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La Banca Popolare di Milano si trasformerà in Spa. Quali implicazioni?

In occasione dei risultati del 2012 e dell’annuncio di un aumento di capitale da €500 milioni per rimborsare i Tremonti Bonds, sono state approvate le linee guida del progetto di trasformazione della Banca Popolare Milano in società per azioni

di Redazione Soldionline 25 mar 2013 ore 14:18

Articolo a cura di JCinvestimenti.it

Per la Banca Popolare Milano (€0,463) il 20 marzo 2013 è una data rilevante. In occasione dei risultati del 2012 e dell’annuncio di un aumento di capitale da €500 milioni per rimborsare i Tremonti Bonds, sono state approvate le linee guida del progetto di trasformazione della Banca Popolare Milano in società per azioni.

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Grafico a 1 anno di Popolare di Milano

Esaminiamo le tre variabili del comunicato stampa odierno:
1) Risultati del 2012
2) Aumento di capitale
3) Trasformazione in spa

Risultati 2012:

Il 2012 si chiude con una perdita di €429,7, frutto di una svalutazione del Goodwill, di Oneri straordinari relativi all’attivazione del Fondo di Solidarietà e di un incremento degli accantonamenti. In gran parte si tratta di componenti straordinarie non ripetibili, che si contrappongono ad una gestione ordinaria in sensibile miglioramento. A livello patrimoniale evidenziamo una crescita del 5,3% del risparmio gestito e del 9,7% della raccolta diretta, frutto soprattutto di un calo degli impieghi (2,5%) e di un aumento dei depositi e dei pronti contro termine della clientela. In calo invece i titoli in circolazione.

Questi numeri molto positivi si contrappongono ad un aumento dei crediti in sofferenza, in particolare la crescita del 35% degli incagli che evidenzia un contesto generale ancora molto difficile e potenzialmente in peggioramento.
Il patrimonio a €4,015 miliardi implica un Tier 1 Ratio dell’8,99% (Core Tier1 Ratio all’8,38%), in linea con le indicazioni di Basilea3. A livello reddituale sale il margine di interesse del 4,2% e il margine non da interesse del 31% (differenziale positivo di rendimento sui titoli di stato consegnati alla BCE a seguito del LTRO a tre anni). Le commissioni nette tuttavia sono risultate marginalmente in calo rispetto al 2011.


Gli Oneri operativi risultano in calo del 7,1%, in particolare le spese ricorrenti per il personale –(7,9%).
La perdita senza componenti straordinarie risulta di €61.9 milioni.
Segnaliamo che è ancora in corso la ispezione della Banca d’Italia, che potrebbe avere indotto ad una elevata prudenza negli accantonamenti. In calo l’esposizione verso la BCE, passata a €4,6 miliardi dai €6,1 di settembre. Da rilevare che non saranno pagate le prossime cedole sui titoli Perpetual (in particolare sulla cedola 8,393%), in quanto come nel 2011 l’esercizio 2012 chiuderà in perdita.

Aumento di capitale: Il Consiglio di gestione ha proposto di aumentare il capitale proprio fino a €500 milioni con lo scopo di rimborsare i Tremonti bonds. La partenza dell’aumento è previsto in ottobre. L’aumento di capitale che diluirebbe gli attuali azionisti del 25% circa, permetterà un miglioramento dei ratio patrimoniali. Da un punto di vista operativo ci sarà un importante risparmio data la elevata onerosità dei Tremonti bonds che dovrebbero costare tra l’8,5 e il 9% dell’importo.

Trasformazione in spa: L’approvazione da parte del Consiglio di Gestione delle linee guida del progetto di trasformazione in spa risulta onerosa per gli azionisti. I dipendenti post aumento riceveranno fino al 10% del capitale in azioni gratuite ed è stata istituita una ONLUS per servizi alle famiglie di dipendenti e ex dipendenti che sarà finanziata con un contributo annuale fino al 5% dell’utile netto dell’esercizio precedente. Questa spesa dovrebbe essere tendenzialmente a costo zero, dal momento in cui è prevista l’eliminazione di una riserva per i dipendenti in servizio corrispondente al 5% dell’utile loro. Al di là che una società possa decidere come vuole la remunerazione dei propri dipendenti, questo tipo di norme sono a nostro avviso abbastanza penalizzanti per gli azionisti di minoranza. Come ulteriore modifica della Corporate Governance, il Consiglio di Sorveglianza è sceso da 19 a 15 membri e quello di Gestione è salito da 5 a 7. Questa decisione è a nostro avviso positiva.

Concludendo
, in occasione dei risultati del 2012 le ipotesi di trasformazione della Banca Popolare Milano in società per azioni è diventata realtà. Questa variabile è ovviamente positiva perché implica la possibilità che in futuro l’azionista di controllo possa cambiare. I risultati del 2012 sono stati ancora negativi in termini assoluti ma evidenziano un sensibile miglioramento della gestione corrente, sia sul fronte dei ricavi che dei costi. Sulla gestione il management prevede ulteriori miglioramenti anche nel 2013. Infine l’aumento di capitale per €500 milioni per sostituire gli onerosi Tremonti bonds. Le tre variabili esaminate sono nel complesso positive per la Popolare di Milano. La volatilità sul titolo nondimeno rimarrà elevata, sia per le incertezze sul fronte dei crediti dovute ad un contesto economico generale al momento ancora in peggioramento e, soprattutto, all’incombente aumento di capitale.


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