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Creval, i conti del 2020. Torna il dividendo

di Edoardo Fagnani 5 mar 2021 ore 08:17 Le news sul tuo Smartphone

creval-logoIl Credito Valtellinese (Creval) ha comunicato i risultati economici e finanziari definitivi del 2020, periodo chiuso con un utile netto di 113,2 milioni di euro, più del doppio rispetto ai 56,24 milioni contabilizzati nell’esercizio precedente, beneficiando della plusvalenza derivate dalla cessione del ramo di attività del credito su pegno, pari a circa 33 milioni di euro lordi finalizzata nel mese di gennaio.

Il risultato netto della gestione operativa ha registrato un incremento dell’8,3%, passando da 185,67 milioni a 201,09 milioni di euro.

Al contrario, i proventi operativi si sono ridotti da 617,42 milioni a 594,33 milioni di euro (-3,7%), in conseguenza alla contrazione del margine di interesse (-2,1%), in seguito minor contributo derivante dai crediti deteriorati a fronte del piano di cessioni realizzato nel 2020, parzialmente compensato dai benefici dei fondi TLTRO-III.

 

A fine 2020 i crediti netti verso clientela (includendo nell’aggregato i crediti rappresentati da titoli di debito) ammontavano a 15 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto ai 14,5 miliardi di inizio anno.

Alla stessa data i crediti deteriorati (al netto delle rettifiche di valore) erano pari a 493,99 milioni di euro, in calo del 32,6% rispetto al dato di inizio anno (732,45 milioni di euro). Sempre a fine 2020 i crediti deteriorati lordi erano pari a 955,93 milioni di euro in diminuzione del 38% rispetto al dato di inizio anno, grazie principalmente alle vendite realizzate da inizio anno di diversi portafogli composti da posizioni in sofferenza e UTP (unlikely to pay) per oltre 800 milioni di euro. L’incidenza dei crediti deteriorati sul totale dei crediti verso clientela esclusi i titoli governativi (3,8 miliardi di euro), si attestava al 5,8% su base lorda e al 3,1% su base netta. Sempre a fine anno la copertura dei crediti deteriorati si attestava al 48,3%, rispetto al 52,3% del 2019.

Al 31 dicembre 2020 le attività finanziarie erano pari a 5,8 miliardi di euro ed erano principalmente rappresentate da titoli governativi, che ammontavano a circa 4,4 miliardi di euro.

Sempre a fine 2020 il patrimonio netto era pari a circa 1,77 miliardi di euro, mentre il Common Equity Tier 1 era pari al 23,9% (livello minimo SREP fissato all’8,55%), a fronte di attività di rischio ponderate 8,28 miliardi di euro. Il Common Equity Tier 1 a regime era pari al 19,6%.

 

Con riferimento alle prospettive per i prossimi mesi i vertici del Creval hanno segnalato che i ricavi sono previsti in crescita sia sul fronte del margine di interesse che delle commissioni. Il margine di interesse beneficerà infatti da un lato dell’atteso incremento dei finanziamenti alle famiglie, in particole del credito al consumo e dall’altro del maggior contributo dei fondi TLTROIII. Le commissioni continueranno nella ripresa evidenziata nel quarto trimestre grazie al graduale recupero dell’attività operativa con la clientela e ad una maggior focalizzazione sulla gestione del risparmio.

Sul fronte dei costi sono attesi ulteriori efficientamenti, anche per il trascinamento delle iniziative già poste in essere. Il costo del credito, pur rimanendo condizionato dall’evoluzione della pandemia, è atteso rimanere sotto controllo e su livelli non superiori a quelli registrati nel 2020.

La posizione patrimoniale della Banca è prevista ancora su livelli elevati, permettendo di fronteggiare anche i possibili ulteriori peggioramenti dello scenario macroeconomico.

Inoltre, il Creval si attende un’evoluzione positiva dell’utile netto che potrà anche beneficiare dell’utilizzo dello stock di imposte differite attive fuori bilancio già a partire dal 2021, in un quadro di conferma della politica di dividendi. “L’elevata posizione di capitale crea, inoltre, le condizioni per un ulteriore rafforzamento di tale politica in futuro, subordinatamente alle indicazioni che verranno fornite dalle Autorità di Vigilanza successivamente al 30 settembre 2021”, ha precisato la banca.

 

I vertici del Creval hanno proposto la distribuzione di un dividendo 2021 (relativo all’esercizio 2020) di 0,23 euro per azione, entro il limite massimo di 20 punti base del CET 1 ratio consolidato al 31 dicembre 2020, raccomandato da Banca d’Italia.

Il dividendo verrà staccato alla prima data utile settimanale di stacco successiva alla data dell’assemblea degli azionisti.

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