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IPO Fedrigoni, un’analisi sui rischi e le opportunità

Il management ha segnalato che il gruppo è soggetto ai rischi connessi all’incremento dei prezzi delle materie prime e dell’energia. Focus sulla crescita per linee esterne

di Edoardo Fagnani 23 ott 2014 ore 11:02

IPO FEDRIGONI, I PRINCIPALI RISCHI
Tra i vari rischi segnalati da Fedrigoni nel prospetto informativo, il management ha segnalato che il gruppo è soggetto ai rischi connessi all’incremento dei prezzi delle materie prime e dell’energia oltre a eventuali difficoltà nell’approvvigionamento delle stesse. Le principali materie prime utilizzate includono le materie prime fibrose (cellulose e cascame di cotone), il gas metano, le cariche minerali (carbonati di calcio e caolino) e i prodotti chimici (lattici, amidi, colle e colori). Fedrigoni ha ricordato che nel caso in cui i prezzi delle materie prime dovessero incrementare e il gruppo non riuscisse, in tutto o in parte, a trasferire i maggiori costi di approvvigionamento sui prezzi di vendita applicati ai propri clienti, si potrebbero verificare effetti negativi sulla marginalità dei prodotti commercializzati, considerando anche che il gruppo non pone in essere operazioni di copertura del rischio connesso alla fluttuazione del costo per le principali materie prime. Senza dimenticare che, acquistando materie prime fibrose principalmente in dollari americani e commercializzando i propri prodotti prevalentemente in euro, Fedrigoni è esposto anche al rischio di svalutazione della moneta europea. In questo caso, il rischio di fluttuazione dei tassi di cambio è in parte coperto dai crediti in valuta del gruppo e in parte mediante l'utilizzo di strumenti derivati (contratti a termine). Tuttavia, non è possibile escludere che future significative oscillazioni dei tassi di cambio, eventualmente non coperte dagli strumenti adottati dal gruppo, producano effetti negativi sulla situazione economica.
fedrigoni3_1Fedrigoni è anche soggetto ai rischi connessi alle modifiche nella preferenze dei consumatori, in particolar modo nel nella Linea Carta, che potrebbero modificarsi in conseguenza della sempre maggiore disponibilità e diffusione di prodotti alternativi e/o più convenienti, nonché come conseguenza di una diffusa maggiore attenzione alle tematiche ambientali. Inoltre, le tendenze nel settore della carta, l’aumento della trasmissione elettronica e conseguente stoccaggio di dati, oltre, al progressivo affermarsi della rete internet e delle nuove tecnologie di comunicazione e conservazione delle informazioni di tipo digitale, potrebbero avere effetti negativi sul mercato della carta. Quest’ultimo, soprattutto nell’ultimo decennio, ha incontrato crescenti trasformazioni nelle preferenze dei consumatori anche in conseguenza del crescente utilizzo di nuove tecnologie. Queste tendenze hanno portato a una diminuzione significativa della domanda di prodotti cartacei in diversi segmenti di mercato.

IPO FEDRIGONI, LE OPPORTUNITA’
Con la quotazione a Piazza Affari Fedrigoni potrà raccogliere nuove risorse da utilizzare per finanziare un’aggressiva politica di crescita per linee esterne. Supponendo l’intera sottoscrizione delle 13,5 milioni di nuove azioni al prezzo massimo di 7 euro, la società potrebbe incassare nuove risorse per quasi 95 milioni di euro, al lordo dei costi di quotazione. Questa liquidità andrebbe ad abbattere quasi completamente l’indebitamento netto del gruppo che a fine giugno (ultimo dato a disposizione) ammontava a poco meno di 114 milioni di euro. Di conseguenza, Fedrigoni avrebbe la possibilità di utilizzare nuovamente la leva del debito per finanziare la campagna acquisti. Uno scenario che è stato già preso in considerazione dal management dell’azienda. L’amministratore delegato Claudio Alfonsi, infatti, nel corso della presentazione della compagnia alla comunità finanziaria, ha precisato che l’azienda guarda a opportunità di crescita per linee esterne, in particolare in Sudamerica, Stati Uniti, Ovest ed Est Europa.
fedrigoni5Fedrigoni debutterà a Piazza Affari al segmento STAR, il listino di Borsa Italiana che raggruppa le aziende che rispettano determinati requisiti di governance. Tuttavia, supponendo che il collocamento al prezzo massimo fissato dall’azienda (7 euro), la capitalizzazione iniziale della società potrebbe sfiorare i 655 milioni di euro, in caso di sottoscrizione integrale delle nuove azioni offerte. Questo livello di valutazione, se mantenuto o migliorato nelle settimane successive alla quotazione, potrebbe consentire a Fedrigoni di entrare anche nel paniere che raggruppa le aziende a media capitalizzazione (FTSE Italia MID Cap) in occasione di una futura modifica della composizione dell’indice. Per le prospettive del titolo nel breve periodo questo scenario rappresenta un’importante opportunità, in quanto le azioni potrebbero essere immediatamente inseriti nei portafogli dei fondi focalizzati sulle aziende italiane a media capitalizzazione.

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