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IPO Moncler, ecco i punti di forza e di debolezza

L'azienda può contare su un marchio conosciuto e ben visibile non solo in Italia ma anche a livello internazionale. L’offerta di Moncler non contempla un aumento di capitale dedicato

di Edoardo Fagnani 9 dic 2013 ore 16:09
Punti di forza
I risultati di Moncler hanno evidenziato una forte crescita del fatturato e della redditività negli ultimi trimestri. In particolare, nel 2012 le principali voci di conto economico del gruppo hanno registrato incrementi compresi tra il 35% e il 45%. Va evidenziato anche l’elevato livello raggiunto dalla marginalità: lo scorso anno l’EBITDA margin e l’EBIT margin si sono attestati rispettivamente al 33% e al 29,8%. Il miglioramento delle voci di fatturato e di redditività è proseguito anche nei primi nove mesi del 2013, mentre la marginalità si è attestata a livelli di poco inferiori rispetto a quelli dei primi tre trimestri dello scorso anno. Tuttavia, questi ultimi dati non comprendono i numeri del quarto trimestre dell’esercizio, stagionalmente il più importante per Moncler. Ma il dato più significativo è sicuramente quello relativo al cash flow. Nel 2012 le attività operative del gruppo hanno generato un flusso di cassa di poco inferiore ai 100 milioni di euro. Queste risorse hanno coperto interamente gli investimenti effettuati e hanno consentito alla società di ridurre l’indebitamento. Nel corso della presentazione della società alla comunità finanziaria il numero uno dell’azienda, Remo Ruffini ha ribadito che il flusso di cassa generato dalle attività operative dell’azienda è sufficiente per finanziare gli investimenti, ridurre il debito ed, eventualmente, pagare i dividendi agli azionisti.
Inoltre, Moncler può contare su un marchio conosciuto e ben visibile non solo in Italia ma anche a livello internazionale. Negli ultimi anni infatti il peso delle attività estere del gruppo è passato dal 58,5% del 2010 al 73,8% dello scorso anno. Questo risultato è stato ottenuto sfruttando il posizionamento nel settore del lusso a livello internazionale con oltre 60 anni di storia e all’eccellenza nella qualità e nell’innovazione del prodotto, focalizzandosi sulla capacità di percepire le nuove tendenze, sempre nel rispetto dei caratteri distintivi del marchio. Ma la conoscenza del brand è arrivata anche grazie a un’attenta, mirata e innovativa strategia di comunicazione che ha generato interesse sul marchio e sul prodotto. L’obiettivo del management è quello di far percepire al pubblico i valori di Moncler che vuole essere un’icona di stile trasversale e senza tempo.


Punti di debolezza
A differenza del collocamento di Brunello Cucinelli, che aveva previsto l’emissione di 8 milioni di nuove azione, l’offerta di Moncler non contempla un aumento di capitale dedicato. Di conseguenza, tutte le risorse incassate (fino a 783,5 milioni di euro al lordo dei costi di quotazione e supponendo l’esercizio della greenshoe a favore dei collocatori) finiranno nelle tasche degli azionisti venditori, in particolare ECIP M e CEP III Participations, che venderanno rispettivamente 41,1 milioni e 26,4 milioni di azioni (ammontare comprensivi dell’eventuale esercizio della greenshoe). Nel corso della presentazione della società alla comunità finanziaria il numero uno dell’azienda, Remo Ruffini ha giustificato la scelta di non procedere con l’emissione di nuove azioni, evidenziando che il flusso di cassa generato dalle attività operative dell’azienda è sufficiente per garantire la crescita dell’azienda. Tuttavia, un aumento di capitale avrebbe permesso a Moncler di accelerare il processo di riduzione dell’indebitamento, che a fine settembre ammontava a oltre 242 milioni di euro, oppure avrebbe reso più veloce il processo di crescita del gruppo.
I multipli di bilancio risultano in linea con quelli delle principali aziende italiane quotate attive nel settore del lusso. Prendendo in esame i risultati realizzati da Moncler nel 2012 e la forchetta di prezzo indicata dalla società, il rapporto tra prezzo e utile netto oscillerebbe tra 26,5 e 30,9. Il rapporto tra Enterprise value (dato dalla somma tra capitalizzazione e indebitamento al 30 settembre) e margine operativo lordo del 2012 si collocherebbe tra 15,1 e 17,3. Il confronto con i concorrenti è stato fatto sul prospetto informativo. Per il rapporto prezzo/utile si va da un minimo di 24,8 di Tod’s a un massimo di 68,7 di Brunello Cucinelli. Per l’Ev/Ebitda l’intervallo va dal minimo di 13,9 di Tod’s al 36,6 di Brunello Cucinelli. Tuttavia, a livello assoluto, i multipli di Moncler sarebbero coerenti con elevati tassi di crescita dell’azienda nei prossimi esercizi.
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