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IntesaSanpaolo, ecco il piano industriale (e la nuova politica dei dividendi)

Per l’esercizio 2018 il management prevede un impegno alla distribuzione di un ammontare di dividendi in contanti corrispondente a un payout ratio pari all’85% dell'utile

di Edoardo Fagnani 6 feb 2018 ore 15:03

IntesaSanpaolo ha approvato i target del piano industriale per il periodo 2018/2021.

Il nuovo business plan prende le basi da quello concluso con l’approvazione dei risultati del 2017, che ha rispettato l’impegno alla distribuzione di dividendi cash di 3,4 miliardi di euro per il 2017 e di 10 miliardi per il 2014-2017. (LEGGI ANCHE: IntesaSanpaolo, tutti i numeri del 2017. Dividendo 2018 in aumento)

 

PIANO INTESASANPAOLO 2018/2021: LE LINEE GUIDA

Il nuovo piano si pone come obiettivo prioritario la solida e sostenibile creazione e distribuzione di valore, mantenendo un’elevata patrimonializzazione e riducendo significativamente il profilo di rischio senza oneri straordinari per gli azionisti.

Inoltre, l’istituto si trova ben posizionato per beneficiare di uno scenario economico positivo e del rilevante potenziale di crescita dei ricavi per il settore bancario e assicurativo italiano.

 

PIANO INTESASANPAOLO 2018/2021: LE INDICAZIONI OPERATIVE

intesa-sanpaolo-logoA livello operativo IntesaSanpaolo punta ad arrivare al 2021 con proventi operativi netti in aumento a 20,8 miliardi di euro, dai 17,8 miliardi ottenuti nel 2017, equivalente a una crescita media annua del 4%. In particolare, gli interessi netti sono previsti in aumento a 8,3 miliardi nel 2021 dai 7,4 miliardi nel 2017 (+2,8% la crescita media annua), con crediti alla clientela in crescita dell’ 1,6%. Le commissioni nette, invece, dovrebbero crescere da 8,1 miliardi a 10 miliardi di euro.

Parallelamente IntesaSanpaolo prevede risparmi sui costi per un ammontare complessivo di 1,5 miliardi di euro nel periodo 2018/2021; di conseguenza, il cost/income ratio a fine piano dovrebbe ridursi al 45,4%.

L’utile netto dovrebbe balzare dai 3,8 miliardi del 2017 a 6 miliardi di euro, con una crescita media annua del 12,1%.

 

PIANO INTESASANPAOLO 2018/2021: CALO DEGLI NPL

Il piano prevede un ulteriore rafforzamento patrimoniale.

Nel dettaglio, a fine 2021 i crediti deteriorati dovrebbero dimezzarsi a 26,4 miliardi di euro, al lordo delle rettifiche, dai 52,1 miliardi del 2017, e a 12,1 miliardi al netto, da 22,5 miliardi includendo la prima applicazione dell’ IFRS 9. Di conseguenza, a fine piano l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti a clientela totali dovrebbe scende al 6% al lordo delle rettifiche, dall’11,9% nel 2017, e al 2,9% al netto, dal 5,5% includendo la prima applicazione dell’ IFRS 9.

Sempre a fine 2021 il Common Equity Tier 1 ratio è stimato al 13,1%, includendo gli impatti negativi di circa 1% della prima applicazione del principio contabile IFRS 9 in vigore dal 1° gennaio 2018 e di circa 0,9% delle linee guida dell’EBA.

 

PIANO INTESASANPAOLO 2018/2021: LA NUOVA POLITICA DEI DIVIDENDI

IntesaSanpaolo ha fornito anche un aggiornamento sulla politica dei dividendi.

Per l’esercizio 2018 il management prevede un impegno alla distribuzione di un ammontare di dividendi in contanti corrispondente a un payout ratio pari all’85% del risultato netto.

La quota dovrebbe ridursi all’80% con riferimento al bilancio 2019, mentre nei due esercizi successivi il payout dovrebbe ridursi rispettivamente al 75%e al 70%.

 

PIANO INTESASANPAOLO 2018/2021: LE INDICAZIONI DI CARLO MESSINA

Nel corso della conference call a commento della presentazione del piano industriale, il numero uno di IntesaSanpaolo, Carlo Messina, ha segnalato che già nell'esercizio in corso ci sarà una forte diminuzione dei crediti deteriorati. In particolare, l'NPE ratio (rapporto tra crediti deteriorati e totale dei crediti) dovrebbe scendere sotto il 10%.

Il manager ha puntualizzato che gli introiti derivanti da eventuali cessioni non saranno distribuiti agli azionisti sottoforma di dividendo ma saranno utilizzati per rafforzare la struttuta patrimoniale dell'istituto.

Carlo Messina ha aggiunto che la banca non ha necessità di procedere con operazioni di integrazione con altri istituti italiani o europei e ha confermato la scelta di mantenere l'esposizione in titoli di stato italiani agli attuali 37 miliardi di euro.

Tutti gli articoli su: intesasanpaolo Quotazioni: INTESA SANPAOLO
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