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ENI, i conti dei primi nove mesi del 2020

I risultati hanno risentito della forte volatilità registrata dal prezzo del petrolio nella prima parte dell’anno e della drastica riduzione della domanda

di Redazione Soldionline 28 ott 2020 ore 13:03

eni_20ENI ha comunicato i risultati dei primi nove mesi del 2020, che hanno risentito della forte volatilità registrata dal prezzo del petrolio nella prima parte dell’anno e della drastica riduzione della domanda, in conseguenza al lockdown deciso per frenare la pandemia da Covid-19. Il Cane a sei zampe ha confermato la politica dei dividendi, modificata in occasione della diffusione dei risultati semestrali.

 

ENI, i conti economici dei primi nove mesi del 2020

Nel periodo in esame i ricavi della gestione caratteristica sono stati pari a 32,36 miliardi di euro, in contrazione del 40% rispetto ai 65,67 miliardi ottenuti nei primi nove mesi del 2019. Nel periodo in esame la produzione di idrocarburi è scesa del 6% a 1,74 milioni di boe/giorno.

ENI ha chiuso il periodo gennaio-settembre con un utile operativo adjusted di 1,41 miliari di euro, in forte contrazione rispetto ai 6,79 miliardi ottenuti nei primi nove mesi del 2019.

Il risultato netto adjusted è stato negativo per 808 milioni di euro, risultato che si confronta con l’utile di 2,33 miliardi contabilizzato nei primi nove mesi del 2019. Il risultato netto è stato negativo per 7,84 miliardi di euro, in seguito a svalutazioni di attività non correnti riferite principalmente a asset oil&gas e impianti di raffinazione in funzione della revisione dello scenario dei prezzi/margini degli idrocarburi.

 

ENI, il terzo trimestre 2020

Il terzo trimestre del Cane a sei zampe si è chiuso con un risultato operativo adjusted positivo per 537 milioni di euro, rispetto ai 2,16 miliardi del corrispondente periodo dello scorso anno. Il risultato netto adjusted è scivolato in rosso per 153 milioni, in forte peggioramento rispetto all’utile di 776 milioni contabilizzati nel terzo trimestre dello scorso anno.

Il consensus degli analisti, pubblicato sul sito Internet della società, indicava un utile operativo adjusted pari a 100 milioni di euro e un risultato adjusted negativo a 180 milioni di euro.

 

ENI, indebitamento, flussi di cassa e investimenti

A fine settembre 2020 l’indebitamento netto di ENI era salito a 19,85 miliardi di euro, rispetto ai 17,12 miliardi di inizio anno. Alla stessa data il leverage era pari a 0,54. Sempre al 30 settembre ENI disponeva di una riserva di liquidità di circa 17,4 miliardi.

Nel periodo gennaio-settembre ENI ha registrato una generazione di cassa operativa pari a 3,83 miliardi di euro, in contrazione del 56% rispetto ai primi tre trimestri del 2019, a causa del deterioramento dello scenario.

Nei primi nove mesi del 2020 gli investimenti netti sono stati pari a 3,76 miliardi, ridotti del 33% in conseguenza al piano di revisione dell’attività realizzato da marzo, finanziati interamente dal flusso di cassa adjusted.

 

ENI, confermata la politica dei dividendi

ENI ha confermato la politica dividendi, definita in occasione della diffusione dei risultati semestrali.

La nuova politica di remunerazione, valida per prezzi Brent annui uguali o superiori a 45 dollari al barile, prevede, in particolare, un dividendo annuo composto da un valore base fissato a 0,36 euro per azione (commisurato a una media annua del Brent pari ad almeno 45 dollari al barile) e una componente variabile  crescente al crescere del prezzo Brent fino a 60 dollari al barile, oltre il quale sarà riattivato il piano di buy-back.

ENI ha precisato che il valore base del dividendo crescerà in funzione del grado di realizzazione della strategia di crescita del gruppo e sarà rivalutato ogni anno.

Il Cane a sei zampe ha confermano che per il 2020, nonostante una media Brent attesa a 40 dollari al barile, il dividendo base sarà comunque erogato e ha ricordato che a settembre è stato versato un terzo dell’ammontare – pari a 0,12 euro per azione – come acconto.

 

ENI, le stime per i prossimi esercizi

I vertici di ENI hanno segnalato che l’outlook del quarto trimestre 2020 conferma i trend registrati nel trimestre appena concluso di elevata volatilità dei prezzi delle commodity energetiche a causa delle incertezze e della irregolarità della ripresa.

In particolare, nel 2020 è prevista un’ottimizzazione degli investimenti per 2,6 miliardi di euro (per un taglio complessivo del 35% rispetto ai piani originari) e dei costi per 1,4 miliardi di euro. Allo scenario 2020 di 40 dollari/barile è previsto un flusso di cassa ante variazioni del working capital adjusted di 6,5 miliardi di euro, in grado di finanziare i capex previsti per l’intero esercizio (5,2 miliardi di euro a cambi costanti).

L’anno successivo è stimata una riduzione dei costi pari a 1,4 miliardi di euro e degli investimenti pari a 2,4 miliardi di euro.

Confermato il target produttivo 2020 all’interno del range 1,72-1,74 mboe/g compresi i tagli OPEC+, che recepisce l’ottimizzazione capex in risposta alla crisi del COVID-19, riduzione domanda mondiale gas (anch’essa in parte collegata alla pandemia) e forza maggiore in Libia fino a tutto settembre 2020. Rivisto il profilo di produzione atteso nel 2023 a circa 2 milioni di boe/giorno.

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