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Fiat crolla e Milano riduce i rialzi

Sul titolo del gruppo del Lingotto sono scattate le vendite, dopo la diffusione dei dati del 2013, risultati inferiori alle attese degli analisti. Bene Luxottica e Telecom

di Edoardo Fagnani 29 gen 2014 ore 12:30

Fiat protagonista in negativo a Piazza Affari. Il titolo del gruppo del Lingotto registra uno scivolone del 4,31% a 7,22 euro, dopo la diffusione dei risultati del 2013. I dati sono stati inferiori alle attese degli analisti. Nel dettaglio Fiat ha chiuso il 2013 con ricavi per 86,8 miliardi di euro, in crescita del 3% rispetto al 2012. Il reddito operativo è stato pari a 2,97 miliardi di euro di euro dai 3,4 miliardi di euro nel 2012. L'utile netto è balzato a 1,95 miliardi di euro, dagli 896 milioni di euro nel 2012. La quota attribuibile ai soci della capogruppo si è fermata a 904 milioni di euro, dai 44 milioni di euro del 2012. Al netto di componenti non ricorrenti l’utile netto è stato pari a 943 milioni di euro dagli 1,14 miliardi del 2012. Fiat esclusa Chrysler avrebbe registrato una perdita di 911 milioni di euro, in crescita dai 787 milioni di euro nel 2012. Le stime degli analisti per l’intero 2013 indicavano per Fiat un utile netto di 1,07 miliardi di euro e un risultato operativo 3,61 miliardi. Inoltre, il management ha deciso di non distribuire alcun dividendo con riferimento al bilancio del 2013.
CNH Industrial scende dello 0,84% a 8,28 euro. Morgan Stanley ha tagliato da 10 euro a 9 euro per azione la valutazione sulla società. Gli esperti hanno confermato il giudizio “Equalweight” (neutrale).

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Piazza Affari e le principali borse europee riducono i guadagni registrati in avvio di giornata, nonostante la decisione della banca centrale della Turchia di aumentare il costo del denaro. Riflettori accesi sull’asta dei BOT semestrali: il Tesoro ha collocato titoli per un ammontare di 8 miliardi di euro, con un rendimento sceso allo 0,59%.
Il FTSEMib limita il rialzo allo 0,27%, mentre il FTSE Italia All Share guadagna lo 0,31%. Rialzi superiori al mezzo punto percentuale per il FTSE Italia Mid Cap (+0,68%) e il FTSE Italia Star (+0,85%).
L’euro è tornato a sfiorare gli 1,37 dollari, in attesa delle decisioni della FED in materia di politica monetaria. L’oro è risalito a 1.255 dollari.

Spunti importanti tra i bancari.
Anche oggi vendite sul Banco Popolare, dopo i pesanti ribassi accumulati nelle ultime due giornate. Il titolo dell’istituto scende dell’1,05% a 1,227 euro.
La Popolare dell’Emilia Romagna sale dell’1,36% a 7,095 euro. Société Générale ha iniziato la copertura sull’istituto con un prezzo obiettivo di 7,5 euro e un giudizio “Hold” (mantenere). Gli esperti apprezzano l’elevata copertura dei crediti rischiosi, mentre l’Asset Quality Review potrebbe nascondere alcune insidie.
UBI Banca guadagna lo 0,97% a 5,23 euro. Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa l’istituto avrebbe lanciato un prestito obbligazionario garantito decennale per un ammontare di un miliardo di euro. Il rendimento del titolo è indicato a oltre 128 punti rispetto al tasso mid swap di pari durata. Il titolo avrebbe ottenuto ordini per 5 miliardi di euro.
Bene anche IntesaSanpaolo (+1,12% a 1,99 euro). Secondo quanto riportato da alcune agenzie stampa l’istituto starebbe studiando il lancio di un prestito obbligazionario garantito della durata di 12 anni. Il rendimento del titolo è indicato a oltre 115 punti rispetto al tasso mid swap di pari durata.


Luxottica balza del 3,71% a 39,96 euro, dopo uno stop per eccesso di rialzo in avvio di giornata. La società ha chiuso il 2013 con ricavi per 7,31 miliardi di euro, in aumento del 7,5% rispetto ai 7,09 miliardi ottenuti nell'esercizio precedente. Nel solo quarto trimestre il fatturato del gruppo è cresciuto del 7,6% a 1,65 miliardi di euro. I vertici dell'azienda hanno manifestato cauto ottimismo sulle prospettive di crescita per l'esercizio in corso. Nel corso di un’intervista pubblicata su La Repubblica, il numero uno di Luxottica, Andrea Guerra, ha dichiarato che nei prossimi 3 anni la società punterà a raggiungere i 10 miliardi di fatturato. Non si sono fatte attendere le indicazioni delle banche d’affari. Mediobanca ha alzato da 39,6 euro a 44,5 euro il target price su Luxottica e ha migliorato ad “Outperform” (farà meglio del mercato) il giudizio. Gli esperti hanno apprezzato la forte crescita dell’azienda e la limitata esposizione nei paesi emergenti. Sulla stessa lunghezza d’onda Equita sim, che ha incrementato da 38 euro a 45 euro il prezzo obiettivo sulla società, in seguito al miglioramento delle stime sull’utile per azione per il biennio 2015/2016. Gli analisti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Generali cede lo 0,49% a 16,37 euro. Dalle comunicazioni giornaliere diffuse dalla Consob si apprende che il 20 gennaio UBS è diventato uno dei maggiori azionisti della compagnia triestina con una quota del 2,162% del capitale.

Molto bene Telecom Italia (+1,72% a 0,8285 euro). La compagnia telefonica ha deciso di rimborsare anticipatamente tutti i titoli subordinati “ibridi” in circolazione denominati "€750,000,000 Capital Securities due 2073", emessi lo scorso 13 marzo 2013.

Eni registra un minimo rialzo dello 0,06% a 16,9 euro. Bank of America ha limato da 19,7 euro a 19 euro per azione la valutazione sul Cane a sei zampe. Tuttavia, gli esperti hanno confermato l’indicazione di acquisto delle azioni.

Finmeccanica guadagna lo 0,84% a 6,58 euro. La controllata AgustaWestland si è aggiudicata nuovi contratti nel Regno Unito per un ammontare di circa 910 milioni di euro.

Buzzi Unicem perde l’1,68% a 13,43 euro. Jp Morgan ha ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sulla società, portandolo da 12,2 euro a 12,7 euro, grazie agli investimenti effettuati dall’azienda negli Stati Uniti. Tuttavia, il giudizio è “Underweight” (sottopesare). La stessa banca d’affari ha incrementato da 5 euro a 7 euro il target price su Italcementi (+1,19% a 7,235 euro). Gli esperti hanno migliorato da “Underweight” a “Neutrale” il rating.

Salvatore Ferragamo è in ribasso dell’1,3% a 22,77 euro. Société Générale ha limato da 22,5 euro a 21,5 euro il prezzo obiettivo sulla società del lusso, in seguito alla riduzione delle stime sul fatturato e sulla redditività per i prossimi esercizi. Gli esperti hanno confermato l’indicazione di vendita delle azioni.

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