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Creval, i conti del primo semestre 2018

di Edoardo Fagnani 9 ago 2018 ore 18:06 Le news sul tuo Smartphone

creval_2Il Credito Valtellinese (Creval) ha chiuso il primo semestre del 2018 con un utile netto di 824mila euro, rispetto al rosso di 194,83 milioni di euro contabilizzato nello stesso periodo dello scorso anno; il dato dello scorso anno comprendeva rettifiche per oltre 328 milioni di euro.

Il risultato di gestione si è ridotto da 123,16 milioni a 34,02 milioni di euro, in conseguenza all’aumento delle spese per il personale, che includono oneri non ricorrenti per 63,5 milioni di euro. I proventi operativi si sono ridotti da 379,04 milioni a 340,98 milioni di euro (-10%).

Il margine di interesse si è attestato a 178,88 milioni di euro, in riduzione del 10% rispetto ai 198,77 milioni dei primi sei mesi del 2017; la flessione è dovuta pricipalmente all’applicazione dei nuovi principi contabili e agli impatti connessi alle cessioni di portafogli di sofferenze e unlikey to pay (UTP).

 

A fine giugno gli impieghi alla clientela ammontavano a 21,4 miliardi di euro, di cui 4,9 miliardi di euro rappresentati da titoli governativi. Al netto di tale componente l’aggregato è in aumento del 2,8% rispetto a 16,7 miliardi al 31 dicembre 2017, principalmente per effetto dell’incremento delle nuove erogazioni nel semestre.

Alla stessa data i crediti deteriorati al netto delle rettifiche di valore, erano pari a 968 milioni di euro, in forte calo dai 2,2 miliardi di inizio anno, in seguito alle cessioni di crediti deteriorati effettuate nel semestre e alle rettifiche apportate in concomitanza con l’introzuone dei nuovi principi contabili. La copertura dei crediti deteriorati (con esclusione di quelli riclassificati tra le attività in via di dismissione) si attesta al 50,9% in crescita rispetto al 45,3% del 31 dicembre 2017 nonostante le cessioni effettuate. Includendo inoltre gli stralci la copertura totale sale al 53,8%. Sempre a fine giugno le attività finanziarie erano pari a 8,2 miliardi di euro ed erano principalmente rappresentate da titoli di Stato italiani, che ammontavano a 6,7 miliardi di euro. S

empre a fine giugno il patrimonio netto era pari a circa 1,49 miliardi di euro, mentre il Common Equity Tier 1 era pari al 14% (livello minimo SREP fissato a 7,075%), a fronte di attività di rischio ponderate per 13,89 miliardi di euro. Il Common Equity Tier 1 phased-in (includendo le operazioni già annunciate i cui impatti sul capitale saranno contabilizzati nel secondo semestre 2018) risulta pari al 15%.

 

I vertici del Creval hanno precisato che nel corso dell’esercizio continueranno a porre in essere tutte le attività volte al raggiungimento degli obiettivi di Piano previsti per il 2018, focalizzandosi in particolare sulla crescita dell’attività commerciale e sul recupero della redditività del core business.

Questo scritto è redatto a solo scopo informativo, può essere modificato in qualsiasi momento e NON può essere considerato sollecitazione al pubblico risparmio. Il sito web non garantisce la correttezza e non si assume la responsabilità in merito all’uso delle informazioni ivi riportate.

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