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La Turchia mette le ali a Milano

Riflettori accesi sull’asta dei BOT semestrali: il Tesoro prevede l’emissione di titoli per un ammontare massimo di 8 miliardi di euro. Spiccano i forti rialzi di Luxottica e Telecom Italia

di Edoardo Fagnani 29 gen 2014 ore 09:33

Piazza Affari e le principali borse europee hanno iniziato la seduta odierna con gli indici in forte rialzo, in seguito alla decisione della banca centrale della Turchia di aumentare il costo del denaro. Riflettori accesi sull’asta dei BOT semestrali: il Tesoro prevede l’emissione di titoli per un ammontare massimo di 8 miliardi di euro.
Il FTSEMib sale dell’1,32%, mentre il FTSE Italia All Share guadagna l’1,3%. Rialzi superiori al punto percentuale anche per il FTSE Italia Mid Cap (+1,27%) e il FTSE Italia Star (+1,45%).
Indici positivi a Wall Street. Il Dow Jones ha recuperato lo 0,57% a 15.929 punti. Performance simile per l’S&P500 (+0,61% a 1.793 punti). Più limitato il progresso del Nasdaq, che è salito dello 0,35% a 4.098 punti. In forte ribasso per Apple (-8% a 506,5 dollari). La trimestrale del colosso di Cupertino non è piaciuta agli operatori di Wall Street. In particolare hanno deluso le indicazioni dell’azienda per il trimestre in corso.
Chiusura in deciso rialzo per la borsa di Tokyo. L’indice Nikkei ha terminato la seduta con un progresso del 2,7% a 15.384 punti, il massimo di giornata.
L’euro è tornato a sfiorare gli 1,37 dollari, in attesa delle decisioni della FED in materia di politica monetaria. L’oro si attesta a 1.250 dollari.

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Ottima partenza per i bancari.
Avvio di giornata con un moderato rialzo per il Banco Popolare, dopo i pesanti ribassi accumulati nelle ultime due giornate. Il titolo dell’istituto sale dello 0,24% a 1,243 euro.
Molto bene IntesaSanpaolo (+1,83% a 2,004 euro) e Unicredit (+2,04% a 5,76 euro).

Luxottica balza del 5,16% a 40,52 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo in avvio di giornata. La società ha chiuso il 2013 con ricavi per 7,31 miliardi di euro, in aumento del 7,5% rispetto ai 7,09 miliardi ottenuti nell'esercizio precedente. Nel solo quarto trimestre il fatturato del gruppo è cresciuto del 7,6% a 1,65 miliardi di euro. I vertici dell'azienda hanno manifestato cauto ottimismo sulle prospettive di crescita per l'esercizio in corso. Nel corso di un’intervista pubblicata su La Repubblica, il numero uno di Luxottica, Andrea Guerra, ha dichiarato che nei prossimi 3 anni la società punterà a raggiungere i 10 miliardi di fatturato. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari. Mediobanca ha alzato da 39,5 euro a 44,5 euro il target price su Luxottica e ha migliorato ad “Outperform” (farà meglio del mercato) il giudizio. Gli esperti hanno apprezzato la forte crescita dell’azienda e la limitata esposizione nei paesi emergenti.


Molto bene Telecom Italia (+3,74% a 0,845 euro). La compagnia telefonica ha deciso di rimborsare anticipatamente tutti i titoli subordinati “ibridi” in circolazione denominati "€750,000,000 Capital Securities due 2073", emessi lo scorso 13 marzo 2013.

Eni guadagna lo 0,71% a 17,01 euro. Bank of America ha limato da 19,7 euro a 19 euro per azione la valutazione sul Cane a sei zampe. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Fiat guadagna lo 0,99% a 7,62 euro. Nel corso della giornata il gruppo del Lingotto comunicherà i dati del 2013. Le previsioni degli analisti indicano per il quarto trimestre del 2013 un utile netto di 400 milioni di euro, mentre il risultato operativo dovrebbe essersi attestato a 1,15 miliardi di euro. Le stime degli analisti per l’intero 2013 indicano per Fiat un utile netto di 1,07 miliardi di euro e un risultato operativo 3,61 miliardi.
CNH Industrial sale dello 0,84% a 8,42 euro. Morgan Stanley ha tagliato da 10 euro a 9 euro per azione la valutazione sulla società. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).

Buzzi Unicem perde l’1,02% a 13,52 euro. Jp Morgan ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 12,2 euro a 12,7 euro, grazie agli investimenti effettuati dall’azienda negli Stati Uniti. Tuttavia, il giudizio è “Underweight” (sottopesare). La stessa banca d’affari ha incrementato da 5 euro a 7 euro il target price su Italcementi (+2,52% a 7,33 euro). Gli esperti hanno migliorato da “Underweight” a “Neutrale” il rating.

Salvatore Ferragamo perde lo 0,52% a 22,95 euro. Société Générale ha limato da 22,5 euro a 21,5 euro il prezzo obiettivo sulla società del lusso e hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni.

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