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La zavorra dei dividendi fa scendere il FTSEMib

Gli analisti hanno calcolato che l’impatto delle cedole sul principale indice di Piazza Affari è pari a circa l’1,5%. Rialzi frazionali, invece, per principali borse europee

di Edoardo Fagnani 19 mag 2014 ore 17:36
Giornata decisamente negativa per Piazza Affari. Ha pesato principalmente lo stacco dei dividendi molte società quotate al FTSEMib: gli analisti hanno calcolato che l’impatto delle cedole sul principale indice di Piazza Affari è pari a circa l’1,5%. Rialzi frazionali, invece, per principali borse europee. Bancari sempre protagonisti: Deutsche Bank ha annunciato che procederà con un aumento di capitale dal 8 miliardi di euro. Da segnalare anche i pesanti ribassi di Eni e di Tiscali.
Il FTSEMib ha lasciato sul terreno l’1,6% a 20.318 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha ceduto l’1,51% a 21.630 punti. Ribassi frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (-0,65%) e il FTSE Italia Star (-0,69%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,94 miliardi di euro, rispetto ai 4,27 miliardi di venerdì. Su 325 titoli trattati, 204 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 105. Invariate le restanti 16 azioni.
L’euro è rimasto sopra gli 1,37 dollari. L’oro si è riportato a 1.300 dollari.

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Bancari sempre protagonisti. Deutsche Bank ha annunciato che procederà con un aumento di capitale dal 8 miliardi di euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa, 1,7 miliardi di euro potrebbero essere sottoscritti dalla famiglia reale del Qatar.
Il Monte dei Paschi di Siena è riuscito a limitare i danni. L’istituto toscano ha ceduto lo 0,23% a 21,72 euro. La Fondazione MPS ha perfezionato la cessione del 6,5% delle azioni ordinarie dell’istituto a favore di Fintech Advisory (che ha acquistato una partecipazione del 4,5%) e di BTG Pactual Europe (che ha acquistato una partecipazione del 2%). In seguito a questa operazione, la Fondazione MPS continua a detenere una partecipazione azionaria residua, rappresentativa del 2,5% del capitale della banca toscana. Intanto, Il Sole24Ore di domenica ha intervistato la numero uno della Fondazione MPS, Antonella Mansi. La manager ha dichiarato conclusa la propria esperienza alla presidenza dell’ente, avendo raggiunto gli obiettivi prefissati.
IntesaSanpaolo ha subito un ribasso del 2,29% a 2,214 euro. L’istituto guidato da Carlo Messina ha staccato un dividendo di 0,05 euro. Per Unicredit (-3,2% a 5,755 euro) l’assemblea ha determinato la distribuzione di uno scrip dividend. L’istituto assegnerà ai propri azionisti un’azione ogni 60 possedute oppure, a scelta dell’azionista 0,1 euro per azione in contanti.
Dividendo anche per UBI Banca (-1,6% a 5,825 euro). L’istituto ha assegnato una cedola di 0,06 euro per azione. Intanto, i quotidiani nel week-end hanno segnalato che la Consob ha notificato alla banca alcune contestazioni in merito alla governance interna dell’istituto. In particolare, le contestazioni sono relative al documento che definisce la forma di governo e le modalità dei patti parasociali.
La Popolare di Milano è salita dell’1,15% a 0,57 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha ridotto lo “short” sulla banca, portandola dallo 0,83% allo 0,54%. La stessa Consob ha comunicato che ABC Arbitrage ha aperto una posizione corta dello 0,57% sull’istituto.
Banca Carige ha ceduto il 2,4% a 0,508 euro. Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali il numero uno dell’istituto Piero Montani ha dichiarato che l’aumento di capitale da 800 milioni di euro si concluderà senza problemi. Il manager ha aggiunto che l’istituto non avrà problemi neppure a superare gli stress test europei.
Azimut ha recuperato lo 0,21% a 18,91 euro. Il prezzo di chiusura delle azioni di venerdì, pari a 19,57 euro, è stato rettificato a 18,87 euro, in seguito al dividendo di 0,7 euro staccato oggi.
Cedola anche per Mediolanum (-2,65% a 5,705 euro). La compagnia ha assegnato il saldo del dividendo relativo all’esercizio 2013. La società ha staccato 0,15 euro per azione. Intanto, gli analisti di Goldman Sachs hanno tagliato da 7,45 euro a 7,15 euro il prezzo obiettivo su Mediolanum, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2014/2016. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Neutrale”.

Focus sugli assicurativi.
In rosso UnipolSAI (-1,83% a 2,36 euro). Il prezzo di chiusura delle azioni di venerdì, pari a 2,6 euro, è stato rettificato a 2,404 euro, in seguito al dividendo di 0,19559 euro staccato oggi.
Dividendo anche per Generali (-3,76% a 15,86 euro). La compagnia ha assegnato una cedola di 0,45 euro per azione.

Mediaset ha recuperato lo 0,12% a 3,25 euro. Il Credit Suisse ha tagliato da 5,6 euro a 5 euro il target price sul gruppo del Biscione, segnalando che l’azienda farebbe meglio a non incrementare la quota detenuta in Digital+. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Outperform” (farà meglio del mercato).

ENI ha terminato la giornata con un ribasso del 2,95% a 18,07 euro. Oggi il Cane a sei zampe ha assegnato il saldo del dividendo relativo all’esercizio 2013. La società ha staccato 0,55 euro per azione.
In rialzo, invece, Saipem (+1,29% a 18,79 euro). Il Sole24Ore di domenica ha fornito alcune stime sulla società per l’esercizio in corso. L’azienda dovrebbe chiudere il 2014 con ricavi compresi tra i 12,5 miliardi e i 13,6 miliardi di euro, mentre il risultato operativo dovrebbe collocarsi tra i 600 milioni e i 750 milioni di euro. L’utile netto è previsto tra i 280 milioni e i 380 milioni. A fine esercizio l’indebitamento netto dovrebbe attestarsi a circa 4,2 miliardi di euro, rispetto ai 5,56 miliardi di fine marzo.
Dividendo anche per Enel Green Power (-2,48% a 2,042 euro) e Snam (-3,29% a 4,172 euro). Le due società hanno assegnato una cedola rispettivamente di 0,032 euro e di 0,15 euro.
A2A ha recuperato l’1,86% a 0,82 euro. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore di domenica i comuni di Milano e Brescia potrebbero decidere di rinviare il collocamento del 5% del capitale di A2A, in quanto l’attuale quotazione del titolo è inferiore agli 0,87 euro, vale a dire il prezzo medio delle azioni dei sei mesi precedenti alle delibere di giunta.

World Duty Free ha guadagnato l’1,83% a 9,47 euro. Citigroup ha migliorato il giudizio sulla società e ora consiglia l’acquisto delle azioni, sull’ipotesi che l’azienda possa essere coinvolta in un consolidamento del settore. Il target price è di 11,3 euro.

Atlantia sale dello 0,11% a 18,92 euro. Goldman Sachs ha ripreso la copertura sulla concessionaria autostradale con un target price di 23 euro e l’indicazione di acquisto delle azioni. Gli esperti stimano importanti opportunità di crescita per il gruppo a livello internazionale.

Chiusura positiva per Screen Service (+5,27% a 0,1179 euro). Il consiglio di amministrazione della società ha preso atto che i risultati preliminari relativi alle vendite al 31 marzo 2014 e al 30 aprile 2014 comportano l’esigenza di procedere a una rivisitazione delle previsioni di breve periodo contenute nel piano industriale. Di conseguenza, il management ha reputato corretto deliberare il ritiro della relazione finanziaria annuale al 30 settembre 2013 e del resoconto intermedio di gestione al 31 dicembre 2013.
In rosso anche Tiscali (-1,29% a 0,0612 euro). Il consiglio di amministrazione della società ha esaminato lo stato delle trattative per la ristrutturazione dell’indebitamento finanziario e ha rinviato l’approvazione della Relazione Finanziaria al 31 marzo 2014.
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