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Eni, il bond andrà al riparto

Grandissimo successo per il collocamento obbligazionario di Eni. Le richieste hanno raggiunto i 2,5 miliardi di euro, tanto che in queste ore si è appreso che sarà necessario andare al riparto.

di Mauro Introzzi 18 giu 2009 ore 11:47
Grandissimo successo per il collocamento obbligazionario di Eni. Dopo che il primo miliardo è andato praticamente a ruba nel giro di una giornata, anche il secondo miliardo messo a disposizione dal cane a sei zampe è andato esaurito. Le richieste, nella giornata di ieri, hanno invece raggiunto i 2,5 miliardi di euro, tanto che in queste ore si è appreso che sarà necessario andare al riparto.
In altri termini le richieste saranno soddisfatte solo parzialmente e non è escluso (anzi sembra molto probabile) che l’offerta venga chiusa in anticipo.

Il mercato, evidentemente, aveva un grandissimo bisogno di operazioni del genere. Il bond di Eni, che torna sui collocamenti retail per la prima volta dal 1995, potrebbe così aprire la strada ad altre emissioni. Tra i big italiani, le prossime potrebbero essere, secondo i ben informati, quelle di Enel e di Telecom Italia.

Ma come mai tanto successo? Gli addetti ai lavori individuano cause sia sul versante della domanda che da quello dell’offerta. Se da una parte è altissima la richiesta per strumenti diversi dalle azioni (secondo molti ancora rischiose), dall’altra si lotta per uscire dal credit crunch bancario dei mesi scorsi. Una dinamica certificata dalla mole di bond collocati in Europa in questo 2009. Nei primi 5 mesi dell’anno, infatti, sono state emesse obbligazioni per più di 170 miliardi di euro. Un vero e proprio record, anche se confrontato con i totali degli anni scorsi.

L’obbligazione, della durata di 6 anni, potrà essere sottoscritta a tasso fisso e/o variabile in un lotto minimo da 2mila euro (pari a 2 obbligazioni) con possibili incrementi da almeno una obbligazione (per un valore nominale di mille euro). La tempistica dell’offerta parla di un periodo di sottoscrizione compreso tra il 15 giugno e il 3 luglio 2009 (salvo chiusura anticipata).

Secondo quanto indicato dagli addetti ai lavori l’emissione più appetibile sembra essere quella a tasso fisso. Che dovrebbe dare un rendimento netto vicino al 4% con un capitale praticamente garantito (considerano la solidità dell’emittente). Il cane a sei zampe ha rating “AA-“ per Standard & Poor’s e Fitch e “Aa2” per Moody's.

I rendimenti, che saranno ufficializzati 5 giorni dopo la chiusura dell’offerta, saranno calcolati sommando al tasso midswap a 6 mesi (per i bond a tasso fisso) e al tasso Euribor a 6 mesi (per i bond a tasso variabile) uno spread compreso tra lo 0,85% e l’1,35%. Il tasso midswap semestrale era ieri vicino al 3,6%, l’Euribor a 6 mesi era di pochissimo inferiore all’1,5%.
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