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IntesaSanpaolo, i conti del 1° semestre 2022 e la politica dei dividendi

IntesaSanpaolo ha fornito alcune indicazioni finanziarie relative al 2022: il management stima utile netto di oltre 4 miliardi di euro

di Redazione Soldionline 29 lug 2022 ore 15:13

intesa-sanpaolo2IntesaSanpaolo ha comunicato i risultati finanziari dei primi sei mesi del 2022, che, a detta del management, confermano la capacità dell’istituto di generare una solida redditività e di creare valore per tutti gli stakeholder anche in contesti complessi, come gli attuali eventi riguardanti Russia e Ucraina e la pandemia da COVID-19.

IntesaSanpaolo ha fornito anche un aggiornamento sulla politica dei dividendi e sulle stime finanziarie per il 2022.

 

Nel dettaglio, IntesaSanpaolo ha terminato il primo semestre del 2022 con un utile netto contabile di 2,35 miliardi di euro, in calo del 22,1%% rispetto ai 3,02 miliardi contabilizzati nei primi sei mesi dello scorso anno. I vertici di IntesaSanpaolo hanno segnalato che l’utile netto del semestre è pari a 3,28 miliardi di euro (+8,4%) escludendo 1,1 miliardi di euro di rettifiche di valore per Russia e Ucraina.

Il risultato della gestione operativa è salito del 2,5%, passando da 5,51 miliardi a 5,65 miliardi di euro. Il cost/income ratio nel primo semestre 2022 è stato pari al 47,5%.

I proventi operativi netti sono stati pari a 10,76 miliardi di euro, in calo dello 0,3%% rispetto ai 10,79 miliardi del primo semestre 2021, in seguito alla flessione delle commissioni nette (-4,9% a 4,53 miliardi).

Nel solo secondo trimestre IntesaSanpaolo ha registrato un utile netto di 1,33 miliardi di euro, mentre i proventi operativi netti sono aumentati a 5,35 miliardi di euro.

 

A fine giugno 2022 il Common Equity Tier 1 ratio (calcolato applicando i criteri transitori in vigore per il 2022 e deducendo dal capitale 1.65 miliardi di euro di dividendi maturati nel primo semestre e 3,4 miliardi di euro di buyback) è risultato pari al 12,7%; il Common Equity Tier 1 ratio a regime era pari al 12,5%, senza considerare circa 110 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), di cui circa 40 nell’orizzonte del Piano di Impresa 2022-2025.

Sempre a fine giugno 2022 i finanziamenti verso la clientela erano pari a 472 miliardi di euro, in aumento dell’1,2% rispetto al 31 dicembre 2021 e dell’1,7% rispetto al 30 giugno 2021 (in crescita dell’1,4% rispetto al primo trimestre 2022 e del 2,4% rispetto al primo semestre 2021 considerando i volumi medi di periodo).

Alla stessa data il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) era sceso a 6,16 miliardi di euro, in diminuzione del 13% rispetto ai 7,08 miliardi del 31 dicembre 2021. In quest’ambito, i crediti in sofferenza erano scesi a 1,24 miliardi di euro dai 2,13 miliardi del 31 dicembre 2021, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3% (0,5% anche al 31 dicembre 2021) e un grado di copertura al 63,9% (70,4% a fine 2021).

IntesaSanpaolo ha segnalato che al 30 giugno 2022 le operazioni di finanziamento con la BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari a circa 115 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III.

 

IntesaSanpaolo ha fornito alcune indicazioni finanziarie relative al 2022.

Il management stima utile netto di oltre 4 miliardi di euro assumendo che non intervengano cambiamenti critici nell’offerta di materie prime e di energia. L'utile netto dovrebbe risultare ben superiore a 3 miliardi di euro anche con l’ipotesi molto conservativa di una copertura di circa il 40% dell’esposizione verso Russia e Ucraina, che implica il passaggio a Stage 3 della maggior parte dell’esposizione.

IntesaSanpaolo ha confermato l’obiettivo di 6,5 miliardi di euro di utile netto nel 2025.

 

IntesaSanpaolo ha fornito anche un aggiornamento sulla politica di reminerazione degli azionisti.

IntesaSanpaolo ha fissato payout ratio pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa (1,65 miliardi di euro già maturati a valere sull’utile netto del primo semestre 2022).

Inoltre, il CdA ha previsto un ammontare non inferiore a 1,1 miliardi di euro come acconto dividendi cash da distribuire a valere sui risultati del 2022. La delibera consiliare in merito all’acconto dividendi verrà definita il 4 novembre 2022, in occasione dell’approvazione dei risultati al 30 settembre 2022, in relazione ai risultati del terzo trimestre 2022 e di quelli prevedibili per il quarto trimestre 2022.

L'istituto prevede un'ulteriore distribuzione agli azionisti di 3,4 miliardi di euro tramite buyback, di cui 1,7 miliardi in corso e 1,7 miliardi da eseguire subordinatamente alla delibera (entro l’approvazione dei risultati al 31 dicembre 2022) da parte del CdA.

IntesaSanpaolo ha segnalato un'eventuale ulteriore distribuzione da valutare anno per anno a partire dal 2023.

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