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Ducati cambia proprietario, anzi no!

Secondo quanto riportato stamani su un quotidiano finanziario, il fondo di investimento Investindustrial, guidato da Andrea Bonomi, avrebbe chiuso le trattative per rilevare il 35,16% della società motociclistica, attualmente nelle mani di Texas Pacific Group. Ma la smentita non si è fatta attendere. I due fondi di investimento hanno seccamente negato l’esistenza di qualsiasi accordo per il passaggio di mano della quota di maggioranza relativa di Ducati.

di La redazione di Soldionline 24 ago 2005 ore 14:15

Sembravano essere arrivate al punto di svolta le trattative per il passaggio della quota di maggioranza relativa di Ducati. Secondo quanto riportato stamani su un quotidiano finanziario, il fondo di investimento Investindustrial, guidato da Andrea Bonomi, avrebbe chiuso le trattative per rilevare il 35,16% della società motociclistica, attualmente nelle mani di Texas Pacific Group. Considerando che attualmente la capitalizzazione del gruppo si aggira tra i 180 e i 185 milioni di euro, la quota di TPG sarebbe stata valorizzata circa 65 milioni di euro.

Ma la smentita non si è fatta attendere. Attraverso un comunicato stampa congiunto, i due fondi di investimento hanno seccamente negato l'esistenza di qualsiasi accordo per il passaggio di mano della quota di maggioranza relativa di Ducati. In particolare, TPG 'nega di aver ricevuto un'offerta vincolante o firmato accordi per la cessione della propria quota in Ducati''. Dello stesso tenore le dichiarazioni di Investindustrial che smentisce 'che sia stato raggiunto l'accordo per l'acquisto del 35% del capitale Ducati come, al contrario, riportato oggi da un giornale finanziario'.

Restano ancora valide, quindi, tutte le altre voci relative al futuro della quota di TPG. Tuttavia per il momento resta esclusa l'ipotesi di un interessamento di Immsi, la holding guidata da Roberto Colaninno, che controlla Piaggio e Aprilia. Un'eventuale acquisizione della maggioranza di Ducati, avrebbe permesso alla holding di creare un unico gruppo motociclistico italiano, capace di coprire tutti i segmenti di mercato, dallo scooter alle moto di grossa cilindrata.

I vertici di Ducati sono impegnati in un processo di ristrutturazione del gruppo, ormai in atto da alcuni mesi. Il compito non è facile, considerando le difficoltà attraversate dal settore motociclistico, come testimoniano impietosamente i dati di Ducati relativi ai primi tre mesi del 2005, chiusi con ricavi in calo del 15,1% a 85,1 milioni di euro, rispetto ai 100 milioni dei primi tre mesi del 2004. Inoltre, il margine operativo lordo si era ridotto di un terzo, portando la marginalità dal 12,3% al 10%. Ma il dato peggiore era stato quello relativo al risultato ante imposte è passato in negativo per quasi un milione di euro, contro l'utile di 0,8 milioni del primo trimestre del 2004.
La 'crisi' di Ducati si trascina dallo scorso anno, quando la società motociclistica chiuse l'esercizio con un fatturato in calo dell'1,4% e un Ebitda in flessione dello 13,6% a 39 milioni di euro. Il dato peggiore fu quello relativo al risultato ante imposte, passato in negativo per quasi 2 milioni di euro, rispetto al pareggio del 2003.

Intanto, i vertici di Ducati hanno deciso di sfruttare l'opportunità concessa dalla Consob e di rinviare la pubblicazione dei risultati relativi al secondo trimestre del 2005, precedentemente in calendario per il 5 di agosto. A questo punto la società comunicherà direttamente i risultati relativi all'intero primo semestre dell'esercizio. I numeri, adattati per tenere in debita considerazione i nuovi principi contabili, saranno resi noti il 29 settembre.


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