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Etf, dividendi sì o dividendi no?

Una delle caratteristiche che rendono appetibili gli etf che replicano indici azionari o obbligazionari è che essi possono distribuire agli investitori rispettivamente i dividendi o gli interessi relativi. Ma da cosa dipende la decisione da parte del gestore di staccare la cedola? Vediamolo insieme.

di La redazione di Soldionline 22 mar 2005 ore 12:08
Una delle caratteristiche che rendono appetibili gli etf che replicano indici azionari o obbligazionari è che essi possono distribuire agli investitori rispettivamente i dividendi o gli interessi relativi. Ma quanti tra i fondi quotati su Piazza Affari hanno pagato? Pochi, solo uno su due. Tra questi lo S&P Master Unit, l'etf con maggior capitalizzazione, che nello scorso anno ha distribuito un coupon pari a 0,88 euro per quota.

Ma da cosa dipende la decisione da parte del gestore di staccare la cedola? Il valore dell'etf è dato dal NAV (net asset value, il valore netto delle attività) che è costituito dal paniere di titoli che replicano l'indice di riferimento, a cui vanno aggiunti i dividendi attesi al netto dei costi di gestione. Poiché lo scopo di questi strumenti è proprio quello di replicare più fedelmente possibile il benchmark il gestore potrà scegliere se acquistare tutti i titoli nelle medesime proporzioni che compongono l'indice sottostante oppure solo quelli con il maggior peso in modo da discostarsi il meno possibile dall'indice sottostante. Quest'ultima modalità è la più diffusa tra i gestori poiché acquistare tutti i titoli che compongono il portafoglio di riferimento presuppone come condizioni che l'indice sia composto da pochi elementi, in modo che vengano minimizzati i costi di deposito e che il fondo abbia a disposizione un patrimonio elevato.

La gestione passiva, caratteristica propria degli etf, implica quindi che la libertà del broker sia limitata alle correzioni necessarie per allineare il portafoglio all'indice. E' così che i dividendi non distribuiti vengono capitalizzati, ovvero trattenuti come liquidità, con lo scopo di far fronte ad eventuali errori di replica del benchmark. Al contrario, nel caso in cui vi sia della liquidità in eccesso al netto dei costi di gestione allora si potrà procedere alla distribuzione dei proventi agli investitori.

Ma se da una parte lo stacco della cedola rimane un incognita per gli investitori in quanto va a discrezione del gestore, dall'altra esistono prodotti che puntano proprio sui dividendi: l'iShares DJ selected dividend index fund (Dvy) è un etf che investe in 100 società quotate negli Usa, scelte tra quelle che hanno, negli ultimi anni, sempre aumentato i propri rendimenti in termine di cedole.



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