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Indici in rosso a Piazza Affari, MPS ancora in corsa

La banca ha beneficiato dell’indiscrezione che il fondo di investimento statunitense, JC Flower, sia interessato a rilevare il 20% del capitale dell’istituto toscano

di Edoardo Fagnani 14 mar 2014 ore 17:37
Piazza Affari e le principali borse europee sulle montagne russe nell’ultima seduta della settimana. Borsa Italiana ha terminato la giornata in territorio negativo. Bancari sempre protagonisti: Monte dei Paschi di Siena è riuscita a salvarsi dalle vendite, in seguito all’indiscrezione che il fondo di investimento statunitense, JC Flower, sia interessato a rilevare il 20% del capitale dell’istituto toscano. In ribasso, invece, Unicredit. Da segnalare anche la flessione di A2A, dopo i dati di bilancio.
Il FTSEMib ha registrato un calo dell’1,19% a 20.347 punti e ha terminato la settimana con un ribasso dell’1,39%. In difficoltà anche il FTSE Italia All Share che ha perso l’1,13% a 21.715 punti. Performance negative anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,66%) e il FTSE Italia Star (-1,52%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è salito a 3,76 miliardi di euro, rispetto ai 3,39 miliardi di ieri. Su 324 titoli trattati, 245 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 66. Invariate le restanti 13 azioni.
L’euro è tornato sopra gli 1,39 dollari. L’oro si è riportato a 1.375 dollari.

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Bancari sempre protagonisti.
In territorio positivo Monte dei Paschi di Siena (+2,03% a 0,2316 euro). Secondo quanto scritto su Il Messaggero, il fondo di investimento statunitense, JC Flower, sarebbe interessato a rilevare il 20% del capitale dell’istituto toscano, guidando un gruppo di investitori istituzionali, comprendenti anche Blackstone. Il quotidiano ha aggiunto che nei prossimi giorni la Fondazione MPS potrebbe vendere il 29,9% del capitale della banca. Intanto, sono arrivati altri nuovi giudizi delle banche d’affari sulla banca toscana. Gli analisti di Equita sim hanno alzato da 0,17 euro a 0,2 euro il target price sulla banca toscana. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Hold” (mantenere). Promozione completa dal Credit Suisse, che ha migliorato il rating su Monte dei Paschi di Siena portandolo da “Underperform” (farà peggio del mercato) a “Neutrale”. Gli esperti hanno anche incrementato da 0,13 euro a 0,2 euro il target price.
Segno meno, invece, per la Popolare di Milano (-0,44% a 0,6715euro). Barclays ha migliorato il giudizio sull’istituto, portandolo da “Underperform” (farà peggio del mercato) a “Neutrale”. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha ritoccato al rialzo la posizione “short” sulla Popolare di Milano, portandola dall’1,53% allo all’1,75%. Al contrario, Altair Investment Management ha ridotto la posizione corta sull’istituto, portandola dall’1,11% allo 0,8%.
Vendite su Unicredit (-1,44% a 6,16 euro). Gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno incrementato da 5,8 euro a 6,4 euro il prezzo obiettivo sulla banca, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2014/2015. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere). Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 7 marzo BlackRock è diventato uno dei maggiori azionisti dell’istituto guidato da Federico Ghizzoni con una quota del 5,246% del capitale.
Performance peggiore per IntesaSanpaolo (-2,8% a 2,152 euro) e UBI Banca (-3,34% a 6,375 euro).

Generali ha terminato la giornata con un ribasso dell’1,42% a 15,93 euro. Gli analisti di Equita sim hanno limato da 18,2 euro a 17,9 euro il target price sulla compagnia assicurativa, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per i prossimi trimestri. Per lo stesso motivo Berenberg ha limato da 17,4 euro a 17,2 euro il target price su Generali. Gli esperti delle due banche d’affari hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio.

Enel ha ceduto l’1,17% a 3,894 euro. Gli analisti di MainFirst hanno alzato da 2,8 euro a 3,7 euro il target price sul colosso elettrico, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il rating “Underperform” (farà peggio del mercato).
In territorio positivo Saipem (+1,01% a 16,97 euro). In giornata si sono riuniti i vertici dell’azienda per l’esame dei risultati di bilancio. Intanto, secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa la società avrebbe ottenuto un contratto per l’impianto SouthStream. La commessa avrebbe un ammontare di 2 miliardi di euro.
Male A2A (-3,9% a 0,961 euro). La società lombarda ha chiuso il 2013 con un utile netto di 62 milioni di euro, in forte calo rispetto ai 260 milioni dell’esercizio precedente, in conseguenza alle svalutazioni contabilizzate a bilancio. A fine 2013 la posizione finanziaria netta, era negativa per 3,87 miliardi di euro, in miglioramento di quasi mezzo miliardo rispetto a inizio anno. Il consiglio di gestione ha deliberato di proporre all’assemblea degli azionisti il pagamento di un dividendo pari a 0,033 euro per azione ordinaria. Prima della diffusione dei dati di bilancio gli analisti di Banca Akros hanno peggiorato da “Accumulate” a “Hold” (mantenere) il giudizio sulla società lombarda. Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di un euro.

Fiat Chrysler ha perso lo 0,57% a 7,79 euro. Il numero uno dell’azienda, Sergio Marchionne, ha anticipato che il trading profit del gruppo nel primo trimestre del 2014 sarà superiore a quello realizzato negli stessi mesi dello scorso anno. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che l’11 marzo Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti di Fiat Chrysler. L’istituto norvegese è accreditato del 2,047% del capitale del gruppo del Lingotto.
CNH Industrial è scesa dello 0,52% a 7,71 euro. La società ha annunciato il pricing del prestito obbligazionario garantito da un miliardo con cedola fissa del 2,75% e scadenza a marzo 2019 emesso ieri. Il prezzo di emissione è stato pari al 99,471% del valore nominale.

RcsMediagroup ha ceduto il 3,23% a 1,68 euro. Dalle comunicazioni di Internal Dealing diffuse da Borsa Italiana si apprende che nel mese di febbraio Mediobanca ha venduto circa 7,51 milioni di azioni della società editoriale a prezzi compresi tra gli 1,48596 euro e gli 1,6158 euro per azione. L’istituto di Piazzetta Cuccia ha incassato circa 11,81 milioni di euro.

Tod’s ha terminato la seduta con un calo dello 0,98% a 91,1 euro. Ancora tagli di target price sul titolo dalle banche d’affari. Goldman Sachs ha ridotto da 106 euro a 99,9 euro il prezzo obiettivo sull’azienda, confermando il giudizio “Neutrale”.
Performance peggiori per Salvatore Ferragamo (-3,4% a 21,04 euro) e Tod’s (-3,02% a 28,24 euro).

Buzzi Unicem ha ceduto l’1,26% a 13,28 euro. Gli analisti di Berenberg hanno tagliato da 12,3 euro a 10,4 euro il prezzo obiettivo sulla società e hanno ribadito il giudizio “Sell” (vendere).
La stessa banca d’affari ha alzato da 4,2 euro a 6,1 euro il target price su Italcementi (+0,41% a 8,535 euro). Tuttavia, gli esperti hanno peggiorato il giudizio e ora consigliano di vendere le azioni. Goldman Sachs ha limato da 8 euro a 7,8 euro il prezzo obiettivo sulla società bergamasca, ribadendo il giudizio “Neutrale”.

Autogrill ha ceduto l’1,6% a 7,365 euro. Kepler Cheuvreux ha aumentato da 7,5 euro a 8,5 euro il prezzo obiettivo sulla società di ristorazione e ha ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni, in seguito alla revisione del modello di valutazione dell’azienda. Anche NatIxis ha incrementato la valutazione su Autogrill, portandola da 6 euro a 7 euro per azione. Gli esperti hanno ribadito il giudizio “Neutrale”. Indicazione simile da Banca Akros, che ha alzato da 6,6 euro a 7,7 euro il prezzo obiettivo su Autogrill, in conseguenza al miglioramento delle stime per il biennio 2014/2015. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di mantenere le azioni in portafoglio. Più cauta Equita sim, che ha aumentato da 5,1 euro a 6 euro il target price sulla società, ma ha ribadito l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per i prossimi trimestri.

Giornata negativa per GTech (-1,24% a 22,35 euro). La società ha terminato il 2013 con un utile netto di 175 milioni di euro, in flessione rispetto ai 233 milioni dell’esercizio precedente. Il consiglio di amministrazione proporrà all’assemblea degli azionisti un dividendo di 0,75 per azione. Dopo la diffusione dei dati di bilancio gli analisti di Banca Akros hanno incrementato da 23 euro a 24,2 euro il prezzo obiettivo su GTech. Gli esperti hanno confermato il rating “Hold” (mantenere).

Atlantia ha limitato il ribasso allo 0,17% a 17,91 euro. Jp Morgan ha incrementato il prezzo obiettivo sulla concessionaria autostradale, portandolo da 20 euro a 21 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Overweight” (sovrappesare).

Campari è scesa dell’1,87% a 5,76 euro. Barclays ha limato a 5,25 euro il target price sulla società e ha ribadito il giudizio “Underweight” (sottopesare).

Cell Therapeutics ha perso il 2,09% a 2,81 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 28 giugno 2013 BlackRock era diventato uno dei maggiori azionisti della società biotech con una quota del 6,351% del capitale.
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