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Iren, il piano industriale 2020-2025 e la futura politica dei dividendi

di Redazione Lapenna del Web 30 set 2020 ore 08:41 Le news sul tuo Smartphone

iren_2Iren - società attiva nel settore energetico - ha reso noto il piano industriale 2020-2025.

Il Business Plan prevede 3,7 miliardi di euro di investimenti (+12% rispetto al precedente piano industriale). In particolare, il 40% degli investimenti previsti, pari a 1,6 miliardi di euro, sono orientati ai settori regolati al fine di potenziare, ammodernare, digitalizzare i servizi a rete, con particolare focus sugli impianti di depurazione in area ligure, e di migliorare la qualità del servizio della raccolta rifiuti urbani.

 

Le stime finanziarie contenute nel piano prevedono al 2025 un margine operativo lordo in crescita a 1,16 miliardi di euro (+240 milioni rispetto al 2019) con un tasso di crescita medio annuo del 4% (contro 3,5% del precedente piano) grazie a crescita organica, al consolidamento e alle sinergie. L'utile netto di gruppo è stimato a 350 milioni di euro (+113 milioni rispetto al 2019).

Inoltre, il piano industriale di Iren, in seguito alla forte crescita degli investimenti nel 2020-2021, alle ultime operazioni M&A realizzate nel 2020 e all’impatto del Covid-19, ha adeguato la dividend policy prevedendo 0,095 euro per azione sull’utile netto 2020 (+2,7% rispetto all’anno precedente), 0,1 euro per azione sull’utile netto 2021 (+5,3%) e una crescita del 10% annua dal 2022 in avanti.

 

Dal punto di vista strategico invece è previsto uno sviluppo commerciale nazionale, investimenti sostenibili per 2,25 miliardi di euro, una crescita organica che si attesta a 240 milioni di euro per progetti inerenti l'economia circolare e sinergie per 55 milioni di euro in ambito di iniziative di Performance Improvement.

Confermando la crescita come priorità strategica, Iren ha individuato una serie di opzioni aggiuntive non incluse nell’attuale piano, ma che potranno essere considerate in funzione di sviluppi futuri. In particolare la società non esclude opzioni di crescita esterna, sia attraverso operazioni M&A di piccole dimensioni, orientate da una scelta più selettiva volta al consolidamento delle partecipazioni di minoranza, sia attraverso operazioni di dimensioni rilevanti, da implementare mantenendo l’attuale livello di investment grade.

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