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Fallimento Fin.part: Mittel cede Industries Srl

di La redazione di Soldionline 19 dic 2005 ore 19:58 Le news sul tuo Smartphone
Una nota di Mittel annuncia che in data odierna Brands Partners Spa ha acquistato l’intero capitale sociale di Industries Srl, “che, in qualità di conferitaria, dal 1° maggio scorso era subentrata nella proprietà e nella gestione operativa dell’azienda già di Pepper Industries Spa”. A tale azienda fa capo la produzione e la distribuzione di capi di abbigliamento contraddistinti dai marchi di proprietà Henry Cottons, Marina Yachting e Coast Weber & Ahaus e, in licenza, Moncler, Cerruti 1881 Blue e Cerruti Jeans per un giro di affari al 31 dicembre 2004 di oltre 185 milioni di euro, ricorda la nota.
Brands Partners ha inoltre stipulato un accordo per acquisire il 75% del capitale sociale di Moncler Spa, proprietaria del marchio omonimo (il restante 25 % è già di proprietà di Industries Srl). Azionisti della società acquirente sono attualmente la Mittel Spa (65%) e Remo Ruffini (35%), imprenditore e stilista di tutti i marchi interessati. In base ad accordi preesistenti, nel capitale di Brands Partners interverranno l’Istituto Atesino di Sviluppo SpA (Isa) e il fondo comune chiuso Progressio Investimenti, promosso da Mittel stessa, Isa e Fondazione Cassa di Risparmio di Trento e Rovereto, mentre Ruffini potrà salire al 50 % del capitale della società.
La girata delle quote di Industries è stata sottoscritta oltre che dai liquidatori della venditrice Pepper Industries Spa e dai rappresentanti dell’acquirente, anche dal curatore della controllante della venditrice Finpart Spa dr. Piero Canevelli, debitamente autorizzato dal giudice delegato del fallimento di Finpart stessa. All’atto della girata l’acquirente ha versato una prima rata di prezzo pari a 24 milioni di euro, fondi sufficienti ad estinguere tutte le posizioni debitorie della venditrice Pepper. In pari data l’assemblea di Industries Srl ha nominato amministratori della società Remo Ruffini con la carica di Presidente, Pietro di Nola, Antonio Arcaro e Sergio Buongiovanni. (l.s.)
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