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IPO Ferragamo, uno sguardo all’azienda

Salvatore Ferragamo può considerarsi un gruppo internazionale. Nel 2010 l’azienda ha realizzato solo il 23,3% del fatturato in Europa. Spicca l’importante presenza nell’area Asia-Pacifico

di Edoardo Fagnani 16 giu 2011 ore 13:57

Attività
La società è stata fondata da Salvatore Ferragamo nel 1927, con base a Firenze, concentrando la propria attività sullo studio, creazione, produzione e vendita di calzature.
L’azienda è attiva principalmente nella creazione, produzione e vendita di beni di lusso. Si tratta di calzature, abbigliamento, pelletteria ed accessori uomo e donna tutti Made in Italy fatta eccezione per pochissimi prodotti realizzati all’estero per sfruttare eccellenze locali (ad esempio gli orologi “Swiss Made”). I prodotti sono realizzati fino dagli anni ’60 presso una rete altamente selezionata e fidelizzata di laboratori. Sulla base dei risultati del 2010 Salvatore Ferragamo realizza oltre il 40% del giro d’affari nel settore delle calzature, mentre il 31% dei ricavi arriva dalla pelletteria. Lo scorso anno l’abbigliamento ha contribuito all’11,5% del fatturato del gruppo.
Il gruppo si occupa anche dello sviluppo e della distribuzione di profumi a marchio “Salvatore Ferragamo” ed “Emanuel Ungaro”, mediante la controllata Ferragamo Parfums.
Salvatore Ferragamo è attiva, attraverso la concessione di licenze, anche nel settore dell’occhialeria e dell’orologeria.
L’azienda ha evidenziato che l’attività di vendita dei prodotti avviene prevalentemente attraverso un network di negozi monomarca “Salvatore Ferragamo” gestiti direttamente e punti vendita non direttamente gestiti. La società utilizza anche una presenza qualificata presso department store e specialty store multimarca di alto livello. Inoltre, Salvatore Ferragamo presta attenzione allo sviluppo della propria rete distributiva, valutando l’adeguatezza degli spazi e dei partner commerciali, coerentemente con il posizionamento e l’immagine del marchio “Salvatore Ferragamo”.
Salvatore Ferragamo può considerarsi un gruppo internazionale. Nel 2010 l’azienda ha realizzato solo il 23,3% del fatturato in Europa. Spicca l’importante presenza nell’area Asia-Pacifico, dove il gruppo ha realizzato lo scorso anno il 34,3% del proprio giro d’affari. Quest’area ha rivestito un’importanza crescente negli ultimi anni, in quanto nel 2008 i ricavi realizzati nella zona Asia-Pacifico erano pari al 29,2% dell’intero fatturato.

I dati di bilancio
Salvatore Ferragamo ha chiuso il 2010 con un fatturato di 781,6 milioni di euro, in aumento del 26,1% rispetto ai 619,6 milioni dell’esercizio precedente. Nel 2008 il giro d’affari del gruppo aveva sfiorato i 691 milioni di euro. La crescita dei ricavi di Salvatore Ferragamo è proseguita anche nell’esercizio in corso. Nel primo trimestre del 2011 il fatturato del gruppo è aumentato del 27,5%, raggiungendo quota 210,35 milioni di euro.
Positivo anche il trend della redditività negli ultimi trimestri
. Lo scorso anno il margine operativo lordo ha superato i 113 milioni di euro, in aumento dell’82,7% rispetto ai quasi 62 milioni del 2009. Di conseguenza, la marginalità è passata dal 10% al 14,5%. Nel 2008 il margine operativo lordo aveva sfiorato gli 86 milioni di euro, per una marginalità del 12,4%. Nei primi tre mesi del 2011 l’Ebitda di Salvatore Ferragamo è balzato del 38,3% e ha raggiunto i 27,4 milioni di euro, pari a una marginalità del 13%.
Salvatore Ferragamo è tornata all’utile nel 2010. La società ha terminato lo scorso esercizio con un risultato finale positivo per quasi 49 milioni di euro, rispetto alla perdita di 20,9 milioni del 2009. Il 2008 si era chiuso con un utile netto di quasi 30 milioni di euro. Nel primo trimestre del 2011 l’utile netto ha superato i 12 milioni di euro, il 33,5% in più rispetto ai 9,1 milioni dei primi tre mesi dello scorso anno.
A fine marzo l’indebitamento netto di Salvatore Ferragamo ammontava a 47,5 milioni di euro, in aumento rispetto ai 18,2 milioni di inizio anno. Nel dettaglio, la società poteva contare su disponibilità liquide per quasi 108 milioni di euro, mentre l’indebitamento lordo con scadenza inferiore ai 12 mesi era di poco superiore ai 117 milioni. I debiti con scadenza superiore ai 12 mesi ammontavano a 39 milioni di euro. Sempre a fine marzo il patrimonio netto del gruppo era pari a 147,2 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 193,1 milioni di inizio anno. Nel prospetto informativo la società ha segnalato che le variazioni intervenute sono dovute all’incremento di 12,1 milioni di euro del risultato d’esercizio, all’incremento di 13,65 milioni per effetto della valutazione dei derivati di copertura, al decremento di 11,97 milioni per l’effetto della conversione in euro rispetto alle valute (principalmente Yen e Dollaro) in cui sono espressi i bilanci delle controllate, alla diminuzione di 24,02 milioni di euro per dividendi deliberati dalla società e alla diminuzione di 35,26 milioni derivante dall’effetto netto dell’acquisizione delle minoranze in società consolidate integralmente.
Nel 2010 le attività operative di Salvatore Ferragamo hanno generato un flusso di cassa di 121,6 milioni di euro, che ha coperto integralmente i 21,7 milioni utilizzati per finanziare gli investimenti e i 50,9 milioni a copertura delle attività finanziarie. Nei primi tre mesi del 2011 le attività operative hanno generato un flusso di cassa di 18,5 milioni di euro, mentre le attività di investimento hanno richiesto risorse per 5,4 milioni di euro.

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