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IPO Poste, la politica dei dividendi

Proprio prima dell’avvio dell’IPO per la quotazione, il board di Poste Italiane ha approvato una politica di dividendi per gli esercizi 2015 e 2016, in pagamento nel 2016 e nel 2017

di Mauro Introzzi 15 ott 2015 ore 10:26

Al pari delle potenzialità di crescita di un titolo, il rendimento fornito dal dividendo è da sempre un aspetto importante nel considerare un investimento azionario. Specie per le società con flussi di cassa stabili. Poste Italiane ha fornito una serie di indicazioni sulla sua politica dei dividendi, limitatamente al biennio 2015-2016.

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POSTE: NESSUN VINCOLO SUI DIVIDENDI

Il prospetto informativo mette in evidenza che attualmente non sussistono vincoli alla distribuzione di dividendi. La riserva legale del gruppo ha superato il limite minimo previsto dalla normativa (il 20% del capitale sociale), e pertanto Poste non ha più l’obbligo di allocare a tale riserva il 5% del risultato netto consolidato annuo. Il gruppo guidato da Francesco Caio evidenzia poi che può deliberare la distribuzione di acconti sui dividendi, con le modalità e nei limiti consentiti dalla normativa vigente.


POSTE: CEDOLE STACCATE IN PASSATO

Sui risultati netti consolidati relativi agli esercizi 2012, 2013 e 2014 sono stati distribuiti dividendi pari rispettivamente a 250, 500 e 250 milioni.

POSTE: LA POLITICA DEI DIVIDENDI
Poste ha dichiarato l’obiettivo di perseguire una strategia sostenibile nel lungo periodo, che consenta un adeguato ritorno per i propri azionisti ma anche il mantenimento di adeguate disponibilità per finanziare la crescita del business e mantenere una solida patrimonializzazione.
Nei giorni scorsi, proprio prima dell’avvio dell’offerta di quotazione, il board del gruppo ha approvato una politica di dividendi per gli esercizi 2015 e 2016 – ossia in pagamento nel 2016 e nel 2017 - che prevede la distribuzione di una percentuale non inferiore all'80% dell’utile netto consolidato di periodo di pertinenza del gruppo.

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DIVIDENDO POSTE: LA CONFERMA DI FERRARIS

Durante la conferenza di presentazione dell’IPO Poste il responsabile finanziario del gruppo, Luigi Ferraris, ha evidenziato come nel 2014 il flusso di cassa operativo a disposizione della remunerazione dei soci, dopo più di 400 milioni di euro di investimenti, sia stato pari a più di 600 milioni di euro.
Queste risorse – secondo il manager - giustificherebbero la politica dei dividendi annunciata per il 2015 e il 2016 e incentrata su un payout ratio (la percentuale di utile consolidato da distribuire come remunerazione agli azionisti sotto forma di dividendo) pari all’80%. Secondo quanto ha dichiarato Luigi Ferraris si tratta di una quota in linea o in molto casi migliore dei pari operatori quotati negli altri mercati internazionali.

 

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