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IntesaSanpaolo, tutti i numeri del primo semestre 2020

Forte crescita dell'utile netto e rafforzamento della struttura patrimoniale. Il management ha confermato i target finanziari per il biennio 2020/2021 e la politica dei dividendi

di Edoardo Fagnani 4 ago 2020 ore 15:20

intesa-sanpaoloIntesaSanpaolo ha comunicato i risultati del primo semestre del 2020, che hanno mostrato una forte crescita dell'utile netto e il rafforzamento della struttura patrimoniale. Il management ha confermato i target finanziari per il biennio 2020/2021 e la politica dei dividendi.

 

 

IntesaSanpaolo - Utile in aumento nel primo semestre 2020

 

Nel dettaglio, IntesaSanpaolo ha terminato la prima metà del 2020 con un utile netto di 2,57 miliardi di euro, in aumento del 13,2% rispetto ai 2,27 miliardi contabilizzati nei primi sei mesi dello scorso esercizio. Il management ha segnalato che il risultato finale corrisponde all’86% dei 3 miliardi di euro di utile netto minimo previsto per l’intero esercizio 2020 e risulterebbe pari a circa 3,16 miliardi se si escludessero le rettifiche di valore su crediti pari a circa 880 milioni per i futuri impatti di COVID-19, principalmente a copertura generica su crediti in bonis.

Il risultato della gestione operativa è aumentato del 2,8%, passando da 4,54 miliardi a 4,67 miliardi di euro, in conseguenza a minori costi operativi (-2,8%).

I proventi operativi netti sono rimasti invariati a 9,08 miliardi di euro, mentre le commissioni nette e gli interessi netti hanno subito una leggera contrazione.

 

 

IntesaSanpaolo - La struttura patrimoniale a fine giugno 2020

 

A fine giugno 2020 il Common Equity Tier 1 proforma di IntesaSanpaolo era salito al 14,9%, rispetto al 13,9% di inizio anno, tenendo conto di 1,93 miliardi di euro di dividendi maturati nel semestre; il management dell’istituto ha precisato che i coefficienti patrimoniali risultano largamente superiori ai requisiti normativi.

Sempre a fine giugno 2020 i finanziamenti verso la clientela erano pari a 403 miliardi di euro, in aumento del 2,1% rispetto al 31 dicembre 2019 e del 2,3% rispetto al 30 giugno 2019 (in aumento del 2,6% rispetto al primo trimestre 2020 e del 5,1% rispetto al primo semestre 2019 considerando i volumi medi di periodo). Alla stessa data i crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) erano scesi a 14,01 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,5% rispetto ai 14,22 miliardi di inizio anno (del 3,6% se si escludesse l’effetto della nuova definizione di default). Di conseguenza, l’incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a giugno 2020 si è ridotta al 7,1% al lordo delle rettifiche di valore e al 3,5% al netto. Il livello di copertura specifica dei crediti deteriorati era pari al 53,1% a fine giugno 2020, con una copertura specifica della componente costituita dalle sofferenze al 63,6%.

IntesaSanpaolo ha segnalato che le operazioni di finanziamento con BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari al 30 giugno 2020 a circa 70,9 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III.

 

 

IntesaSanpaolo - Confermati i target finanziari

 

I vertici di IntesaSanpaolo hanno confermato i target finanziari e stimano che l’utile netto (senza considerare l’acquisizione di UBI Banca) possa risultare non inferiore a circa 3 miliardi di euro nel 2020 e non inferiore a circa 3,5 miliardi nel 2021, assumendo un costo del rischio potenzialmente fino a circa 90 centesimi di punto per il 2020 e fino a circa 70 centesimi di punto per il 2021.

Confermata anche la proiezione da Piano di Impresa di un Common Equity Tier 1 ratio pro-forma a regime superiore al 13% nel 2021, anche considerando l’acquisizione di UBI Banca e la potenziale distribuzione del dividendo sospeso relativo al 2019.

Per il gruppo risultante dall’acquisizione di UBI Banca, il management di IntesaSanpaolo prevede dal 2022 un utile netto non inferiore a 5 miliardi di euro e il proseguimento di una strategia focalizzata sulla remunerazione per gli azionisti e sul mantenimento di solidi coefficienti patrimoniali.

 

 

IntesaSanpaolo - Non cambia la politica dei dividendi

 

IntesaSanpaolo ha confermato la politica dei dividendi indicata nel Piano di Impresa 2018-2021, che prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari al 75% del risultato netto per l’esercizio 2020 e al 70% per l’esercizio 2021. La politica dei dividendi sarà subordinata alle indicazioni che verranno fornite dalla BCE in merito alla distribuzione di dividendi successivamente al 1° gennaio 2021.

In aggiunta alla prevista distribuzione di dividendi cash da utile netto del 2020, IntesaSanpaolo intende ottenere l’approvazione della BCE per una distribuzione cash da riserve nel 2021 alla luce dell’utile netto 2019 allocato a riserve nel 2020.

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