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IPO Poste Italiane, valutazione e multipli

All’intervallo di valorizzazione individuata Poste Italiane vale tra 7,84 e 9,8 miliardi. Sul 2014 il P/E sarebbe tra 37x e 46,2x mentre il P/BV sarebbe tra 0,9x e 1,2x

di Mauro Introzzi 16 ott 2015 ore 12:37

L’IPO Poste è una delle maggiori quotazioni della storia, non solo per la borsa italiana ma anche considerando i mercati del Vecchio Continente. All’intervallo di valorizzazione individuato dai collocatori e dall’azionista venditore (il ministero del Tesoro) il gruppo guidato da Francesco Caio vale tra 7,84 e 9,8 miliardi di euro.

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POSTE ITALIANE: COME E’ STATA VALUTATA
Il prospetto informativo indica che ai fini valutativi sono stati utilizzati il metodo della somma delle parti (applicando differenti metodologie di valutazione a ciascuno dei settori operativi attraverso i quali il gruppo opera), quello del dividend yield applicato ai dividendi prospettici (e confrontato con panieri di società aventi caratteristiche assimilabili in termini di politiche di dividendo e mercati di riferimento) e - come metodo di controllo - del metodo dei multipli di mercato con la sua comparazione con altre società quotate di riferimento.

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Per il metodo della somma delle parti sono stati utilizzati:
-    l’attualizzazione dei dividendi e metodo dei multipli per il settore dei servizi finanziari;
-    metodo dei multipli e metodo della regressione lineare per il settore dei servizi assicurativi;
-    l’attualizzazione dei flussi di cassa per il settore della corrispondenza e pacchi;
-    l’attualizzazione dei flussi di cassa e metodo dei multipli per il settore degli altri servizi.



POSTE ITALIANE, MULTIPLI E COMPARAZIONE CON PEER
Considerando i risultati del 2014, chiuso con un utile di 221 milioni di euro, il multiplo prezzo utili sarebbe compreso, alla forchetta di prezzo tra 37x e 46,2x, mentre il multiplo tra prezzo e valore di libro (ossia il patrimonio netto consolidato) si attesterebbe tra 0,9x e 1,2x.

Per precisione va comunque indicato che il 2014 non è stato un anno particolarmente brillante per Poste Italiane. Nel 2012 gli utili furono pari a 1,03 miliardi, un risultato confermato (a 1 miliardo) nel 2013. E questi 2015 sembra non essere lontano da quegli standard, considerando che nella prima metà dell’anno gli utili sono stati pari a 435 milioni di euro.

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VALUTAZIONE POSTE: CONFRONTO CON I PEER
Trovare perfettamente dei comparabili per una società come Poste Italiane non è semplice, considerando che la sua attività si esplica principalmente su 3 comparti: servizi postali, servizi finanziari e servizi assicurativi. Così, nello stesso prospetto informativo a corredo dell’operazione, l’emittente confronta i propri multipli con panel differenti: operatori postali, società di servizi finanziari e gruppi assicurativi.

poste6I multipli medi degli operatori postali europei sono pari a 14,2x per il prezzo/utili e 4x per il prezzo/valore di libro. Agli estremi troviamo, per il primo multiplo, PostNL (6,5x) e CTT Correios de Portugal (19,9x) e, per il secondo, Royal Mail (1,2x) e BPost (6,3x).

I multipli medi della società di servizi finanziari italiane sono pari a 20,4x per il prezzo/utili e 5,2x per il prezzo/valore di libro. Agli estremi troviamo, per il primo multiplo, Mediolanum (16,1x) e FinecoBank (26,1x) e, per il secondo, le stesse società: Mediolanum (2,8x) e FinecoBank (7,1x).

I multipli medi dei gruppi assicurativi europei sono pari a 14,1x per il prezzo/utili e 1,3x per il prezzo/valore di libro. Agli estremi troviamo, per il primo multiplo, CNP Assurance (8,7x) e Standard Life (19,4x) e, per il secondo, NN Group (0,4x) e Mediolanum (2,8x).

La media totale è pari a 15,1x per il multiplo prezzo/utili e 2,8x per il multiplo prezzo/valore di libro.

 

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