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Generali, il piano industriale al 2021

Il piano al 2021 del Leone di Trieste prevede di consolidare la sua leadership, puntare sui mercati assicurativi ad alto potenziale e sviluppare una piattaforma globale nell’asset management

di Mauro Introzzi 21 nov 2018 ore 07:53

generali-logoGenerali ha alzato il velo sulle sue strategie al 2021. Il piano del Leone di Trieste prevede di consolidare la sua leadership, puntare sui mercati assicurativi ad alto potenziale e sviluppare una piattaforma globale nel segmento dell’asset management. Tra i target la crescita degli utili per azione tra il 6% e l’8% e un payout ratio tra il 55% e il 65%.

 

GENERALI: HIGHLIGHTS DEL PIANO 2021

Per il prossimo triennio i vertici di Generali confermano l’obiettivo di consolidare la leadership del gruppo in Europa, in particolare in Italia e in Germania, oltre a proseguire il turnaround in Francia.

Inoltre, il colosso assicurativo su focalizzerà sui mercati assicurativi ad alto potenziale con l’obiettivo di ottenere una crescita profittevole in Asia e America Latina e potenziare l'offerta per le piccole e medie imprese. Da questo deriverà il 15-25% del tasso annuo composto di crescita degli utili nel periodo 2018/2021.

Generali punta anche a sviluppare una piattaforma globale nel segmento dell’asset management, per diventare un frachise globale partendo dall'attuale base europea. In questo caso la compagnia assicurativa potrà accelerare l’espansione con acquisizioni disciplinate. Da questo deriverà il 15-20% del tasso annuo composto di crescita degli utili nel periodo 2018/2021.

 

PIANO GENERALI, I TARGET FINANZIARI

Da qui al 2021, il Leone di Trieste si impegna a far crescere i profitti, con un target del tasso annuo composto di crescita degli utili per azione compreso tra il 6% e l’8%, negli esercizi tra il 2018 e il 2021.

Generali ha poi definito la sua politica dei dividendi e prevede di distribuire in cedole (il cosiddetto payout ratio) una quota compresa tra il 55% e il 65%. Il colosso assicurativo punta su “un livello attrattivo di profittabilità” e si pone l’obiettivo di un ROE (Return on Equity, ossia il rendimento del capitale) medio superiore all’11,5%.

Per raggiungere questi obiettivi Generali intende perseguire una crescente profittabilità core proveniente dal business assicurativo e da quello dell’asset management di Generali, una maggiore efficienza con un target di ulteriore riduzione delle spese pari a 200 milioni di euro nei mercati maturi entro il 2021, una gestione attiva delle spese per interessi e la ridistribuzione del capitale per supportare iniziative di crescita profittevoli.

 

PIANO GENERALI, L’OTTIMIZZAZIONE FINANZIARIA

Tra gli obiettivi di Generali, in termini di ottimizzazione finanziaria, c’è l’aumento della generazione di cassa a una quota superiore di 10,5 miliardi di euro nel periodo 2019-2021.

In particolare, la compagnia assicurativa ha precisato che nel triennio del piano saranno destinate risorse comprese tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro per finanziare la remunerazione degli azionisti, mentre altri 3-4 miliardi serviranno per finanziare i progetti di crescita del gruppo, non escludendo eventuali acquisizioni ma solo nel caso in cui fossero allineati a stringenti criteri di investimento.

Il Leone punta a aumentare le rimesse di cassa cumulative alla holding, alzandole del 35%.

Infine la società intende ridurre il suo debito e i suoi costi. L’esposizione sarà tagliata di una quota tra gli 1,5 e i 2 miliardi di euro al 2021, con un calo delle spese per interessi tra i 70 e i 140 milioni di euro all’anno.

 

GENERALI, INVESTIMENTI NEL PIANO

Il management di Generali ha messo sul piatto investimenti per circa un miliardo di euro, destinati a iniziative strategiche interne nel triennio 2019/2021.

Tre gli obiettivi di questo pilastro strategico: diventare “life-time partner” per i clienti, promuovere la trasformazione digitale della distribuzione e trasformare e digitalizzare il modello operativo.

 

PIANO GENERALI, LE DICHIARAZIONI DEL MANAGEMENT

Nel corso della presentazione del piano industriale alla comunità finanziaria, l'amministratore delegato di Generali, Philippe Donnet, ha evidenziato che ogni aumento di 100 punti base dello spread tra Btp e Bund decennali detemina un peggioramento di 12 punti base sul Solvency Ratio.

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