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IntesaSanpaolo sospende il pagamento del dividendo 2020

di Edoardo Fagnani 31 mar 2020 ore 14:44 Le news sul tuo Smartphone

intesa-sanpaoloIl consiglio di amministrazione di IntesaSanpaolo ha deciso di sospendere la proposta di distribuzione cash agli azionisti di circa 3,4 miliardi di euro, pari 0,192 euro per azione, in ottemperanza alla comunicazione della Banca Centrale Europea del 27 marzo scorso in merito alla politica dei dividendi nel contesto conseguente all’epidemia da COVID-19.

L'istituto ha deliberato di proporre alla prossima assemblea ordinaria l’assegnazione a riserve dell’utile dell’esercizio 2019.

 

IntesaSanpaolo ha precisato che questa proposta, se approvata dall’assemblea, si traduce in un ulteriore rafforzamento della solidità patrimoniale dell'istituto: con riferimento al 31 dicembre 2019, il coefficiente patrimoniale Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime aumenta dal 14,1% (superiore di circa 4,6 punti percentuali al requisito SREP) al 15,2%, superiore di circa 5,8 punti percentuali al requisito SREP e con un capitale eccedente il requisito per oltre 16,5 miliardi di euro. L’ampiezza del margine rispetto al requisito non tiene conto delle novità regolamentari introdotte dalla BCE a decorrere dal 12 marzo scorso, che permettono di non rispettare il combined buffer e prevedono che il requisito di Pillar 2 venga rispettato utilizzando parzialmente strumenti di capitale diversi dal CET1. Tenendo conto di quest’ultima novità e delle contestuali revisioni del Countercyclical Capital Buffer da parte delle competenti autorità nazionali nei vari Paesi in cui è presente l'istituto, l'ammontare di capitale CET1 del Gruppo eccedente il requisito aumenterebbe a circa 19 miliardi di euro.

 

IntesaSanpaolo ha ricordato che la Banca Centrale Europea ha precisato che valuterà se la sua raccomandazione riguardante la politica dei dividendi si estenderà oltre la data del 1° ottobre 2020.

Subordinatamente alle indicazioni che saranno comunicate in merito dalla BCE e al presidio della solidità patrimoniale dell'istituto in relazione all’evoluzione del contesto conseguente all’epidemia da COVID-19, il consiglio di amministrazione di IntesaSanpaolo intende convocare un’assemblea ordinaria successivamente al 1° ottobre per dare esecuzione alla distribuzione di parte delle riserve agli azionisti entro l’esercizio 2020, anche in considerazione del supporto alla situazione finanziaria delle famiglie e alle erogazioni da parte delle fondazioni particolarmente necessario nel contesto conseguente all’epidemia da COVID-19.

 

L'amministratore delegato di IntesaSanapolo, Carlo Messina, ha dichiarato che le banche dotate di un eccesso di capitale ai vertici di settore e di una eccellente efficienza operativa come la stessa IntesaSanpaolo, sono quelle più resilienti nelle fasi difficili e, come tali, sono quelle che beneficeranno del cosiddetto effetto flight‐to‐quality. Di conseguenza, questi istituti nei prossimi mesi, potranno tornare a remunerare gli azionisti con dividendi elevati e sostenibili.

Per quanto attiene l’offerta pubblica di scambio volontaria totalitaria sulle azioni ordinarie di UBI Banca, Carlo Messina è convinto che l’operazione, in questa fase così straordinaria, assuma ancora maggiore valenza strategica e rappresenti per UBI Banca una prospettiva ancor più rilevante.

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