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Finmatica, è fallimento

La notizia ufficiale è arrivata nel corso del pomeriggio.Chiesta l'ammissione alla Prodi-Bis per la controllata Trend. Intanto, la procura di Brescia ha aperto un'indagine in relazione al collocamento del prestito obbligazionario da 100 milioni di euro. Secondo gli inquirenti, al momento dell’emissione del bond, Finmatica sarebbe già stata in difficoltà e i vertici dell’azienda avrebbero nascosto lo stato dell’azienda sia ai risparmiatori che alle autorità vigilanti.

di La redazione di Soldionline 10 dic 2004 ore 15:53

La notizia ufficiale è arrivata nel corso del pomeriggio. Il tribunale di Brescia ha ufficializzato il fallimento di Finmatica (profilo, grafico, quotazioni). Nessuna sorpresa, comunque, da questa sentenza. Già ieri, i vertici di Finmatica, constatato che i tempi si allungavano a dismisura e per evitare l'azzeramento del valore di alcune aziende del gruppo, avevano richiesto l'ammissione alla procedura di amministrazione controllata (la cosiddetta Prodi Bis) per la controllata Trend SpA, la società del gruppo che gestisce tutte le attività di software finanziario e che probabilmente rappresenta l'unico asset di valore del gruppo. In questa maniera, la software house potrà richiedere l'ammissione alla procedura di amministrazione controllata anche per la capogruppo Finmatica. A causa della ristrettezza dei tempi e della mancanza di garanzie finanziarie, era stata scartata l'ipotesi di procedere con un concordato preventivo. Antonio Passantino è stato nominato curatore fallimentare, mentre giudice delegato è Gianni Sabbatini.
Ora la dichiarazione di fallimento dovrebbe far scattare il default tecnico del prestito obbligazionario da 100 milioni di euro emesso nel 2002 e in scandenza nel luglio del 2005.

Ma non bastano i problemi finanziari per la software house bresciana, ex stella della new economy italiana. Sui vertici della società sono riapparsi i guai giudiziari, gli stessi che a inizio 2004 avevano contribuito alla debacle della società. All'inizio dell'anno, infatti, il presidente e fondatore di Finmatica, Pierluigi Crudele, e l'ex amministratore delegato dell'azienda, Fabio Bottari, erano finiti in carcere per alcuni giorni, in seguito alle indagini della procura di Brescia per le ipotesi di reato di falso in bilancio, aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza.
Ora le stesse indagini si sono spostate proprio sul prestito obbligazionario da 100 milioni di euro. La procura di Brescia, infatti, ha aperto un'indagine contro ignoti in relazione al collocamento di questo bond. Gli inquirenti ipotizzano addirittura il reato di truffa e a questo proposito sarebbe già scattata una rogatoria per acquisire in Lussemburgo (il bond è stato emesso dalla controllata olandese Finmatica BV ed era quotato alla borsa del granducato europeo) i documenti relativi all'emissione delle obbligazioni. Secondo la procura di Brescia, al momento dell'emissione del bond, Finmatica sarebbe già stata in difficoltà e i vertici dell'azienda avrebbero nascosto lo stato dell'azienda sia ai risparmiatori che alle autorità vigilanti. Inoltre, gli inquirenti vogliono capire quante obbligazioni siano finite nelle tasche dei piccoli risparmiatori e se la scelta di acquistare i bond Finmatica sia avvenuta in maniera indipendente oppure se sollecitata dagli istituti finanziari, interessati a 'sbarazzarsi' di questo scomodo investimento.

Infine, i vertici di Finmatica hanno aggiornato la situazione patrimoniale della capogruppo, che alla fine di novembre evidenziava un indebitamento netto di 81,8 milioni di euro, in leggero aumento rispetto agli 80,2 milioni di fine ottobre. Sempre al 30 novembre l'esposizione a breve verso gli istituti bancari era cresciuta a 80,1 milioni.

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