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FCA: offerta ufficiale a Renault per una fusione

Dalla fusione dei 2 gruppi nascerebbe un colosso (contando anche Nissan e Mitsubishi) da più di 15 milioni di autoveicoli all’anno. Stimate oltre 5 miliardi di euro di sinergie

di Mauro Introzzi 27 mag 2019 ore 07:57

fca-renaultÈ ufficiale: dopo le indiscrezioni del fine settimana, riportate inizialmente dal Financial Times e poi da altre importanti testate internazionali, FCA ha annunciato di aver formulato al consiglio di amministrazione di Group Renault la proposta di un’aggregazione delle rispettive attività nella forma di una fusione paritetica, ossia con un peso nell’entità eventualmente nascente del 50% ognuna. La proposta è stata formulata mediate una lettera non vincolante.

In questo approfondimento:

 

FUSIONE FCA-RENAULT, LE PREMESSE DELLA PROPOSTA

La mossa di Fiat Chrysler Automobiles arriva in scia a iniziali dialoghi operativi tra le due società per identificare prodotti e ambiti geografici in cui si potrebbe collaborare, in particolar modo nello sviluppo e nella commercializzazione di nuove tecnologie. Secondo la nota del gruppo italoamericano “tali dialoghi hanno chiarito che una più ampia collaborazione tramite una aggregazione migliorerebbe sostanzialmente l’efficienza del capitale e la velocità nello sviluppo dei prodotti. Il razionale dell’aggregazione è anche rafforzato dal bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore automobilistico in campi come la connettività, l'elettrico e i veicoli a guida autonoma”.

 

FCA-RENAULT, I RISULTATI ECONOMICI DELLA FUSIONE

Con il matrimonio tra FCA e Renault verrebbe a crearsi uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia. FCA e Renault venderebbero insieme circa 8,7 milioni di veicoli. In altre parole si creerebbe “un leader mondiale nelle tecnologie EV, nei marchi premium, nei SUV, nei pickup e nei veicoli commerciali e avrebbe una più ampia e più bilanciata presenza globale rispetto a quella che ciascuna società ha da sola”.

Su una semplice base aggregata, sulla base dei risultati 2018, i ricavi della società risultante dalla fusione sarebbero quasi 170 miliardi con un utile operativo di oltre 10 miliardi di euro e un utile netto di oltre 8 miliardi di euro.

FCA ricorda di avere una storia di aggregazioni di successo e che quindi il suo consiglio di amministrazione crede fermamente che “l’aggregazione, che avrebbe la dimensione, l’esperienza e le risorse per destreggiarsi con successo nell’industria automobilistica in rapida evoluzione”.

 

I POTENZIALI TERMINI DELL’ACCORDO

La nota di FCA individua anche i possibili termini di un accordo: secondo la proposta italoamericana, gli azionisti di ciascuna società riceverebbero una quota azionaria equivalente nella società risultante dalla fusione. L’aggregazione verrebbe effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese.

Il consiglio di amministrazione della società risultante dalla fusione sarebbe inizialmente composto da 11 membri con una maggioranza di consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri, 4 ciascuna, in rappresentanza di FCA e Groupe Renault ed uno designato da Nissan.
La capogruppo sarà quotata su Borsa Italiana, Euronext di Parigi e al New York Stock Exchange.

Prima che l’operazione sia completata, per attenuare la disparità dei valori sul mercato azionario, gli azionisti di FCA riceverebbero anche un dividendo di 2,5 miliardi. Inoltre, prima del completamento dell’operazione, sarebbero distribuite agli azionisti di FCA le azioni Comau oppure un dividendo aggiuntivo di 250 milioni di euro se lo spin-off di Comau non dovesse avere corso.

 

BENEFICI DALLA FUSIONE FCA-RENAULT

FCA elenca anche i benefici derivanti dalla combinazione delle due attività. L'aggregazione delle attività metterà insieme punti di forza complementari: creerebbe un portafoglio marchi che fornirà una copertura completa del mercato con una presenza in tutti i segmenti chiave dai marchi di lusso / premium come Maserati e Alfa Romeo ai forti marchi access come Dacia e Lada e includerebbe i ben noti marchi Fiat, Renault, Jeep e Ram così come i veicoli commerciali. Groupe Renault ha una forte presenza in Europa, Russia, Africa e Medio Oriente, mentre FCA è posizionata in modo unico nei segmenti ad alto margine in Nord America ed è un leader di mercato in America Latina.

La capacità di FCA nella guida autonoma, che comprende le partnership con Waymo, BMW e Aptiv, è completata dalla decennale esperienza nella tecnologia EV di Groupe Renault, Original Equipment Manufacturer (OEM) EV che più vende in Europa. Groupe Renault ha anche un'attività finanziaria ben consolidata e redditizia (RCI Banque).

Dal punto di vista geografico, in base alle vendite globali di FCA e di Groupe Renault del 2018, la società risultante dalla fusione sarebbe la quarta nel Nord America, la seconda in EMEA e la prima in America Latina e avrebbe maggiori risorse necessarie per accrescere la propria presenza nella regione APAC.

 

BENEFICI PER I RISPETTIVI GLI AZIONISTI

L’aggregazione sarebbe molto vantaggiosa per gli azionisti di FCA e di Groupe Renault realizzando oltre 5 miliardi di euro stimati di sinergie annuali, incrementando le sinergie esistenti dell'alleanza tra Renault ei marchi Nissan e Mitsubishi. Queste sinergie deriverebbero principalmente dalla convergenza delle piattaforme, dal consolidamento degli investimenti nei sistemi di propulsione e nell’elettrificazione e da economie di scala.
FCA stima, basandosi sulla propria esperienza, che circa il 90% delle sinergie derivererebbe da risparmi di acquisto (~ 40%), efficienze R&S (~ 30%), produzione e efficienze delle attrezzature (~ 20%).

In queste stime sui risparmi sarebbe inclusa la possibilità di ridurre il numero complessivo di piattaforme di veicoli di circa il 20% e delle famiglie di motori di circa il 30%. Si prevede che il totale delle sinergie run-rate stimate sarà raggiunto entro la fine del sesto anno dalla chiusura dell’operazione, con circa l'80% raggiunto nel quarto anno.

Tenendo conto dell'impatto dei circa 3-4 miliardi di euro dei costi di implementazione cumulativi, si stima che le sinergie produrrebbero un flusso di cassa netto neutro nel primo anno e positivo a partire dal secondo anno in avanti.

 

IL RUOLO DI NISSAN E MITSUBISHI

Mentre la proposta si concentra su di una aggregazione tra FCA e Groupe Renault, FCA è impaziente – quale parte di una unica azienda con Groupe Renault -, di lavorare con le società partner dell’alleanza di Groupe Renault (Nissan e Mitsubishi) alla ricerca dei modi in cui creare ulteriore valore per tutti i membri dell’Alleanza. FCA riconosce lo standing e i risultati raggiunti dai partner di Groupe Renault e vede significativi vantaggi previsti da una partnership allargata, per tutte le parti. La fusione di FCA e Groupe Renault insieme con i partner Nissan e Mitsubishi sarebbe la più grande alleanza al mondo nel comparto automobilistico, vendendo più di 15 milioni di veicoli annui. Le ulteriori sinergie derivanti dalla fusione di FCA e Groupe Renault che dovrebbero maturare per Nissan e Mitsubishi semplicemente per la loro appartenenza all’Alleanza sono stimate in un valore intorno ad 1 miliardo incrementale su base annua.

Questa proposta offre l’opportunità di creare la terza società automobilistica globale, con un marchio e una presenza geografica ampia, complementare e forte, e con importanti punti di forza nelle nuove tecnologie. Questa proposta conferma e sottolinea il valore dell’esistente Alleanza e il suo potenziale di diventare ancora più forte nel futuro.

 

IL VAGLIO DI RENAULT

Nonostante non ci sia certezza che questa proposta andrà a buon fine, il consiglio di amministrazione di FCA ha fortemente supportato e approvato la proposta che ora sarà esaminata dal consiglio di amministrazione di Groupe Renault. Gli accordi definitivi per l’aggregazione proposta sono soggetti a negoziazione e all’esame finale e all’approvazione dei consigli di amministrazione di FCA e di Groupe Renault. Il completamento dell’aggregazione proposta sarebbe anche soggetto alle consuete closing conditions, tra le quali l’approvazione degli azionisti di ciascuna società ed il soddisfacimento dei requisiti antitrust e delle ulteriori normative.

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