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IntesaSanpaolo, tutti i numeri del primo trimestre 2020

I vertici di IntesaSanpaolo hanno confermato la validità delle azioni strategiche previste nel Piano di Impresa 2018-2021. Confermata anche la politica dei dividendi

di Edoardo Fagnani 5 mag 2020 ore 13:30

intesa-sanpaoloIntesaSanpaolo ha comunicato i risultati del primo trimestre del 2020, periodo chiuso con un utile netto di 1,15 miliardi di euro, in aumento del 9,6% rispetto agli 1,05 miliardi contabilizzati nei primi tre mesi dello scorso esercizio. Il management ha segnalato che il risultato finale risulterebbe pari a circa 1,36 miliardi di euro, escludendo l’accantonamento di circa 300 milioni ante imposte per COVID-19 e a circa 2,3 miliardi di euro pro-forma se - oltre a escludere questo accantonamento - si considerasse la plusvalenza netta di circa 900 milioni da Nexi (che consentirebbe di assorbire circa 1,2 miliardi di accantonamenti ante imposte).

Il risultato della gestione operativa è aumentato del 26,8%, passando da 2,14 miliardi a 2,71 miliardi di euro, in conseguenza a minori costi operativi (-2,7%). I proventi operativi netti sono cresciuti da 4,37 miliardi a 4,88 miliardi di euro (+11,7%).

 

A fine marzo 2020 il Common Equity Tier 1 di IntesaSanpaolo era salito al 14,2%, rispetto al 13,9% di inizio anno. La stima del Common Equity Tier 1 ratio pro-forma dell’istituto a regime è pari al 14,5% (14,1% al 31 dicembre 2019), applicando ai dati di bilancio del 31 marzo 2020 i parametri indicati a regime.

Sempre a fine marzo i finanziamenti verso la clientela erano pari a 405 miliardi di euro, in aumento del 2,4% rispetto sia al 31 dicembre 2019 sia al 31 marzo 2019 (in aumento del 2,9% rispetto al quarto trimestre 2019 e del 3,4% rispetto al primo trimestre 2019 considerando i volumi medi di periodo).

Alla stessa data i crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) erano scesi a 14 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto ai 14,22 miliardi di inizio anno (del 2,4% se si escludesse l’effetto della nuova definizione di default). Di conseguenza, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a marzo 2020 si è ridotta al 7,1% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,5% al netto.

 

I vertici di IntesaSanpaolo hanno confermato la validità delle azioni strategiche previste nel Piano di Impresa 2018-2021.

Il management stima che l’utile netto possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021, assumendo un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021.

Confermata anche la proiezione da Piano di Impresa di un Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime superiore al 13% (14) nel 2021, anche considerando la potenziale distribuzione del dividendo sospeso relativo al 2019.

Inoltre, l’istituto può contare sull’accantonamento di 300 milioni nel primo trimestre e della plusvalenza NEXI nel corso dell’anno, che consentirebbero complessivamente di assorbire circa 1,5 miliardi di rettifiche di valore su crediti ante imposte per l'intero esercizio.

 

IntesaSanpaolo ha confermato la politica dei dividendi indicata nel Piano di Impresa 2018-2021, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021.

La politica dei dividendi sarà subordinata alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° ottobre 2020.

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