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Damiani, turnover tra i manager

La società ha annunciato le dimissioni di Giulia De Luca dalla carica di direttore generale e direttore finanziario del gruppo. Intanto, i risultati dell’esercizio 2007/2008 hanno evidenziato una crescita generalizzata delle principali voci di conto economico.

di La redazione di Soldionline 22 mag 2008 ore 17:03

Cambio a vertici per Damiani. Ieri la società, quotata all'AllStars e attiva nel settore dei gioielli, ha annunciato le dimissioni di Giulia De Luca dalla carica di direttore generale e direttore finanziario del gruppo. La decisione è stata persa per "motivi personali". La manager continuerà a ricoprire la carica di amministratore nel consiglio di amministrazione di Damiani.
L'azienda ha comunicato che il passaggio di consegne avverrà entro il prossimo mese di agosto e che le funzioni svolte dalla manager saranno gestite temporaneamente dall'Amministratore Delegato, Guido Grassi Damiani, e dal management della società.
Gli analisti di Merrill Lynch evidenziano che la notizia delle dimissioni di Giulia De Luca non è certo favorevole per il titolo, almeno nel breve periodo. La stessa banca d'affari non esclude la possibilità di rivedere al ribasso le stime di utile per azione del gruppo, in seguito allo scenario di settore non favorevole. Per il momento gli analisti preferiscono non modificare il giudizio su Damiani e restano neutrali sulla società.

Intanto, i risultati dell'esercizio 2007/2008 (la società chiude il bilancio a fine marzo) hanno evidenziato una crescita generalizzata delle principali voci di conto economico.
Damiani ha chiuso lo scorso esercizio con ricavi per 175,2 milioni di euro, in aumento del 4,3% rispetto ai 168 milioni realizzati nel 2006/2007. Tasso di crescita simile per il margine operativo lordo, che ha raggiunto i 29,1 milioni di euro. La marginalità è rimasta invariata al 16,6%. L'utile netto è migliorato del 10,7% e ha superato i 15,5 milioni di euro. L'influenza dell'andamento del tasso di cambio è stata marginale. A parità di tassi di cambio, infatti, la crescita del fatturato sarebbe stata del 5,5%.
Nel solo quarto trimestre dell'esercizio la marginalità è stata negativa, anche se ha mostrato qualche segnale di miglioramento rispetto al corrispondente periodo dello scorso esercizio.  
Al 31 marzo la posizione finanziaria netta di Damiani era positiva per 28,5 milioni di euro, in miglioramento rispetto ai 25,9 milioni di inizio anno. A fine marzo del 2007 la società evidenziava un indebitamento di 47,9 milioni di euro. La differenza tra i valori dei dodici mesi è spiegata principalmente con gli oltre 70 milioni incassati con la quotazione a Piazza Affari, avvenuta a inizio novembre del 2007. Sempre al 31 marzo Damiani poteva contare su disponibilità liquide superiori ai 51 milioni di euro.
Agli attuali livelli di prezzo la capitalizzazione della società si attesta a circa 200 euro. Questo significa che un ottavo del valore dell'azienda è dato dalla posizione finanziaria.

La trimestrale non è dispiaciuta agli analisti di Unicredit. Dopo la diffusione dei risultati gli esperti hanno ritoccato al rialzo il prezzo obiettivo sul titolo, portandolo a 2,3 euro. Gli analisti hanno confermato il giudizio "Hold" (mantenere).

I vertici di Damiani non hanno fornito previsioni sull'andamento del gruppo nell'esercizio in corso.
La solida struttura patrimoniale consente al gruppo di guardare con interesse a un'eventuale aggressiva politica di crescita per linee esterne. D'altra parte, in occasione della quotazione, i vertici della società non avevano escluso la possibilità di procedere con l'acquisizione di aziende, marchi complementari, reti di distribuzione o nuovi prodotti.

 

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