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Emergenti: Argentina giù, gli altri su

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di Redazione GirlPower 28 ott 2005 ore 09:27
Peggiora, se possibile, la difficile situazione delle obbligazioni argentine, con prezzi compresi tra 35 e 50 per i dollari USA e 40 e 55 per la maggior parte delle emissioni in euro (si salvano solo alcuni titoli con scadenze entro il 2003, come la 9% 2003 e probabilmente si tratta di occasioni di vendita!). L'Argentina è il peggior paese del mondo, almeno sulla base delle valutazioni espresse dai prezzi e dai rendimenti offerti dalle sue obbligazioni. In media, le obbligazioni argentine in dollari rendono ora 27 punti più dei titoli di stato americani (ossia ben oltre il 30%). Il secondo peggior paese del globo è la Nigeria che, ad ogni modo, paga rendimenti inferiori di quasi 10 punti percentuali.

Pochi i progressi nella situazione interna con enormi difficoltà anche per raggiungere il minimo accordo tra le forze politiche. Ma non starò a dilungarmi nella spiegazione dei soliti problemi e suggerimenti di cui scrivo da ormai un anno e che, ormai, annoiano anche i lettori più affezionati.
Quello che attira l'attenzione in questa fase è che, contemporaneamente al quasi-default argentino, stiamo assistendo ad una performance strabiliante di tutte le emissioni degli altri paesi emergenti. Tolto il Brasile (che, comunque, sta recuperando velocemente dai minimi di qualche mese fa), quasi ogni paese emergente ('a basso rating') sta pagando oggi rendimenti molto ridotti e ha fatto guadagnare bene chi ha investito nelle sue obbligazioni denominate in euro o dollari. A riprova di questo concetto, si può analizzare il prospetto che segue, dove per ogni paese si paragonano i rendimenti offerti in euro e dollari, prendendo a riferimento alcune emissioni relativamente liquide.

Obbligazioni dei paesi emergenti
Obbligazioni in euro
Obbligazioni in dollari
codice isincedolascadenzarendimentorendimentoscadenzacedolacodice isin
Argentina
XS00892778258,5007/30/201021.3035.433/15/201011,375US040114FC91
Brasile
XS010676860811,0004/2/1012.4513.8610/15/200914,500US105756AJ93
Messico
XS01089073037,5008/3/107.137.861/2/109,875US91086QAD07
Venezuela
DE000610687511,0005/3/0811.7312.546/18/20079,125USP31640AA69
Colombia
XS012967535011,5005/31/201110.998.909/4/119,750US195325AW57
Turchia
DE00045167529,2509/2/1010.5012.676/15/201011,750US900147AB51
Russia
DE00023089549,3753/31/20058.538.917/24/20058,750XS0089372063
Ucraina
XS010771684610,0003/15/200712.8013.463/15/200711,000XS0107716416
Romania
XS012031165811,50010/11/059.10---
Bulgaria
XS01389763857,2501/3/077.29


Ma com'è possibile tutto ciò? Non sta cadendo a pezzi il paese che più ha emesso sul mercato dei capitali? Non siamo in un momento delicato per le economie di tutto il mondo?
Ci sono, a mio parere, due spiegazioni:
    -in primo luogo, la lunga crisi argentina ha dato agli investitori il tempo di valutare bene le conseguenze del probabile default del paese del tango; pertanto, chi ha mantenuto le posizioni in Messico, Brasile, Russia sa benissimo cosa sta facendo e non è stato certo colto di sorpresa;
    -in secondo luogo, alcuni investitori, come i fondi dedicati ai mercati emergenti, devono restare investiti all'interno del comparto e si spostano dall'Argentina alle altre economie; si ricorda a tale proposito che le obbligazioni argentine rappresentavano fino al 25% dei principali indici relativi ai bond dei paesi emergenti (come il noto EMBI, di JP Morgan), ma stanno perdendo peso sia per la svalutazione dei loro corsi, sia a causa della progressiva espulsione della carta argentina da tali indici (i motivi sono vari: perdita di liquidità, rating alla soglia del default, etc.).
Molti i paesi che stanno approfittando del momento per emettere. Nell'ultimo mese, abbiamo visto sul mercato dell'euro: Città di mosca (2 volte) e Bulgaria; su quello del dollaro: Colombia, Uruguay, Pemex, Panama e Corea.
Sono ai massimi storici i prezzi di: Russia, Romania, Bulgaria (grande successo ha riscosso la prima emissione in euro), Colombia, Ucraina, Messico. In recupero il Brasile e persino la debole Turchia.



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