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Le Borse finiscono in rosso: male Mediaset e Fiat

Gli operatori hanno ignorato il dato nettamente superiore alle attese del Pil statunitense nel secondo trimestre del 2014. Oggi è terminata la tre giorni di aste dei titoli di stato italiani

di Edoardo Fagnani 30 lug 2014 ore 17:33
Piazza Affari e le principali borse europee hanno terminato la seduta odierna con gli indici in rosso, nonostante il dato nettamente superiore alle attese del Pil statunitense nel secondo trimestre del 2014. Oggi è terminata la tre giorni di aste dei titoli di stato italiani. In mattinata il Tesoro ha collocato due BTp con scadenza rispettivamente a cinque e dieci anni: il rendimento dei due titoli è sceso rispettivamente all’1,2% e al 2,6%. Spicca il pesante ribasso subito da Mediaset, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Vendite anche su Fiat Chrysler, mentre Finmeccanica ha terminato la giornata con un rialzo.
Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,94% a 20.888 punti, mentre il FTSE Italia All Share è sceso dello 0,86% a 22.153 punti. Variazioni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,02%) e il FTSE Italia Star (-0,36%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 2,02 miliardi di euro, rispetto agli 1,98 miliardi di ieri. Su 320 titoli trattati, 111 hanno terminato la giornata con una variazione positiva, mentre i ribassi sono statti 192. Invariate le rimanenti 17 azioni.
L’euro si è ridotto a 1,335 dollari, in attesa delle indicazioni della FED in materia di politica monetaria. L’oro è sceso a 1.295 dollari.

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mercato-scende2Male Mediaset (-2,1% a 3,084 euro). Il gruppo del Biscione ha chiuso i primi sei mesi dell’anno con ricavi pari a 1,72 miliardi di euro, in leggero calo rispetto agli 1,74 miliardi dello stesso periodo dell’anno precedente. Il risultato netto è stato negativo per 20,5 milioni di euro a fronte dell’utile di 30,1 milioni di euro dei primi sei mesi del 2013. I vertici di Mediaset hanno segnalato che le previsioni sull’andamento del mercato pubblicitario in Italia della società “confermano anche per luglio una tendenza in linea con quella del primo semestre del 2014”. Il management ha aggiunto che il quadro economico in Italia rende ancora difficile produrre stime attendibili circa l’evoluzione del risultato economico per l’esercizio in corso. Infine, i vertici della società hanno annunciato che entro fine anno si concluderà lo spin-off di Mediaset Premium. Non si sono fatti attendere i giudizi degli analisti. Barclays ha tagliato da 3,4 euro a 3,1 euro il prezzo obiettivo su Mediaset. La banca d’affari ha confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare). Un taglio anche da Kepler Cheuvreux, che ha sforbiciato da 4,15 euro a 3,8 euro per azione la valutazione sul gruppo del Biscione. Sulla stessa lunghezza d’onda NatIxis, che ha ridotto da 3,4 euro a 3 euro il target price sulla società, confermando l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Indicazione simile da Mediobanca, che ha tagliato da 3,82 euro a 3,65 euro il prezzo obiettivo sul gruppo del Biscione. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”. Equita sim si è allineata alle decisioni dei “colleghi” e ha ridotto da 4 euro a 3,5 euro il prezzo obiettivo su Mediaset. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Un taglio anche da Deutsche Bank, che ha sforbiciato da 5,5 euro a 5,2 euro il target price su Mediaset. Tuttavia, gli analisti della banca tedesca hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

Fiat Chrysler in rosso dopo la pubblicazione della semestrale (-2,1% a 7,45 euro). Il gruppo del Lingotto ha chiuso il primo semestre con ricavi per 45,45 miliardi di euro, in crescita dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2013. L'utile netto è stato pari a 24 milioni di euro, in sensibile calo dai 466 milioni del primo semestre 2013. Escludendo le componenti atipiche, l’utile netto è risultato pari a 285 milioni di euro, in calo di 216 milioni rispetto al dato dei primi sei mesi dello scorso anno. Il gruppo ha confermato i target per l'intero 2014. I ricavi dovrebbero essere pari o superiori ai 93 miliardi di euro mentre il reddito operativo si dovrebbe collocare tra i 3,6 e i 4 miliardi. L'anno si dovrebbe chiudere con un utile netto tra i 600 e gli 800 milioni di euro.

Senza direzione i bancari.
Discreta performance per il Monte dei Paschi di Siena. Il titolo della banca toscana ha guadagnato lo 0,66% a 1,38 euro.
Performance migliore per la Popolare di Milano (+1,49% a 0,648 euro).
Il Banco Popolare ha ceduto lo 0,41% a 12,05 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha limato lo “short” sull’istituto, portandolo dallo 0,62% allo 0,58%.
Ribassi frazionali per Unicredit (-0,41% a 6,04 euro) e IntesaSanpaolo (-0,52% a 2,288 euro).
Il Creval ha recuperato lo 0,27% a 0,9425 euro. Exane ha ripreso la copertura sull’istituto lombardo con un prezzo obiettivo di 1,35 euro e un giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato). Gli esperti non escludono che la banca possa essere protagonista in eventuali operazioni straordinarie nel settore.
Chiusura in rosso per Mediolanum (-1,43% a 5,85 euro). La compagnia ha terminato il primo semestre del 2014 con un utile netto di 164,9 milioni di euro, in calo del 17% rispetto al risultato dello stesso periodo dell’anno scorso. Durante la presentazione dei dati, il vicepresidente del gruppo, Massimo Doris, ha dichiarato che con i livelli attuali del Core Equity Tier 1 (al 18,09%) l'entità del dividendo potrebbe salire.

Snam è scesa dello 0,71% a 4,484 euro. La società ha terminato il primo semestre del 2014 con ricavi per 1,78 miliardi di euro, lo stesso risultato ottenuto nel corrispondente periodo dello scorso anno. In leggero aumento il risultato operativo (+2,4%), che è passato da 1,02 miliardi a oltre 1,04 miliardi di euro. Più consistente la crescita dell’utile netto che è balzato del 21,4% da 462 milioni a 562 milioni di euro, grazie a una migliore gestione del costo del debito.
Andamento negativo per Enel (-1,16% a 4,26 euro) e Enel Green Power (-0,29% a 2,082 euro). Quest’ultima ha comunicato i risultati del primo semestre del 2014, chiuso con ricavi pari a 1,41 miliardi di euro, in calo dell'1,3% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al contrario, l’utile netto è salito a 293 milioni di euro, con un incremento dell'8,9% rispetto ai 269 milioni di euro del primo semestre 2013. 
ENI ha perso il 2,12 % a 19,38 euro. In giornata si sono riuniti i vertici del Cane a sei zampe per l’esame dei risultati del primo semestre del 2014, I dati saranno diffusi domani mattina, prima dell’apertura di Piazza Affari.
Segno più per Saipem (+0,67% a 18,02 euro). Non si sono fatte attendere le nuove indicazioni degli analisti sulla società, dopo la diffusione dei risultati semestrali. Citigroup ha tagliato da 24 euro a 22,5 euro il target price, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per l’esercizio in corso. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni. Una sforbiciata anche dal Credit Suisse, che ha portato il prezzo obiettivo da 20 euro a 18 euro, sull’ipotesi di una riduzione delle stime per il 2014. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato). Stesso rating da Bank of America, che ha limato da 16 euro a 15,5 euro il prezzo obiettivo su Saipem. Equita sim si è allineata alle indicazioni dei “colleghi” e ha limato il target price sulla società, portandolo da 20,5 euro a 20 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2014/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).

Finmeccanica ha guadagnato lo 0,87% a 6,98 euro. Il gruppo aeronautico ha comunicato che la Procura della Repubblica di Busto Arsizio ha disposto l'archiviazione del procedimento nei confronti della società in merito alla fornitura di 12 elicotteri AW101 VVIP al Governo indiano, oggetto di accordi del 2010.

Luxottica ha ceduto l’1,74% a 41,9 euro. Gli analisti di Banca IMI hanno alzato da 35 euro a 39,17 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito al miglioramento delle stime finanziarie per il secondo semestre del 2014. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).

L’A.S. Roma ha terminato la giornata con un ribasso dell’1,14% a 0,606 euro. La società giallorossa ha comunicato che, a seguito della sottoscrizione delle 4.597.342 nuovi azioni rinvenienti dall’esercizio dei diritti rimasti inoptati, l’aumento di capitale si è concluso con l’integrale sottoscrizione delle 265.046.592 nuove azioni offerte. Il controvalore dell’operazione è stato di 99,92 milioni di euro.
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