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IPO, Damiani vuole brillare allo Star

L’attività di Damiani consiste nella produzione e distribuzione di gioielli di alta gamma. La società è leader in Italia per vendite e per conoscenza del marchio. Dal 1995 il fatturato del gruppo è triplicato.

di La redazione di Soldionline 29 ott 2007 ore 14:43

È il momento delle società del lusso a Piazza Affari. Dopo il discreto esordio di Piquadro, tocca a Damiani tentare l'avventura della Borsa. L'azienda punterà al segmento Star.
L'offerta è iniziata venerdì 26 ottobre e terminerà venerdì 2 novembre alle ore 16.30. Per i dipendenti ci saranno due giorni in meno per aderire. Le negoziazioni dovrebbero prendere il via l'8 novembre.
Il collocamento di Damiani avverrà tramite un'offerta pubblica di vendita e sottoscrizione. Delle 26,4 milioni di azioni che saranno messe sul mercato (che potrebbero diventare 29 milioni in caso di esercizio integrale della greenshoe a disposizione dei collocatori), 18,5 milioni saranno di nuova emissione, mentre un ammontare compreso tra i 7,9 milioni e i 10,5 milioni di titoli sarà messo in vendita dagli attuali azionisti. In particolare, le azioni saranno cedute da Giorgio Grassi Damiani, Silvia Grassi Damiani e Giulia de Luca, che dovrebbero ridurre la partecipazione dall'attuale 27% a poco più dell'8%. Tuttavia, la famiglia Damiani resterà l'azionista di controllo del gruppo, dal momento che la holding di famiglia Leading Jewels non venderà un'azione. La partecipazione di Leading Jewels è destinata a ridursi dal 67,7% al 52,5% in seguito alla diluizione derivante all'aumento di capitale.
Supponendo l'integrale sottoscrizione delle azioni, il flottante di Damiani sarà pari al 31,9%, che potrebbe salire al 35,1% in caso di esercizio integrale della greenshoe. Di conseguenza, dopo la quotazione, l'azienda non sarà contendibile.
Al pubblico indistinto sono state riservate un minimo di 2,64 milioni di azioni, che corrispondono al 10% dell'intera offerta (esclusa la greenshoe).
La forchetta di prezzo indicativa è stata fissata in un intervallo compreso tra i 3,8 e 5,2 per azione. Quest'ultimo corrisponde al prezzo massimo. La differenza tra prezzo massimo e minimo è pari al 36,8%, una percentuale piuttosto elevata, se si confronta con il 10% dell'offerta di Piquadro. Sulla base di questi prezzi e supponendo la sottoscrizione integrale delle azioni derivanti dall'aumento di capitale, la valorizzazione iniziale di Damiani si attesterà tra i 314 e i 429,5 milioni di euro. Il controvalore dell'offerta si colloca tra i 70,2 milioni e i 96 milioni di euro, al lordo dei costi di quotazione.
Il lotto minimo ammonta a 750 azioni (7.500 titoli per il lotto minimo maggiorato). Chi volesse sottoscrivere le azioni in fase di collocamento, quindi, dovrebbe sobbarcarsi una spesa minima compresa tra i 2,9 e i 3,9mila euro.
Nel prospetto informativo i vertici di Damiani hanno precisato che lo scorso anno la società ha proceduto con un aumento di capitale riservato agli attuali soci. Il prezzo delle azioni è stato decisamente inferiore alla forchetta di prezzo fissata per il collocamento.

L'attività
Damiani è stata fondata a Valenza nel 1924. Nel paese piemontese, considerato centro mondiale di eccellenza qualitativa per la produzione di gioielleria, l'azienda mantiene due siti produttivi.
L'attività di Damiani consiste nella produzione, distribuzione e commercializzazione di gioielli di alta gamma. La società è leader in Italia per vendite e per conoscenza del marchio.
Il gruppo opera sul mercato con cinque marchi, considerati e complementari e non sovrapponibili. Possono, quindi, convivere nello stesso negozio.
- Damiani: è il marchio storico del gruppo, attraverso cui l'azienda presidia il comparto del lusso. I prodotti si caratterizzano per essere gioielli in metalli preziosi con diamanti, pietre preziose e perle. Nell'ultimo esercizio, questo marchio ha rappresentato il 45,6% del fatturato del gruppo.
- Salvini: questo marchio ha caratteristiche e posizionamento simili a quello di Damiani. La differenza arriva da un taglio più classico dei prodotti. Il fatturato di questo marchio nello scorso esercizio è stato pari al 21,6% dell'intero giro d'affari del gruppo.
- Alfieri & St. John: questo marchio è stato acquistato dal gruppo nel 1998 e occupa una fascia medio-alta del mercato. Nell'ultimo esercizio ha contribuito al 12,1% del giro d'affari del gruppo.
- Bliss: è il marchio che va a coprire la fascia giovane della clientela e si caratterizzata per un posizionamento qualificato come lusso accessibile. I prezzi di ingresso dei prodotti, infatti, sono relativamente bassi. Nell'ultimo esercizio questo marchio ha contribuito al 12,5% del giro d'affari dell'intero gruppo.
- Calderoni: è l'ultimo marchio arrivato nel gruppo Damiani, essendo stato acquisito nel 2006. Calderoni ha caratteristiche simili ai marchi Damiani e Salvi, a cui aggiunge una storia aziendale centenaria (l'azienda è stata fondata nel lontano 1840).
Damiani è presente in Italia, dove nell'ultimo esercizio ha realizzato il 76% dell'intero fatturato, e nei principali mercati del mondo attraverso alcune società controllate che gli consentono di presidiare il mercato europeo, americano e asiatico. Più nel dettaglio il gruppo è presente in 70 mercati, con tre filiali nei mercati più importanti. Una di queste è in Giappone ed è controllata al 100%.
La commercializzazione dei prodotti avviene in Italia e all'estero principalmente attraverso due canali di distribuzione: il canale wholesale ed il canale retail. Il canale wholesale riguarda gioiellerie indipendenti multimarca, department stores, franchisees, punti vendita monomarca e distributori. Il gruppo conta circa 2.600 clienti in tutto il mondo in tale canale. Damiani ha, inoltre, stipulato contratti con alcuni partner wholesale per la creazione di 45 punti vendita monomarca gestiti da terzi. Attraverso questo canale l'azienda realizza più dell'85% del giro d'affari. Il canale retail riguarda i singoli punti vendita gestiti direttamente dal gruppo.
Le attività di comunicazione e marketing del gruppo costituiscono gli elementi essenziali della strategia di affermazione e trasferimento dei valori dei singoli marchi sul mercato. Nell'ultimo esercizio Damiani ha sostenuto complessivamente spese per attività di pubblicità, promozione e marketing pari al 7,6% dei ricavi. Nel corso degli anni il gruppo ha posto in essere una strategia di comunicazione altamente innovativa per il settore della gioielleria e caratterizzata tra l'altro dall'utilizzazione di testimonial di grande prestigio. Tra i nomi più importanti ci sono quelli di Sofia Loren, Sharon Stone e Alessandro Del Piero, quest'ultimo per il marchio Bliss. Tra i nuovi testimonial c'è Paris Hilton per il marchio Bliss, nel contesto di una campagna pubblicitaria mondiale.
La tutela della proprietà intellettuale è un'attività molto importante per il gruppo, in modo da mantenere il carattere distintivo dei prodotti. Al momento Damiani può contare su un portafoglio di oltre un migliaio di marchi registrati.

I dati di bilancio
Nel corso della presentazione della società alla comunità finanziaria i vertici di Damiani hanno tenuto a rimarcare che dal 1995 il fatturato del gruppo è triplicato. Inoltre, da quest'anno, la società ha modificato il termine dell'esercizio ora fissato al 31 marzo, per evitare che il trimestre ottobre-dicembre, stagionalmente il più favorevole per l'azienda (rappresenta il 46% dell'intero giro d'affari), pesasse eccessivamente sul bilancio.
Nell'esercizio 2006/2007 (aprile 2006-marzo 2007) la crescita del fatturato è stata limitata all'1,1%, passando da 166,2 milioni a 168 milioni di euro. Il management ha spiegato questo basso tasso di crescita con la scelta dell'azienda di razionalizzare l'attività. Questa strategia ha avuto un effetto positivo sulla redditività. Il margine operativo lordo è balzato del 23,7% a 27,8 milioni di euro, mentre l'utile netto è salito da 10,4 milioni a 14,2 milioni di euro (+37,2%). La marginalità è passata dal 13,5% al 16,6%. I vertici di Damiani hanno voluto sottolineare che negli ultimi tre esercizi l'utile netto è cresciuto di oltre il 60% in media l'anno.
I tassi di crescita del gruppo sono stati consistenti anche nel primo trimestre dell'esercizio 2007/2008. Nel periodo in esame il giro d'affari è aumentato del 27,3% a 50,4 milioni di euro, grazie a una forte crescita del fatturato a livello internazionale. Inoltre, i ricavi del trimestre hanno beneficiato di un incasso straordinario pari a 7,6 milioni di euro. Il margine operativo lordo è più che raddoppiato, arrivando a superare i 15 milioni di euro. Di conseguenza, la marginalità è balzata dal 16,4% al 29,8%. L'utile netto è cresciuta da 4,2 milioni a 10,4 milioni di euro.
Al 30 giugno, ultimo dato ufficiale a disposizione, l'indebitamento finanziario netto di Damiani ammontava a 49,2 milioni di euro, che si confrontano con i 47,9 milioni di fine marzo e i 63,8 milioni di inizio 2007. La scadenza del debito è equamente distribuita tra breve termine (meno di 12 mesi) e medio-lungo termine (oltre i 12 mesi). Sempre a fine giugno il patrimonio netto di Damiani era pari a 85 milioni di euro, in crescita rispetto ai 78,5 milioni di inizio anno. Nel prospetto informativo il gruppo precisa che a fine giugno la società aveva in corso un finanziamento di 13,6 milioni di euro con Unicredit Banca d'Impresa, istituto del gruppo Unicredit, la stessa banca che coordina l'operazione di collocamento di Damiani.
La società ha una forte capacità di generare cassa. Nell'esercizio 2006/2007 l'attività operativa di Damiani ha registrato un cash flow di poco inferiore ai 21 milioni di euro, a cui si aggiungono gli oltre 12 milioni incassati con la cessione di alcune attività considerate non più strategiche. Queste risorse hanno permesso a Damiani di rimborsare alcuni prestiti e di pagare i dividendi distribuiti a fine marzo. Nei primi tre mesi dell'esercizio 2007/2008 l'attività operativa del gruppo aveva generato cassa per quasi 2,6 milioni di euro, mentre l'attività di investimento aveva assorbito poco più di 1,5 milioni.

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