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Indici in rosso a Piazza Affari: male banche e Fiat

Banche protagoniste in negativo. Hanno prevalso le vendite sulla Popolare di Milano e su Monte dei Paschi di Siena. Segno meno anche per Fiat Chrysler. Chiusura positiva per Snam

di Edoardo Fagnani 6 mag 2014 ore 17:38
Ribassi frazionali per Piazza Affari e per le principali borse europee nella seduta odierna. Banche protagoniste in negativo. Hanno prevalso le vendite sulla Popolare di Milano e su Monte dei Paschi di Siena. Segno meno anche per Fiat Chrysler: le prime indicazioni diffuse dalla società sul piano industriale non hanno convinto gli addetti ai lavori. Giornata positiva, invece, per Snam, dopo la diffusione dei risultati trimestrali.
Il FTSEMib ha lasciato sul terreno lo 0,55% a 21.521 punti, mentre il FTSE Italia All Share ha registrato un ribasso dello 0,53% a 22.953 punti. Andamento negativo anche per il FTSE Italia Mid Cap (-0,34%) e il FTSE Italia Star (-0,62%). Nella seduta odierna il controvalore degli scambi è risalito a 2,34 miliardi di euro, rispetto ai 2,15 miliardi di ieri. Su 320 titoli trattati, 201 hanno terminato la giornata con un ribasso, mentre le performance positive sono state 101. Invariate le rimanenti 18 azioni.
L’euro ha superato gli 1,39 dollari. L’oro si è confermato a 1.310 dollari.

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Banche sempre protagoniste.
Giornata nervosa per la Popolare di Milano che ha ceduto l’1,16% a 0,6395 euro. In rosso anche i diritti relativi all’aumento di capitale (-4,52% a 0,0739 euro). Intanto, gli analisti di Kepler Cheuvreux hanno rivisto al ribasso il target price sull’istituto, portandolo da 0,6 euro a 0,53 euro. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di ridurre l’esposizione del titolo in portafoglio. Stessa decisione da Equita sim, che ha portato da 0,78 euro a 0,67 euro il prezzo obiettivo sulla Popolare di Milano, in seguito allo stacco dei diritti dell’aumento di capitale. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni. Inoltre, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha aumentato la posizione “short” sulla Popolare di Milano, portandola dallo 0,93% all’1,19%.
Segno meno per il Monte dei Paschi di Siena. L’istituto toscano ha terminato la giornata con un ribasso dell’1,09% a 24,45 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno ritoccato il prezzo obiettivo sulla banca senese in seguito al recente raggruppamento azionario, portandolo a 23,9 euro. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).
In territorio negativo anche la Popolare dell’Emilia Romagna (-1,53% a 8,035 euro). In giornata si sono riuniti i vertici dell’istituto per l’esame dei risultati del primo trimestre del 2014.
Il Banco Popolare ha registrato un ribasso del 2,29% a 14,05 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno tagliato da 20 euro a 17 euro il target price sull’istituto. Al contrario, la stessa banca d’affari ha aumentato da 5,7 euro a 6,2 euro per azione la valutazione su UBI Banca (-0,89% a 6,66 euro). Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere) su entrambi gli istituti. Intanto, dalle comunicazioni giornaliere fornite dalla Consob si apprende che Marshall Wace ha aumentato la posizione “short” sul Banco Popolare, portandola dall’1,09% all’1,16%.
In rosso anche IntesaSanpaolo (-0,49% a 2,448 euro) e Unicredit (-1,33% a 6,3 euro).
Il Credem ha lasciato sul terreno il 2,98% a 7,17 euro. Gli analisti di Deutsche Bank hanno incrementato da 6,6 euro a 7,1 euro il prezzo obiettivo sull’istituto. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Hold” (mantenere).

Fiat Chrysler ha registrato una flessione dell’1,17% a 8,47 euro. In giornata si sono riuniti i vertici della società automobilistica per l’esame dei risultati del primo trimestre del 2014. Inoltre, il management ha presentato i target del piano industriale relativo al periodo 2014-2018. Le prime indicazioni diffuse dalla società non hanno convinto gli addetti ai lavori.
In agenda anche il CdA per l’approvazione della trimestrale di Finmeccanica (-1,36% a 6,54 euro). Intanto, la società aeronautica ha comunicato che la controllata AnsaldoBreda, si è aggiudicata un contratto da Ferrovie Nord del valore complessivo di circa 100 milioni di euro. L'accordo firmato prevede la realizzazione di 7 treni modello TSR.

Riflettori accesi sugli energetici.
ENI è scesa dello 0,11% a 18,6 euro. Gli analisti di Morgan Stanley hanno alzato da 18 euro a 20 euro il target price sul Cane a sei zampe. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).
Anche Tenaris in rosso (-0,25% a 15,89 euro). Nuove indicazioni dagli analisti sulla società, dopo la diffusione dei risultati trimestrali. Gli esperti di Goldman Sachs hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo, portandolo da 14,4 euro a 15 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il triennio 2014/2016. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di vendita delle azioni.
In territorio positivo Saipem (+0,77% a 19,69 euro). Si è riunita l’assemblea degli azionisti della società per l’approvazione del bilancio del 2013. Nel corso della riunione, il numero uno di Saipem, Umberto Vergine, ha dichiarato che l’azienda punta ad acquisire nuove commesse, focalizzandosi su America Latina, Canada, Mar Caspio e Medio Oriente. Il manager ha confermato le stime finanziarie per l’intero 2014, che dovrebbe chiudersi con un utile netto compreso tra i 280 milioni e i 380 milioni di euro.
Snam ha messo a segno un rialzo dell’1,25% a 4,378 euro. La società ha chiuso il primo trimestre del 2014 con ricavi per 907 milioni di euro, in aumento dell’1,2% rispetto agli 896 milioni ottenuti nei primi tre mesi dello scorso anno. Più consistente la crescita dell’utile netto che è balzato del 20,7% da 242 milioni a 292 milioni di euro, grazie a una migliore gestione del costo del debito. A fine marzo l’indebitamento netto della società era sceso a 13,12 miliardi di euro, rispetto ai 13,33 miliardi di inizio anno. I vertici di Snam hanno confermato l’obiettivo di investire 6 miliardi di euro nel periodo 2014/2017.

Mediaset è scesa dello 0,15% a 3,966 euro. Gli analisti di Citigroup hanno tagliato le stime sull’utile per azione del gruppo del Biscione per il biennio 2014/2015, sulla previsione di un calo della raccolta pubblicitaria nel primo trimestre dell’anno. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni, sulla base di un prezzo obiettivo di 2,7 euro.

GTech ha ceduto lo 0,52% a 21,16 euro. La società ha comunicato che la controllata GTECH Global Services Corporation si è aggiudicata il contratto di dieci anni con la National Lottery of Belgium. Il contratto ha decorrenza da maggio 2014 e prevede ricavi totali nel decennio per circa 125 milioni di euro.

STM è salita dell’1,1% a 6,87 euro. Equita sim ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul gruppo italofrancese, portandolo da 6,8 euro a 7 euro, in seguito alla revisione dei parametri di valutazione dell’azienda. Gli esperti hanno limato le stime sui ricavi per il triennio 2014/2016, mentre hanno confermato il rating “Hold” (mantenere).

Campari ha subito un calo dell’1,19% a 6,22 euro. Gli analisti di Citigroup hanno tagliato il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 7,37 euro a 7,1 euro, in seguito alla riduzione delle stime sull’utile per azione per il biennio 2014/2015. Tuttavia, gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.

Salvatore Ferragamo ha ceduto lo 0,57% a 22,84 euro. Gli analisti di Jp Morgan hanno ridotto le stime finanziarie per il biennio 2014/2015. Tuttavia, gli esperti hanno confermato il target price di 24,5 euro e il giudizio “Neutrale”. La stessa banca d’affari ha ridotto le previsioni finanziarie per l’esercizio in corso su Tod’s (-0,89% a 100,6 euro). Gli esperti hanno confermato il prezzo obiettivo di 92 euro e il rating “Neutrale”.

Prysmian è salita dello 0,38% a 18,54 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 30 aprile Norges Bank è diventato uno dei maggiori azionisti della società quotata, con una partecipazione del 2,265%. Al contrario, il 29 aprile UBS aveva ridotto la quota detenuta in Prysmian, portandola dal 2,138% all’1,791%.

Atlantia ha guadagnato lo 0,81% a 18,6 euro. Gli analisti di Société Générale hanno alzato il prezzo obiettivo sulla concessionaria autostradale, portandolo da 19 euro a 21,9 euro, in seguito alla revisione delle valutazione delle attività italiane. Gli esperti hanno ribadito l’indicazione di acquisto delle azioni.
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