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Kedrion, un leader in forte crescita

Kedrion può sfruttare un settore caratterizzato da tassi di crescita sostenuti per i prossimi esercizi. Tra i vari rischi segnalati dalla società nel prospetto informativo, il principale è quello relativo alla materia prima, vale a dire il plasma.

di La redazione di Soldionline 9 lug 2008 ore 10:42

Punti di forza e debolezza
Kedrion può sfruttare la posizione di leadership nel mercato italiano. Secondo le stime elaborate da alcune società di ricerca, la società è leader in Italia nel settore della produzione e commercializzazione di prodotti plasmaderivati, con una quota di mercato che nel 2005 era pari al 41% del settore. I principali concorrenti di Kedrion, la spagnola Grifols e la statunitense Baxter, potevano contare su quote di mercato rispettivamente del 26% e del 22%. Inoltre, i vertici delle società hanno messo in evidenza che il posizionamento competitivo nel settore è difeso da elevate barriere all'entrata. Secondo il management, ci vogliono tra i 5 e i 7 anni perché un nuovo concorrente possa iniziare a fatturare, in conseguenza principalmente degli elevati investimenti necessari per approntare gli impianti di produzione. In secondo luogo Kedrion può contare su tassi di crescita elevati nell'ultimo triennio. Tra il 2005 e il 2007 il fatturato del gruppo è cresciuto a tassi compresi tra il 9% e il 17%, mentre il tasso di crescita del margine operativo lordo ha sfiorato il 30%. Di conseguenza, la marginalità del gruppo è passata dal 21,6% al 28,3%. Più sostenuto l'incremento dell'utile netto, passato dai 4,2 milioni di euro del 2005 ai 18,2 milioni dello scorso anno. La crescita del giro d'affari è stata sostenuta anche nel primo trimestre del 2008 (+20%), mentre la redditività ha evidenziato tassi di sviluppo superiori al 10%, ad eccezione dell'utile netto, che ha subito una flessione del 26,5%.
Per contro, l'attuale struttura patrimoniale di Kedrion prevede un indebitamento decisamente superiore all'ammontare del patrimonio netto. Sulla base dei risultati relativi al 31 marzo, il rapporto tra indebitamento netto e patrimonio netto è pari a 1,3. Si tratta di un valore superiore all'unità, considerato un primo livello di attenzione per la struttura finanziaria di un'azienda. Senza trascurare il fatto che gli investimenti effettuati per finanziare la crescita del gruppo negli ultimi esercizi hanno portato a un costante incremento di questa voce. A fine 2005, infatti, l'indebitamento di Kedrion ammontava a 86,7 milioni di euro, con un rapporto di 1,2 tra indebitamento e patrimonio netto. Inoltre, l'attuale situazione dei mercati azionari non è sicuramente di supporto al progetto di quotazione. La volatilità dei listini, infatti, non aiuta le società in procinto alla quotazione, come dimostrano i recenti collocamenti. Non è un caso, infatti, che molte aziende, che avevano programmato la quotazione tra la fine del 2007 e l'inizio del 2008 abbiano deciso di rinviare o abbandonare del tutto il progetto. Emblematico il caso di Immit, la società immobiliare controllata da IntesaSanpaolo, che ha deciso di rinviare il debutto a Piazza Affari proprio a causa delle turbolenze dei mercati.

Opportunità e rischi
Kedrion può sfruttare un settore caratterizzato da tassi di crescita sostenuti per i prossimi esercizi. Nel dettaglio, il settore dei plasmaderivati, è previsto in crescita a livello globale dell'8% per il periodo 2005-2009, per raggiungere un ammontare complessivo di 9,5 miliardi di euro. Inoltre, questo mercato presenta fondamentali di carattere macroeconomico molto solidi a sostegno della domanda, quali la crescita della popolazione mondiale, l'aumento dell'età media nei paesi occidentali e la nascita di un mercato nei paesi in via di sviluppo. Nell'Europa occidentale il tasso di crescita medio annuo stimato è del 6,1%, mentre nell'Europa dell'Est la crescita prevista è del 28%, anche se parte da valori assoluti più bassi. Non vanno trascurati neppure elementi specifici del settore, quali il progressivo incremento dei casi diagnosticati, delle indicazioni terapeutiche e del dosaggio sui pazienti trattati. Inoltre, Kedrion potrà concretizzare i diversi progetti in fase di studio. Nel prospetto informativo i vertici della società hanno ricordato che attualmente il gruppo dispone di una significativa pipeline costituita da progetti di adeguamento di prodotti esistenti, finalizzati ad aumentarne le indicazioni terapeutiche o a migliorarne l'utilità in termini di modalità di somministrazione o dosaggi. Inoltre, Kedrion può contare su prodotti innovativi a vari stadi di sviluppo. Nel corso della presentazione dell'azienda alla comunità finanziaria, il management ha anticipato che nel 2012 dovrebbe andare sul mercato un nuovo prodotto che dovrebbe garantire una resa superiore del 25% rispetto a quelli attuali.
Tra i vari rischi segnalati da Kedrion nel prospetto informativo, il principale è quello relativo alla materia prima, vale a dire il plasma. I vertici della società mettono in evidenza che il gruppo utilizza plasma umano fornito da donatori in Italia oppure acquistato all'estero. Di conseguenza non è escluso che possa insorgere il rischio di nuove malattie infettive oppure che il prodotto non rispetti la qualità stabilità nelle normative. Il management di Kedrion non trascura i rischi connessi alla fluttuazione del prezzo del plasma. L'azienda ha ricordato che nel corso degli ultimi tre esercizi il prezzo medio del plasma è cresciuto complessivamente del 20%. Una tendenza del genere anche nei prossimi esercizi potrebbe avere un impatto negativo sulla marginalità del gruppo. Sempre nel prospetto informativo i vertici di Kedrion mettono in evidenza i rischi derivanti dalle oscillazioni del tasso di cambio. Il management ricorda che alcune società del gruppo effettuano transazioni commerciali in valute diverse dall'euro, in particolare in dollari statunitensi e in fiorini ungheresi. Fino a oggi Kedrion ha ritenuto non necessario porre in essere operazioni di copertura dalle oscillazioni del tasso di cambio. Tuttavia, nel 2007 la società ha dovuto contabilizzare perdite nette su cambi per un ammontare di oltre 2,8 milioni di euro, su un risultato operativo di 39 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2008 le perdite su cambi sono state pari a 621mila euro, rapportate a un risultato operativo di 7 milioni.

 

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