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Deloitte boccia Alitalia

Doccia fredda sulla compagnia di bandiera nazionale. Nella giornata di ieri la società di revisione Deloitte & Touche ha rifiutato di certificare il bilancio 2003. Il colosso della certificazione si è dichiarato "incapace di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato". E le low cost protestano in Commissione Europea...

di Mauro Introzzi 11 giu 2004 ore 12:45

Doccia fredda sulla compagnia di bandiera nazionale (profilo, grafico, quotazione). Ieri la società di revisione Deloitte & Touche ha rifiutato di certificare il bilancio 2003. Il colosso della certificazione si è dichiarato 'incapace di esprimere un giudizio sul bilancio consolidato' a causa, tra l'altro, del 'contesto di significativa incertezza in merito al presupposto della continuità aziendale, ulteriormente acuito dall'indisponibilità di un piano approvato e condiviso'.

Proprio il principio della 'continuità aziendale' è quello su cui Deloitte punta il dito in tutta la relazione. Tanto che la società indica che 'in assenza di incisivi e adeguati provvedimenti la situazione finanziaria imporrebbe a giudizio degli amministratori soluzioni diverse, anche liquidatorie'. Nell'analisi di tale aspetto la relazione di Deloitte è decisamente dettagliata e illustra quali sono i recenti sviluppi che hanno indotto il consiglio di amministrazione ad approvare il progetto di bilancio, nonostante l'andamento negativo della situazione sia continuato anche in questo 2004. Sviluppi che, però, non sembrano convincere del tutto Deloitte.

Tra essi, l'accordo tra la Presidenza del Consiglio dei Ministro e le rappresentanze delle Organizzazioni Sindacali del settore del trasporto aereo e delle Associazioni Professionali del comparto, siglato lo scorso 6 maggio, e le riunioni del consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera del 13 e del 20 maggio 2004, in cui sono state individuate le linee guida del piano industriale e di riassetto organizzativo e economico del gruppo per il quinquennio 2004/2008, da sviluppare nei prossimi 2/3 mesi.

Proprio l'incertezza legata a questi eventi induce perplessità in Deloitte, che indica come il piano di risanamento 'dovrà essere oggetto di approvazione da parte del consiglio di amministrazione, ottenere il positivo apprezzamento degli operatori e dei capitali privati, essere coerente con l'accordo sottoscritto dal Governo e le parti sociali, risultando altresì conforme alle norme comunitarie, e prevedere misure di riassetto industriale, organizzativo e societario, di riposizionamento competitivo e di riduzione dei costi tali da consentire un adeguato ritorno economico per gli azionisti e positivi flussi finanziari per la società, anche mediante un provvedimento di ricapitalizzazione atto a consentire la realizzazione degli obiettivi previsti dal piano stesso'. Lo stile di scrittura usato nel rapporto, e l'incalzare delle condizioni elencate, sembrano esprimere tutti i dubbi, da parte di Deloitte, sul soddisfacimento contemporaneo di tutte ipotesi fatte.

Ma i problemi, per Alitalia, non derivano solo dalla mancata certificazione del bilancio 2003. Nella giornata di ieri Virgin Express ha presentato alla commissione europea un ricorso contro Alitalia per presunti 'prezzi predatori', ossia tariffe sotto-costo, che sarebbero stati praticati dalla compagnia italiana. Sul banco degli imputati sono finite le tariffe sui collegamenti fra Bruxelles e Milano e fra Bruxelles e Roma, i cui prezzi sarebbero 'notevolmente inferiori ai costi di produzione'.'Si tratta di un chiaro esempio di prezzi predatori', ha affermato un portavoce della Virgin, sottolineando che un simile comportamento è 'contrario alle norme europee sulla concorrenza'.

Ed ancora. Sempre nella giornata di ieri l'associazione europea delle compagnie aeree a basso costo (l'Elfaa, che riunisce 10 compagnie a basso costo, tra cui Ryanair, Volareweb.com e Transavia) ha espresso alla commissione europea i propri timori per la concessione di eventuali aiuti di Stato ad Alitalia. In Italia, secondo l'Elfaa, non ci sarebbe spazio per la crescita di compagnie low-cost a causa dell'offerta di servizi non redditizi da parte di Alitalia. La concorrenza, nel nostro paese, sarebbe 'stata più volte disturbata dalle ripetute concessioni di aiuti di stato'. Malgrado ciò Alitalia non è riuscita a ristrutturarsi e a diventare competitiva. La compagnia di bandiera 'non riesce più a sostenere la forte concorrenza degli operatori a basso costo e l'economia di mercato ne chiede la sostituzione da parta di attori più efficaci'.

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