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Generali: la fusione con Alleanza, il debito e Intesa Vita

Il Leone di Trieste ha approvato il progetto di fusione per incorporazione di Alleanza. Un’operazione che si inserisce all’interno di un piano di razionalizzazione che vedrà poi fondersi Alleanza e Toro in un’entità da 3,3 milioni di clienti e una quota di mercato superiore al 5%. Nel frattempo Perissinotto ha rilasciato alcune indicazioni di rilievo sul debito, il dividendo e il futuro di Intesa Vita.

di Mauro Introzzi 24 feb 2009 ore 11:13
Nella giornata di ieri il consiglio di amministrazione di Generali ha approvato il progetto di fusione per incorporazione della controllata Alleanza Assicurazioni. Un’operazione che si inserisce all’interno di un piano di razionalizzazione che vedrà poi fondersi Alleanza e Toro in un’entità da 3,3 milioni di clienti, con una quota di mercato superiore al 5% e attiva nel ramo vita e danni.

Il regolamento dell’operazione avverrà “carta contro carta” e non determinerà l’insorgenza del diritto di recesso in capo agli azionisti di Alleanza. La fusione per incorporazione di Alleanza in Generali avverrà mediante emissione di nuove azioni, con un rapporto di cambio stato fissato in 0,33 azioni di Generali per ogni azione Alleanza. Il concambio riflette un premio del 6% e del 13% rispetto ai prezzi medi degli ultimi 3 e 6 mesi. Per Generali, l’operazione è immediatamente accrescitiva in termini di Embedded Value per azione.

L'operazione, secondo quanto dichiarato dal Leone di Trieste dovrebbe garantire entro il 2012 sinergie annue lorde per 200 milioni di euro, di cui sinergie di ricavo fino a 100 milioni grazie a nuove opportunità di cross selling, sinergie di costo per 60 milioni e benefici fiscali netti annui per 40 milioni.

Per quanto riguarda la questione dividendi, i due gruppi proporranno cedole che non avranno impatto sul concambio fissato per la fusione. La politica dei dividendi deve pertanto restare all'interno di un range molto ristretto. In altre parole il dividendo di Alleanza sarà molto vicino ad essere pari a 0,33 volte la cedola di Generali.

Nel presentare l’operazione, intanto, il numero uno del gruppo, Giovanni Perissinotto, ha dichiarato che la società non vede alcun problema a rifinanziare il proprio debito. Il Leone ha tutte le autorizzazioni necessarie per emettere bond e alcune istituzioni già interessate a sottoscrivere le obbligazioni.

Sulla joint venture nel bancassurance con IntesaSanpaolo, Intesa Vita, il manager ha dichiarato che la questione rimane aperta, visto che nulla si è deciso in merito a un’eventuale chiusura della partnership, che scade a fine anno. Le decisioni, probabilmente, saranno prese il giorno dell’assemblea chiamata ad approvare il bilancio.

Tra i primi a commentare l’operazione gli analisti di Deutsche Bank, che hanno confermato il loro rating “hold” (mantenere) con un target price in calo a 16,3 euro.
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