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Eni vira sul Medio Oriente con un piano da 4,3 miliardi (Il Sole24Ore)

di Mauro Introzzi 22 set 2019 ore 10:53 Le news sul tuo Smartphone

eni-logo-marchioIl quotidiano economico in edicola sabato 21 settembre, descrive quanto fatto da Eni (e quanto Eni potrebbe fare) nell’area del Medio Oriente. In questi ultimi 16 mesi il Cane a sei zampe “ha messo a segno un ricco bottino nella penisola arabica: sedici accordi firmati tra Bahrain, Oman e soprattutto Emirati Arabi Uniti, per 117mila chilometri quadrati di nuove concessioni”. Il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha raccolto così i frutti di una “necessaria diversificazione geografica”.

E non sarebbe finita qui. Da qui al 2022 la società è pronta a mettere in campo 2,5 miliardi di dollari di investimenti nell’upstream (2,2 miliardi di euro) solo nella penisola arabica. Si tratta di oltre la metà dello sforzo, pari a 4,7 miliardi di dollari (4,3 miliardi di euro) destinato a tutto il Medio Oriente.

L’obiettivo è quello di arrivare a produrre, al 2024, 400mila nuovi barili di olio al giorno in quota al gruppo. Ossia un miliardo in più di flussi di cassa disponibili (free cash flow) non appena la “macchina” di Eni nell’area andrà a pieni giri.

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