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IntesaSanpaolo, i conti dei primi nove mesi del 2023. C'è l'acconto sul dividendo

IntesaSanpaolo ha fornito anche un aggiornamento sulle stime finanziarie per il 2023. Il dividendo sarà staccato lunedì 20 novembre 2023

di Redazione Soldionline 3 nov 2023 ore 16:48

intesa-sanpaoloIntesaSanpaolo ha comunicato i risultati finanziari dei primi nove mesi del 2023, che, a detta del management, hanno confermato la capacità dell’istituto di generare una redditività sostenibile anche in contesti complessi, con un utile netto trainato dagli interessi netti che ha raggiunto i 6,1 miliardi di euro.

IntesaSanpaolo ha fornito anche un aggiornamento sulle stime finanziarie per il 2023 e ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2024 (relativo all’esercizio 2023) di 0,144 euro per azione.

 

Nel dettaglio, IntesaSanpaolo ha terminato i primi tre trimestri del 2023 con un utile netto di 6,12 miliardi di euro, in aumento dell’85,3% rispetto ai 3,3 miliardi contabilizzati nei primi nove mesi dello scorso anno.

Il risultato della gestione operativa è salito del 36,8%, passando da 7,97 miliardi a 10,9 miliardi di euro. Il cost/income ratio nei primi nove mesi del 2023 è stato pari al 41,9%, rispetto al 49,5% dei primi tre trimestri del 2022.

I proventi operativi netti hanno raggiunto i 18,77 miliardi di euro, in aumento del 19% rispetto ai 15,77 miliardi dei primi nove mesi del 2022, in seguito a maggiori interessi netti (+65,5% a 10,65 miliardi di euro).

 

Nel solo 3° trimestre IntesaSanpaolo ha registrato un utile netto di 1,9 miliardi di euro, mentre i proventi operativi netti sono aumentati a 6,37 miliardi di euro.

 

A fine settembre 2023 il Common Equity Tier 1 ratio a regime (calcolato deducendo dal capitale 4,3 miliardi di euro di dividendi maturati nei primi nove mesi) è risultato pari al 13,6%, senza considerare circa 120 centesimi di punto di beneficio derivante dall’assorbimento delle imposte differite attive (DTA), di cui circa 25 nell’orizzonte compreso tra il 4° trimestre 2023 e il 2025. Il dato è superiore al requisito SREP da rispettare nel 2023, pari all’8,82%.

Sempre a fine settembre 2023 i finanziamenti verso la clientela erano pari a 434 miliardi di euro, in diminuzione del 2,9% rispetto al 31 dicembre 2022 e dell’8,5% rispetto al 30 settembre 2022 (in diminuzione dell’1% rispetto al 2° trimestre 2023 e del 5,4% rispetto ai primi tre trimestri del 2022 considerando i volumi medi di periodo).

Alla stessa data il complesso dei crediti deteriorati (in sofferenza, inadempienze probabili e scaduti/sconfinanti) era sceso a 5,21 miliardi di euro, in diminuzione del 5,3% rispetto ai 5,5 miliardi del 31 dicembre 2022. In quest’ambito, i crediti in sofferenza erano saliti a 1,22 miliardi di euro dagli 1,13 miliardi del 31 dicembre 2022, con un’incidenza sui crediti complessivi pari allo 0,3% (0,3% anche al 31 dicembre 2022) e un grado di copertura al 68,7% (69,2% a fine 2022).

IntesaSanpaolo ha segnalato che al 30 settembre 2023 le operazioni di finanziamento con la BCE per ottimizzare il costo del funding e supportare gli investimenti delle aziende clienti sono state pari a circa 45 miliardi di euro, interamente costituite da TLTRO III.

 

Il consiglio di amministrazione di IntesaSanpaolo ha deliberato la distribuzione di un acconto sul dividendo 2024 (relativo all’esercizio 2023) di 0,144 euro per azione per un ammontare complessivo in contanti di 2,63 miliardi di euro, non sussistendo controindicazioni derivanti dai risultati prevedibili per il 4° trimestre 2023 né raccomandazioni dei regolatori in merito ai requisiti patrimoniali. Rapportando l’importo unitario al prezzo di riferimento dell’azione alla chiusura del 2 novembre 2023 (2,524 euro), risulta un rendimento (dividend yield) pari al 5,7%.

Il dividendo sarà staccato lunedì 20 novembre 2023 e messo in pagamento dal 22 novembre.

 

IntesaSanpaolo ha fornito alcune indicazioni finanziarie relative al 2023.

Per l’intero esercizio, il management prevede un significativo aumento del risultato della gestione operativa, derivante da una crescita dei ricavi, a loro volta trainati dagli interessi netti (interessi netti nel 2023 attesi pari a oltre 14 miliardi di euro e in ulteriore crescita nel 2024 e nel 2025) e da a un continuo focus sul cost management. I vertici stimano anche un forte calo delle rettifiche di valore nette su crediti, con una conseguente crescita dell’utile netto a oltre 7,5 miliardi di euro.

IntesaSanpaolo ha segnalato che la formula del Piano di Impresa 2022-2025 è confermata e le relative iniziative industriali sono avviate, con una prospettiva di utile netto per il 2024 e il 2025 superiore a quello previsto per il 2023.

 

IntesaSanpaolo ha confermato le indicazioni sulla politica di remunerazione degli azionisti.

In particolare, l’istituto ha ribadito un payout ratio cash pari al 70% dell’utile netto consolidato in ciascun anno del Piano di Impresa, oltre a un'eventuale ulteriore distribuzione nel biennio 2024/2025 da valutare anno per anno.

IntesaSanpaolo ha anticipato che il saldo del dividendo 2024 (relativo all’esercizio 2023) sarà quantificato in occasione dell’approvazione dei risultati di bilancio del 2023, nei primi giorni di febbraio 2024.

 

Nel corso della conference call a commento dei risultati trimestrali l’amministratore delegato di IntesaSanpaolo, Carlo Messina, ha ribadito che l’istituto può contare su capitale in eccesso che può essere distribuito agli azionisti.

Il manager ha aggiunto che in occasione del CdA chiamato ad approvare il bilancio 2023 proporrà l’intenzione di procedere con un buy back.

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