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IPO Fedrigoni, ecco i punti di forza e di debolezza

Fedrigoni può contare su un solido posizionamento in nicchie di mercato a elevato valore aggiunto. Per contro, la tempistica del collocamento non è delle più favorevoli

di Edoardo Fagnani 22 ott 2014 ore 16:16

IPO FEDRIGONI, I PRINCIPALI PUNTI DI FORZA
Fedrigoni può contare su un solido posizionamento in nicchie di mercato a elevato valore aggiunto. Nel prospetto informativo e nel corso della presentazione dell’azienda alla comunità finanziaria, il management ha evidenziato che l’offerta del gruppo si caratterizza per la significativa presenza in nicchie di mercato ad alto valore aggiunto quali le carte grafiche speciali (ad esempio per il packaging di lusso), le carte per disegno e arte, le carte di sicurezza (ad esempio banconote), le carte e i film autoadesivi (ad esempio per il settore enologico). Questa strategia ha contribuito nel tempo a consolidare l’immagine del gruppo, associata a prodotti di elevata qualità. Queste nicchie consentono a Fedrigoni di operare in aree dove sono presenti elevate barriere all’entrata e dove viene riconosciuto un premium price derivante dalla capacità del gruppo di garantire una qualità del prodotto elevata e costante nel tempo, un eccellente livello di servizio e una gamma sempre personalizzabile estremamente ampia e profonda.
fedrigoni_1Senza dimenticare che Fedrigoni può contare sulla storicità, sulla forte identità e riconoscibilità garantita dai marchi Fedrigoni e Fabriano. In particolare, il marchio Fabriano è il più antico a livello europeo, con 750 anni di tradizione cartaria, ed è percepito come sinonimo di carta made in Italy di elevatissima qualità. A questo proposito l’album “Fabriano 4”, che fa parte da oltre 40 anni del corredo scolastico di moltissimi studenti italiani, è un prodotto che ha un brand awareness molto alto. Il management ha segnalato che una parte degli studenti che hanno utilizzato questi album si trasformano poi in acquirenti di carta Fabriano per arte o ufficio in stadi successi della loro vita. Fedrigoni ha aggiunto che i marchi Arconvert e Manter nel settore delle carte e film autoadesivi (converting) hanno saputo conquistare una posizione di leadership, sinonimo di altissima qualità (come ad esempio nel settore enologico).

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IPO FEDRIGONI, I PUNTI DI DEBOLEZZA
La tempistica del collocamento di Fedrigoni non è delle più favorevoli. La quotazione della società arriva appena dopo i tentativi falliti di Italiaonline e Intercos, che hanno deciso di abbandonare il progetto di sbarcare a Piazza Affari, in conseguenza alle deludenti richieste ricevute in fase di collocamento. Inoltre, negli ultimi giorni il mercato azionario italiano ha evidenziato un forte nervosismo, culminato con il tonfo registrato nella seduta di mercoledì 15 ottobre. Nel corso di questo mese, quindi, i mercati azionari hanno subito un importante ridimensionamento, che potrebbe avere un impatto significativo sulla valutazione di Fedrigoni. Nel prospetto informativo, infatti, la società ha ricordato che la valutazione del gruppo è stata effettuata utilizzando principalmente il metodo dei multipli di mercato, che presuppone il confronto con i multipli calcolati per alcuni gruppi internazionali attivi negli stessi segmenti di mercato dell’azienda italiana. Queste valutazioni sono state effettuate prendendo la valorizzazione delle società quotate alla data del 3 ottobre 2014, quindi prima della più recente correzione dei mercati azionari.
fedrigoniSempre nel prospetto informativo la società ha segnalato alcuni conflitti di interessi dei coordinatori dell’Offerta Globale. In particolare, BNL, istituto che fa capo a BNP Paribas (Joint Global Coordinator nell’ambito dell'operazione), ha in essere un contratto di finanziamento di importo complessivo di 20 milioni di euro con Fedrigoni, oltre ad affidamenti per circa 16 milioni, con utilizzi da parte della società per circa 1,6 milioni. Inoltre, anche UniCredit Corporate & Investment Banking (Joint Global Coordinator e Joint Bookrunner nell’ambito del collocamento istituzionale) si trova in una situazione di potenziale conflitto di interessi in quanto Unicredit ha in essere affidamenti complessivi nei confronti di Fedrigoni per 46,6 milioni di euro, con utilizzi per circa 11 milioni.

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