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Piazza Affari e le borse europee senza un trend preciso nella seduta odierna. I principali indici di Borsa Italiana hanno terminato la giornata in territorio negativo

di Edoardo Fagnani 23 gen 2013 ore 17:50

Piazza Affari e le principali borse europee senza un trend preciso nella seduta odierna. I principali indici di Borsa Italiana hanno terminato la giornata in territorio negativo. L’FMI ha rivisto le stime sulla crescita del Pil in Italia nel triennio 2012/2014. Per il prossimo esercizio gli esperti stimano un calo del prodotto interno lordo dell’1%, una previsione peggiore del -0,7% indicato in precedenza. Tra i bancari spicca il nuovo scivolone di Monte dei Paschi di Siena. In rosso anche Fondiaria-SAI e Unipol. Da segnalare anche il calo subito da Finmeccanica.
Il FTSEMib è sceso dello 0,77% a 17.579 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha perso lo 0,68% a 18.582 punti. In rosso anche il FTSE Italia Mid Cap (-0,42%) e il FTSE Italia Star (-0,09%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è sceso a 2,6 miliardi di euro, rispetto ai 2,67 miliardi di ieri. Su 327 titoli trattati, 202 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre i segni più sono stati 112. Le restanti 13 azioni sono rimaste ferme sui valori di chiusura di ieri.
L’euro si è riportato a 1,33 dollari. L’oro è sceso a 1.685 dollari.

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Vendite sui i bancari.
Monte dei Paschi di Siena ha subito uno scivolone dell’8,43% a 0,2541 euro, dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso in avvio di giornata. Secondo quanto scritto su Il Sole24Ore, l’istituto toscano avrebbe chiuso il 2012 con un perdita netta superiore ai 2 miliardi di euro, in seguito alle svalutazioni di attività immateriali per 1,6 miliardi di euro realizzate nel primo semestre dell'anno e alle perdite sui contratti derivati. Intanto, gli analisti di Morgan Stanley hanno alzato da 0,2 euro a 0,25 euro il prezzo obiettivo su Monte dei Paschi di Siena. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare).
Unicredit ha subito un calo dello 0,84% a 4,466 euro. Morgan Stanley ha migliorato il giudizio sull’istituto guidato da Federico Ghizzoni, portandolo da “Equalweight” (neutrale) ad “Overweight” (sovrappesare). Gli esperti hanno anche alzato da 3,3 euro a 5,5 euro il target price. Indicazione simile per IntesaSanpaolo (-2,6% a 1,463 euro). Morgan Stanley ha incrementato da 1,25 euro a 1,8 euro per azione la valutazione sull’istituto, ribadendo il rating “Equalweight” (neutrale).
La stessa banca d’affari ha alzato a 3,7 euro e a 0,35 euro il target price su UBI Banca (-4,14% a 3,8 euro) e sulla Popolare di Milano (-2,62% a 0,4971 euro). Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare) sulle due banche.
Mediobanca è salita dello 0,83% a 5,435 euro. Gli analisti di Morgan Stanley hanno incrementato il prezzo obiettivo sull’istituto di Piazzetta Cuccia, portandolo da 3,2 euro a 5,5 euro. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Underweight” (sottopesare). Indicazione positiva da Equita sim che ha alzato da 5,5 euro a 6,2 euro il target price su Mediobanca. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
Morgan Stanley ha aumentato anche il prezzo obiettivo del Banco Popolare (-4,11% a 1,47 euro), portandolo da 0,9 euro a 1,36 euro.
Spicca anche il pesante calo del Banco di Desio e Brianza, che ha lasciato sul terreno il 4,24% a 2,26 euro.

Chiusura in rosso per Fondiaria-SAI (-2,66% a 1,283 euro) e Unipol (-2,49% a 2,036 euro). Mediobanca ha comunicato che, in relazione agli impegni assunti nei confronti dell’Antitrust, ha completato la cessione di tutte le azioni delle due compagnie assicurative acquisite dall’istituto a seguito della partecipazione ai consorzi di garanzia degli aumenti di capitale. La holding Premafin ha perso il 7,47% a 0,2304 euro.
Generali è scesa dell’1,13% a 13,99 euro. Gli analisti di Exane hanno alzato a 12,5 euro il prezzo obiettivo sulla compagnia triestina, sulle prospettive che il gruppo possa centrare i target di stabilità finanziaria nei prossimi trimestri. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il giudizio “Underperform” (farà peggio del mercato).


Senza direzione i petroliferi.
Eni ha registrato una minima flessione dello 0,05% a 19,37 euro. Progressi superiori al punto percentuale, invece, per Saipem (+1,29% a 32,16 euro) e Tenaris (+1,67% a 15,87 euro). In frazionale ribasso Saras (-0,1% a 1,039 euro) ed Erg (-0,46% a 7,575 euro).
Enel Green Power ha subito un ribasso dell’1,53% a 1,5445 euro. Gli analisti di Exane hanno ripreso la copertura sulla società energetica con un rating “Underperform” (farà peggio del mercato).
Hera ha ceduto lo 0,15% a 1,35 euro. La società ha ufficializzato l’emissione di un prestito obbligazionario per un ammontare complessivo pari ad 700 milioni di euro in linea capitale, da collocarsi esclusivamente presso investitori istituzionali. Il titolo ha una scadenza 2028 e una cedola del 5,20%, per un rendimento del 5,2% annuo.

Tra le altre società a maggiore capitalizzazione, in evidenza Finmeccanica che ha ceduto il 3,15% a 4,988 euro. Oggi si sono riuniti i vertici della società aeronautica per valutare l’ipotesi di cessione di alcune attività. Secondo quanto riportato da alcuni quotidiani, la vendita di Ansaldo Energia potrebbe slittare a dopo le elezioni politiche. Nessuno degli interessati (la cordata italiana guidata dalla Cassa Depositi e Prestiti, Samsung e Siemens), infatti, avrebbe presentato un’offerta vincolante.
Fiat è scesa dello 0,25% a 4,71 euro. Dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che The Children’s Investment Fund Management ha ridotto la posizione “short” sul gruppo del Lingotto, portandola dallo 0,71% allo 0,09%. La segnalazione è datata 22 gennaio.
Atlantia ha ceduto lo 0,22% a 13,43 euro. La concessionaria autostradale ha precisato che l’ipotesi di integrazione con Gemina (+0,55%) è ancora in fase di analisi e studio preliminare, in particolare per la definizione del progetto industriale. In particolare, non sono ancora allo studio gli aspetti finanziari dell’operazione, né la creazione di strumenti ibridi di capitale. Inoltre, Atlantia ha precisato che non è stato ipotizzato alcun rapporto di concambio o contemplato alcun premio per gli azionisti Gemina.
Tod’s è salita dello 0,88% a 103,2 euro. I vertici della società del lusso hanno diffuso i dati preliminari relativi all’esercizio 2012. Intanto, Citigroup ha incrementato da 105 euro a 116 euro il prezzo obiettivo sulla società, sulle prospettive di una forte crescita della redditività nei prossimi esercizi. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
Autogrill ha registrato un rialzo dell’1,59% a 8,945 euro. Secondo quanto scritto su MF, la società di ristorazione avrebbe accelerato sul progetto di separazione delle attività relative ai duty free, da quelle del “food and beverage”. Gli analisti hanno dato il parere favorevole all’operazione, che consentirà di far emergere il valore inespresso delle due aree di attività.

Tra le società a media capitalizzazione, spicca il ribasso di Camfin che ha perso il 7,28% a 0,822 euro. I vertici della holding hanno smentito la possibilità di procedere con operazioni straordinarie sulla holding. Intanto, gli analisti di Mediobanca hanno peggiorato da “Neutrale” ad “Underperform” (farà peggio del mercato) il giudizio su Camfin. Tuttavia, gli esperti hanno incrementato da 0,56 euro a 1,02 euro il target price.

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