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La città di Buenos Aires ristruttura i debiti

Dopo il Banco Hipotecario, di cui avevamo parlato qualche settimana fa (vedi gli articoli pubblicati), anche la Città di Buenos Aires sta proponendo ai portatori delle obbligazioni di accettare una proposta di ristrutturazione.

di Redazione GirlPower 28 ott 2005 ore 09:09


Dopo il Banco Hipotecario, di cui avevamo parlato qualche settimana fa (vedi gli articoli pubblicati), anche la Città di Buenos Aires sta proponendo ai portatori delle obbligazioni di accettare una proposta di ristrutturazione. Gli investitori, da un lato, accettano di allungare la scadenza dei titoli, di rinunciare alle cedole in corso e di tagliare (non molto) le cedole future; dall'altro, ricevono 1,5% del nominale in contante. L'offerta riguarda quattro emissioni in divisa estera (una in dollari scadente nel 2007, due in lire ed una in euro) e dovrà essere formalmente accettata dai portatori. Questi, se lo riterranno, dovranno istruire la propria banca affinché trasmetta l'adesione entro il 10 maggio. I termini della proposta dovranno essere approvati dall'assemblea degli obbligazionisti che si terrà il 13 maggio. Solo una maggioranza del 75% potrà essere sufficiente allo scopo. Trovate qui sotto i dettagli circa i titoli in euro ed in lire.


Codice isinTitoloRinuncia a cedola in corsoCedole futureRimborso del capitale
XS0076265502ITL 10% 2004Si, fino al 23 maggio 20024% dal maggio 2002 al maggio 2003 e 7% successivamente33% il 23 maggio 2006
33% il 23 maggio 2007
34% il 23 maggio 2008
XS0076821825ITL 9,5% 2005Si, fino al 10 giugno 20024% dal giugno 2002 al giugno 2003 e 6,65% successivamente33% il 23 maggio 2007
33% il 23 maggio 2008
34% il 23 maggio 2009
XS0113105679EUR 9,5% 2003Si, fino al 7 luglio 20024% dal luglio 2002 al luglio 2003 e 6,625% successivamente33% il 23 maggio 2005
33% il 23 maggio 2006
34% il 23 maggio 2007

Non si tratta esattamente di uno scambio alla pari, ma bisogna anche considerare che tutti i debitori pubblici argentini (stato centrale, città e province) sono assolutamente incapaci di far fronte ai propri impegni al momento attuale. I tempi sono molto ristretti e non permettono di valutare le opzioni con la necessaria tranquillità. A dire il vero, il sottoscritto preferisce sempre avere delle obbligazioni che il debitore si sforza di onorare al posto di titoli abbandonati a se stessi che danno un'unica opzione al creditore: perseguire il debitore in giudizio. Nel caso di governi centrali o locali esteri, le possibilità di adire le vie legali (e di rimediare qualcosa) sono molto ridotte.
I termini della proposta non devono comunque illudere gli investitori. Sarà molto difficile, almeno per come la penso io, che il debitore possa mantenere facilmente le promesse ed onorare i nuovi termini dell'emissione (ammesso che la proposta riceva la maggioranza richiesta). Le finanze della Città di Buenos Aires sono molto migliori di quelle di molti enti locali, come ad esempio la Provincia di Buenos Aires (altro debitore che ha fatto ricorso ai capitali dei risparmiatori italiani), ma restano quelle di un'amministrazione di un paese in default, che vede la sua divisa precipitare ogni giorno di più.






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