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IPO Savino del Bene, previsioni e multipli di bilancio

Prosegue l'IPO di Savino del Bene. In questo articolo analizziamo le previsioni per l'esercizio in corso e per quelli a venire e scopriamo multipli di bilancio e valutazione

di Edoardo Fagnani 22 nov 2013 ore 14:02
PREVISIONI
Come per tutte le aziende che si quotano, il management di Savino del Bene non ha potuto fornire stime puntuali per l’esercizio in corso.
In occasione della diffusione dei risultati del terzo trimestre i vertici dell’azienda hanno fornito alcune anticipazioni per l’intero esercizio. Per il 2013 il management prevede il mantenimento del trend positivo anche grazie al consolidamento della presenza in mercati tradizionali, e all’espansione in nuovi mercati strategici delle economie in via di sviluppo.
Nel prospetto informativo Savino del Bene ha evidenziato che lo scorso anno ha investito quasi 7,2 milioni di euro, cifra che si confronta con i 9,14 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente. Nei primi nove mesi del 2013 gli investimenti dell’azienda sono stati pari a 4,5 milioni di euro. Il management ha precisato che gli investimenti effettuati nel corso del triennio 2010-2012 e nel corso del primo semestre 2013 sono stati finanziati attraverso i flussi di cassa generati dalla gestione operativa e dal ricorso al finanziamento bancario. I vertici hanno aggiunto che gli investimenti in corso di realizzazione sono principalmente investimenti di mantenimento delle attività immateriali e materiali del gruppo, di valore unitario non significativo e non concentrati in aree geografiche importanti.
Sempre nel prospetto informativo Savino del Bene ha precisato che attualmente non esiste una politica in merito alla distribuzione di dividendi futuri che pertanto sarà demandata alle decisioni degli azionisti. Il management ha ricordato che nel corso dell’ultimo triennio l’azienda ha distribuito dividendi con delibere dell’assemblea ordinaria del 25 maggio 2011 e 29 novembre 2011, 27 aprile 2012 e 12 febbraio 2013 rispettivamente per circa 1,2 milioni di euro (corrispondente a un dividendo di 0,012 euro per azione), circa 2,01 milioni (corrispondente a un dividendo di 0,020 euro per azione), circa 2,01 milioni (corrispondente a un dividendo di 0,012 euro per azione) e circa 2,01 milioni (corrispondente a un dividendo di 0,012 euro per azione).

MULTIPLI E VALUTAZIONE
Sulla base del prezzo massimo indicato dai vertici della società (3,1 euro per azione) e supponendo la sottoscrizione integrale delle azioni di nuova emissione, la capitalizzazione iniziale di Savino del Bene potrebbe sfiorare i 350 milioni di euro. Prendendo in esame i risultati realizzati nel 2012 e la forchetta di prezzo indicata dalla società, il rapporto tra prezzo e utile netto oscillerebbe tra 15,3 e 18,6. Il rapporto tra Enterprise value (dato dalla somma tra capitalizzazione e indebitamento stimato al termine dell’operazione) e margine operativo lordo del 2012 si collocherebbe tra 7,5 e 8,7. L’Ev/Ebit, invece, oscillerebbe tra 9,2 e 10,7. Nel prospetto informativo i vertici di Savino del Bene hanno confrontato questi numeri con i multipli calcolati per aziende europee e statunitensi attive nello stesso settore, tutte con una capitalizzazione notevolmente superiore a quelle dell’azienda italiana. Per queste società l’EV/Ebitda oscilla tra un minimo di 11,4 e un massimo di 23,5.
Il rapporto tra indebitamento netto e patrimonio netto (calcolati al 30 settembre 2013) è pari a 0,9
, un rapporto inferiore all’unità, considerato un primo livello di attenzione per l’equilibrio finanziario di un’azienda. Tuttavia, gli introiti derivanti dalla quotazione dovrebbero portare questo multiplo decisamente sotto allo 0,5.
Nel prospetto informativo i vertici dell’azienda hanno puntualizzato che la valutazione del gruppo è stata effettuata utilizzando il metodo dei multipli di mercato, mentre quello basato sullo sconto dei flussi di cassa è stato utilizzato ai fini di controllo. La società ha precisato che il prezzo definitivo sarà fissato tenendo conto principalmente delle condizioni del mercato azionario e della quantità e qualità di offerte ricevute dagli investitori istituzionali.
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