dice 'compra sull'aspettativa e vendi sulla notizia!'.
In entrambi i casi portati ad esempio, gli operatori hanno trovato utile puntare al rialzo fintanto che la notizia era plausibile anche se non sicura, ma una volta diventata di pubblico dominio hanno deciso di chiudere le loro posizioni ed uscire. In quel momento di solito si vedono entrare gli investitori che non formulano previsioni, ma apprendono le notizie dai mezzi di informazione, per cui si trovano intrappolati in comportamenti di mercato che giudicano anomali.


Esistono poi quelle miste.

Un genere di trappole miste è rappresentata da determinate operazioni di Borsa che riguardano una grande massa di investitori, come le offerte pubbliche di vendita o i nuovi collocamenti, che poi si rivelano delle autentiche delusioni. Attenzione: non voglio dire che lo siano in partenza, ma che lo possano diventare all'arrivo!
Quando si tratta di operazioni rivolte ad una grande massa di risparmiatori, la stampa ed i mezzi di informazione, facendone la doverosa pubblicità, possono creare un fenomeno molto simile alla fase finale dei lunghi rialzi (definita tecnicamente come ' fase euforica'), per cui Tizio partecipa all'operazione perché lo fa il suo amico Caio, oppure la signora Maria perché consigliata dal lattaio...

Questo fenomeno di imitazione della massa non ha niente a che vedere con la bontà o meno del prodotto, ed esercita un 'effetto di trascinamento' che può rivelarsi un'autentica insidia. Oltretutto questo genere di trappola oggettiva, va a combinarsi con quella soggettiva del 'paragone sociale', in cui cade chi utilizza il comportamento degli altri come unica fonte di informazione su un argomento che non sa interpretare!
Spesso le trappole miste si rivelano trappole di massa.
Anche il rialzo euforico di Borsa sostenuto da tutti gli indicatori e, a livello del singolo soggetto, rinforzato dal 'paragone sociale', finisce per essere una trappola di massa!
Il rialzo degli ultimi anni '90, frutto dell'internet-euforia e del prolungato toro a Wall Street ha creato le condizioni per una trappola gigante per milioni di risparmiatori, prima con lo sgonfiamento della bolla tecnologica, poi con l'attentato dell'11 settembre e poi con gli scandali finanziari.

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