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UBI Banca, i conti del primo trimestre 2020

I vertici hanno segnalato che i provvedimenti adottati in conseguenza all’epidemia causata dal COVID-19 dovrebbero consentire di preservare il livello del margine d’interesse.

di Edoardo Fagnani 8 mag 2020 ore 14:59

UBI Banca ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2020.

 

UBI Banca, i conti economici del primo trimestre 2020

ubi-banca_1UBI Banca ha chiuso il primo trimestre del 2020 con proventi operativi pari a 913,6 milioni di euro, in leggera flessione (-0,8%) rispetto ai 920,62 milioni ottenuti nei primi tre mesi dello scorso anno. In particolare, il margine di interesse ha registrato una flessione del 9,1%, scendendo a 405,16 milioni di euro.

Al contrario, il risultato della gestione operativa è cresciuto da 317,67 milioni a 320,04 milioni di euro, beneficiando di un calo degli oneri operativi.

Il primo trimestre del 2020 si è chiuso con un utile al netto delle componenti non ricorrenti di 93,56 milioni di euro, rispetto ai 126,1 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, in seguito a rettifiche di valore nette per deterioramento crediti verso la clientela per 155,6 milioni di euro, di cui circa 50 milioni principalmente relativi a rettifiche analitiche appostate su inadempienze probabili nei settori maggiormente impattati dall’emergenza Covid19).

L’utile netto contabile si è attestato a 93,57 milioni, rispetto ai gli 83,44 milioni contabilizzati nei primi tre mesi dello scorso anno, dato che comprendeva una componente straordinaria negativa per circa 43 milioni.

 

UBI Banca, aggregati patrimoniali a fine marzo 2020

A fine marzo 2020 i crediti netti verso la clientela di UBI Banca si attestavano complessivamente a 85,8 miliardi di euro, in leggero aumento rispetto agli 84,6 miliardi di inizio anno.

Alla stessa data lo stock di crediti deteriorati era pari a 6,67 miliardi in termini lordi, in calo di 165,2 milioni di euro rispetto al valore di inizio anno. L'incidenza sul totale dei crediti lordi si è ridotta al 7,51% (6,7% pro-forma per le cessioni di sofferenze del settore leasing già annunciate) dal 7,8% di inizio anno. A fine marzo 2020, le coperture dei crediti deteriorati complessivi risultavano in crescita sia in termini di coperture contabili (al 39,56% rispetto al 39% a fine 2019) che includendo le svalutazioni (al 52,03% rispetto al 50,92% a fine 2019).

In termini netti, gli stock di crediti deteriorati erano scesi a 4,03 miliardi dai 4,17 miliardi di inizio anno.

L’esposizione del gruppo verso la BCE a titolo di TLTRO2 era pari a 10 miliardi di euro nominali. Il profilo di scadenza contrattuale di tale esposizione TLTRO2, (non inclusa nel dato della raccolta diretta) prevede il rimborso di 7,5 miliardi a giugno 2020 e 2,5 miliardi a marzo 2021. Al momento UBI Banca non ha fatto ricorso al TLTRO3.

 

UBI Banca, i ratio patrimoniali a fine marzo 2020

Al 31 marzo 2020, il CET1 ratio fully loaded si attestava al 12,86% (dal 12,29 di inizio anno). I principali benefici rilevati nel periodo sono riconducibili al cambiamento di criterio di valutazione del patrimonio immobiliare (complessivamente circa +38 punti base), e alla inclusione della quota di utile accantonata nel 2019 per i dividendi non deliberati a seguito della raccomandazione BCE.

Alla stessa data il Total Capital Ratio del gruppo ammontava al 17,05% fully loaded (era il 15,83% a inizio anno) e al 17,08% phased in (era il 15,88% a fine 2019).

Sempre a fine marzo il patrimonio netto dell’istituto, incluso l’utile, ammontava a 10,1 miliardi di euro.

 

UBI Banca, le stime per il 2020

I vertici di UBI Banca hanno segnalato che i provvedimenti, recentemente adottati in conseguenza all’epidemia causata dal COVID-19, dovrebbero consentire di preservare il livello del margine d’interesse.

Inoltre, è atteso un indebolimento della componente commissionale derivante dalle transazioni in relazione al rallentamento dell’economia, mentre la componente commissionale legata al risparmio gestito risentirà della crisi nella prima parte dell’anno ma dipenderà dall’andamento dei mercati nella seconda.

UBI Banca prevede un costo del credito più elevato di quanto previsto per il primo anno del Piano Industriale ancorché mitigato dall’utilizzo degli strumenti di sostegno offerti dai recenti provvedimenti.

Infine il management ha confermato la strategia di gestione interna dei crediti deteriorati e ritiene che l’istituto possa generare utili in maniera continuativa a beneficio di tutti gli stakeholders (inclusi i dividendi quando autorizzati da BCE).

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