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doValue, conti dei 9 mesi 2019 e l'aggiornamento del business plan

di Mauro Introzzi 8 nov 2019 ore 07:52 Le news sul tuo Smartphone

dovaluedoValue ha comunicato di aver chiuso i primi 9 mesi del 2019 con ricavi lordi pari a 233,4 milioni, in crescita del 44% rispetto ai 161,9 milioni dello stesso periodo del 2018. I ricavi netti hanno toccato i 209,8 milioni, in salita del 44% rispetto ai 145,9 milioni dei primi 9 mesi dell'anno precedente.

Il periodo si è così chiuso con un risultato netto pari a 18,6 milioni, in calo del 46% rispetto ai 34,5 milioni di 12 mesi prima. Escludendo gli oneri non ricorrenti l'utile è stato pari a 44,7 milioni di euro, in salita del 30% rispetto ai 34,5 milioni dello stesso periodo del 2018.

A fine settembre la posizione finanziaria netta era negativa per 257,5 milioni, rispetto al dato positivo per 67,9 milioni a fine 2018 ma in miglioramento di oltre 62 milioni rispetto al 30 giugno 2019. La posta include l’esborso per l’acquisizione di Altamira Asset Management. Alla stessa data la leva finanziaria (posizione finanziaria netta in rapporto al margine operativo lordo) era pari a 1.5x, in significativa riduzione rispetto all'1.8x di fine giugno 2019.

 

Al 30 settembre 2019 il portafoglio gestito (GBV) dal gruppo nei 5 mercati Italia, Spagna, Portogallo, Grecia e Cipro era pari a 132,4 miliardi di euro, dagli 82,2 miliardi a fine 2018 e dagli 83,5 miliardi a fine settembre 2018. Con l'inclusione di Altamira Asset Management l'importo aggregato raggiunge i 135,9 miliardi di euro.

 

Contestualmente i vertici di doValue hanno aggiornato il business plan 2018-2020 approvato a giugno 2018 con target 2019-2022. Il nuovo piano prevede, nel periodo 2019-2022:

  • ricavi lordi di gruppo in crescita tra l’1% ed il 3% in media all’anno,
  • un margine operativo lordo senza oneri non ricorrenti in crescita tra il 3% ed il 5% in media all’anno,
  • un utile per azione esclusi gli oneri non ricorrenti in crescita del 15% media all’anno,
  • un dividendo per azione superiore alle attuali aspettative di mercato (0,62 euro per azione),
  • una leva finanziaria prevista in rapida riduzione, con rapporto tra indebitamento finanziario netto e margine operativo lordo atteso inferiore ad 1,0x nel 2021.

Secondo quanto indicato dai vertici ci sarà un utilizzo della "solida" posizione patrimoniale del gruppo a supporto della creazione di valore per gli azionisti con un:

  • attento monitoraggio delle opportunità di M&A nel breve periodo, con focus nei mercati e nei segmenti di attività già presidiati dal gruppo,
  • confermato il commitment a mantenere l’indebitamento finanziario massimo al di sotto di 3 volte in termini di rapporto tra indebitamento netto e margine operativo lordo,
  • nel medio periodo, previsione di ulteriore aumento della remunerazione degli azionisti.
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