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IPO Rottapharm, ecco i punti di forza e di debolezza

La società può contare su un ampio portafoglio di brand e un’ampia presenza internazionale. Per contro, negli ultimi tre esercizi il fatturato di Rottapharm ha evidenziato una lenta contrazione

di Edoardo Fagnani 9 lug 2014 ore 10:49
IPO ROTTAPHARM, I PUNTI DI FORZA
Rottapharm può contare su un ampio portafoglio di brand, con famiglie di prodotti leader nei propri segmenti e posizionati nella fascia alta di mercato, caratterizzati da un elevato potenziale di crescita in selezionate aree e segmenti di mercato. Il prospetto informativo segnala che il gruppo ha un portafoglio di 431 brand tra prodotti Semi-etici, Farmaci Rimborsati e prodotti naturali usati nell’industria farmaceutica, diversificati per categoria. In particolare, i primi sei prodotti del gruppo per ricavi (glucosamina, Saugella, silimarina, Armolipid, Reparil e trospio cloruro) rappresentano cinque aree terapeutiche diverse e per i primi dieci prodotti commercializzati: glucosamina (Dona), Saugella, silimarina (Legalon), Armolipid, Reparil, trospio cloruro (Urivesc), GO-ON, Agiolax, Zyma e contraccettivi orali (Bellissima), il gruppo occupa posizioni di preminenza nei mercati in cui opera. Senza trascurare il fatto che la strategia di Rottapharm pone particolare attenzione ai brand commercializzati, che crescono sia attraverso penetrazione in nuovi mercati, sia con l’espansione di nuove linee di prodotto, facendo leva sul successo che ciascun brand già possiede presso gli specialisti del settore e sulla fidelizzazione dei consumatori finali.
farmacia_1Inoltre, Rottapharm può vantare un’ampia presenza internazionale, diversificata geograficamente in mercati sviluppati e supportata da una presenza consolidata e in continua ascesa in mercati emergenti ad alta crescita. Il prospetto informativo segnala che l’azienda è presente in oltre 90 paesi nel mondo, sia in economie sviluppate sia in mercati emergenti. Di conseguenza, il gruppo è soggetto a un limitato rischio di concentrazione in tali paesi, dal momento che, ad eccezione dell’Italia (in cui produce circa il 29,6% dei propri ricavi), nessuno dei primi 14 paesi in cui il gruppo opera rappresenta più del 15% del totale dei ricavi. Senza dimenticare che nel 2013 e nel primo trimestre del 2014, rispettivamente il 21% e il 22% dei ricavi è stato generato nei mercati emergenti, registrando una crescita del 26,3%.

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IPO ROTTAPHARM, I PUNTI DI DEBOLEZZA
L’offerta di Rottapharm non prevede alcun aumento di capitale dedicato. Di conseguenza, tutte le risorse incassate (fino un massimo di 621 milioni di euro al lordo dei costi di quotazione e supponendo l’esercizio della greenshoe a favore dei collocatori al prezzo massimo di 9 euro, oltre che della facoltà di incremento del quantitativo offerto) finiranno nelle tasche dell’azionista venditore, vale a dire Fidim. La società ha segnalato che parte dei proventi incassati dal socio di riferimento saranno utilizzati per rimborsare il debito infragruppo, che ammonta a 253,5 milioni di euro (più interessi). A sua volta Rottapharm utilizzerà queste risorse per rimborsare parte delle linee con le banche. Nel corso della conferenza stampa di presentazione della società alla comunità finanziaria, i vertici della società hanno anticipato che al termine del collocamento della società a Piazza Affari, l’azienda potrà contare su risorse finanziarie potenziali fino a 500 milioni di euro per finanziare eventuali acquisizioni. Un eventuale aumento di capitale avrebbe aiutato l’azienda ha reperire con maggiore facilità le risorse per finanziare i progetti di crescita.
Negli ultimi tre esercizi il fatturato di Rottapharm ha evidenziato una lenta ma costante contrazione. Il giro d’affari del gruppo è passato dai 542,2 milioni di euro del 2011 ai 535,7 milioni dello scorso anno, passando per i 540 milioni dell’esercizio precedente. Il calo dei ricavi si è manifestato in maggiore misura sul mercato italiano per effetto di una politica commerciale più selettiva, che ha privilegiato le vendite a grossisti e rivenditori e a farmacie selezionate e finanziariamente più solide, con l’obiettivo di ridurre il rischio di insolvenza. Il giro d’affari del gruppo è tornato a crescere nell’esercizio in corso: nel primo trimestre del 2014 i ricavi di Rottapharm sono saliti da 101,08 milioni a 116,62 milioni di euro (+15,4%). Tuttavia, nel prospetto informativo la società ha segnalato che nel mese di aprile 2014, il gruppo ha registrato un decremento dei ricavi rispetto al corrispondente mese dell’anno precedente, mentre il fatturato di maggio 2014 è stato sostanzialmente in linea con il corrispondente mese dell’anno precedente. Rottapharm ritiene che i ricavi del secondo trimestre del 2014 saranno in linea con il corrispondente periodo del 2013.
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