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IPO ENAV, punti di forza e debolezza

I punti di forza e di debolezza del gruppo e dell’operazione che porterà ENAV a sbarcare a Piazza Affari. A vendere le proprie azioni l'attuale azionista, il ministero del Tesoro

di Mauro Introzzi 20 lug 2016 ore 15:57

ENAV è la società cui lo Stato italiano ha affidato la responsabilità sulla gestione e sul controllo del traffico aereo civile nello spazio aereo nazionale. Il gruppo è uno dei maggiori fornitori di servizi, nel suo settore, a livello europeo. Analizziamo punti di forza e di debolezza del gruppo e dell’operazione che porterà la società a sbarcare a Piazza Affari.

ENAV: UN MONOPOLIO NATURALE

Lo status di affidatario della gestione e del controllo del traffico aereo che lo Stato italiano ha legato a ENAV e l’attuale quadro normativo, che non individua altri operatori nei servizi della navigazione aerea civile, rendono quello di ENAV un monopolio naturale. La posizione di monopolista è rafforzata dalla natura dei servizi e del business svolto, unitamente alle competenze e ai requisiti necessari per lo svolgimento di tali attività. Oltre che senza concorrenti diretti ENAV opera su designazione dello Stato senza limiti di durata.

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enav5ENAV: FLUSSI DI CASSA (E DIVIDENDI) STABILI

L’assenza di una scadenza della concessione per lo svolgimento dei servizi forniti, ai sensi della normativa vigente, rende il business di ENAV duraturo nel tempo, in virtù di determinate barriere legali e naturali all’entrata di nuovi operatori. La clientela del gruppo è poi composta per la maggior parte da compagnie aeree italiane e internazionali di elevato standing, con forte diversificazione per area geografica di appartenenza e per tipologia di servizio prestato. Il rischio di controparte è inoltre limitato dal fatto che i pagamenti delle tariffe da parte degli utenti sono corrisposti su base mensile a Eurocontrol che, in forza di tale meccanismo, funge da unica controparte diretta di ENAV. Per chi non paga il servizio può essere interrotto dalle autorità competenti.
Questi accadimenti si traducono, per ENAV, in una costante generazione di flussi di cassa, anche comprovata su base storica, e in una elevata stabilità e visibilità degli stessi. Così, negli ultimi anni, tale generazione di cassa ha permesso alla società di sostenere un livello di distribuzione di dividendi fortemente in crescita. Nel periodo 2012-2015 l’ammontare di dividendi distribuiti è salito dagli 8 milioni di euro del 2012 a 36 milioni di euro nel 2015.

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ENAV: SOLO OPV
L’operazione che porterà ENAV a sbarcare in borsa sarà realizzata attraverso un’offerta di azioni della società rivolta ai risparmiatori italiani, ai dipendenti del gruppo e a investitori italiani e internazionali. L’attuale azionista, il Ministero dell’Economia e del Tesoro, cederà un massimo di 230 milioni di azioni ordinarie di ENAV, pari al 42,5% del capitale del gruppo. Una quota che raggiungerà il 46,6% se sarà esercitata l’opzione di greenshoe di ulteriori 22,6 milioni di azioni del gruppo. Ciò significa che nell’ambito dell’operazione non è contemplato alcun aumento di capitale ne alcuna sottoscrizione di azioni di nuova emissione. In altre parole la società non verrà dotata di nuove risorse per crescere (o per ottimizzare la propria struttura finanziaria). Questo è di solito considerato un aspetto poco premiante per un collocamento, anche se nella situazione di ENAV (che non è detto necessiti di ulteriori risorse) potrebbe non rappresentate una situazione dirimente.

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enav6ENAV: LA GOLDEN POWER
ENAV è attualmente una società interamente posseduta dallo Stato tramite il ministero del Tesoro. L’azionista ne collocherà sul mercato una quota tra il 42,5% e il 46,6% e quindi rimarrà detentore della maggioranza del capitale. La società non sarà quindi contendibile.
Ma non solo. ENAV sarà protetta anche dalla cosiddetta “golden power”, ossia la limitazione che potrebbe essere imposta dallo Stato sull’acquisto di determinate partecipazioni azionarie rilevanti nel capitale sociale del gruppo.

Questi particolari limiti sono previsti dalla normativa (del 2012) che disciplina i poteri speciali dello Stato inerenti gli attivi strategici nel settore della difesa e della sicurezza nazionale e dell’energia, dei trasporti e delle comunicazioni.

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